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Caracinoma con esami istologici contrastanti

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  1. #1
    Utente donna
    Iscritto dal
    2008

    Caracinoma con esami istologici contrastanti

    carissimi dottori,
    ecco cosa mi accade: ad aprile 2005 sono stata sottoposta ad intervento chirurgico di quadrantectomia al seno dx e linfoadenectomia del cavo ascellare. Riporto l'esito dell'esame istologico: lesione fibroadenomatosa con area cistica, metaplasia apocrina adenosi microghiandolare e microcalcificazioni. Piccola area di carcinoma duttale (G2) infiltrante. Margini chirurgici ampiamente indenni. Indenni tutti i linfonodi repertati. pT1c m; N0; Mx. ER 20%, PgR 20%, Mib-1 25%, C-erb-B2 score 3.

    Sono stata sottoposta a 6 cicli di chemioterapia (FEC) e poi a radioterapia che ho terminato nel dicembre 2005. Mi è stato dato il FEMARA. Mi sembrava tutto finito invece nel febbraio 2007 mi è stato diagnosticato un altro nodulo sempre al seno dx, sono intervenuti con chemioterapia Herceptin e Navelbine da Aprile a Dicembre 2007. A gennaio 2008 ho eseguito una PET-TAC che confermava il carcinoma localizzato soltanto nel seno dx quindi sono stata sottoposta ad una mastectomia completa della mammella dx. I risultati dell'esame istologico sono stati sorprendenti: la determinazione dei recettori per l'ormone estrogeno effettuata su preparati allestiti in paraffina mediante l'impiego di anticorpo monoclonare è risultata negativa. La determinazione dei recettori per l'ormone progesterone effettuata su preparati allestiti in paraffina mediante l'impiego di anticorpo monoclonale è risultata negativa. La determinazione dell'indice di proliferazione effettuata su preparati allestiti in paraffina con anticorpo monoclonale Ki67 (MIB1) ha dato il seguente esito: la percentuale di cellule neoplastiche positive è del 30%. La determinazione del c-erbB2 effettuata su preparati allestiti in paraffina mediante l'impiego di anticorpo monoclonale ha mostrato l'assenza di immunoreattività di membrana (negativa).

    Al taglio, al livello retroareolare è presente una neoformazione del diametro massimo di cm 5.5 di colorito grigiastro, dura a margini irregolari istologicamente corrispondete a carcinoma duttale infiltrante, NOS, variante non altrimente specificata, moderatamente differenziato sec. Easton-Ellis. La reazione desmoplastica è marcata, la necrosi è moderata, l'infiltrato infiammatorio intra e peritumorale è lieve. La cute, l'aureola, il capezzolo e i margini di resezione chirurgica sono indenni. Conclusione TNM sec. UlCC 2002: pT2 pNx pMx G2 Stadio II.

    Come mai è avvenuto questo cambiamento? Ci sono terapie idonee? Bisogna aspettare che il carcinoma si manifesti in qualche altro organo per intervenire? Cosa mi devo aspettare?

    Vi ringrazio




  2. #2
    Indice di partecipazione al sito: 11 Medico specialista in: Chirurgia generale
    Oncologia medica

    Risponde dal
    2008
    Gent.le Signora non condivido la scelta di fare una chemioterapia prima del secondo intervento: in questi casi prima si interviene e poi in relazione alla caratteristiche delle cellule si sceglie la terapia complementare. Una recidiva nella stessa mammella può evidenziare caratteristiche biologiche delle cellule tumorali completamente diverse dal primo tumore. Nel suo caso la terapia con Herceptin, che deve essere continuata per un anno, è decisamente efficace e diminuisce di molto il rischio di una nuova ripresa.


    Dr. Roberto Saccozzi
    roberto.saccozzi@gmail.com

  3. #3
    Utente donna
    Iscritto dal
    2008
    La ringrazio per la rapidissima risposta, ora stanno riconsultando tutti i vetrini, ma cosa possono scoprire di più?
    Quanto tempo deve passare dall'intervente per iniziare la terapia?
    Grazie



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