Utente 136XXX
Ringrazio anticipatamente per la risposta al seguente quesito: in seguito a diagnosi di piccolo tumore mammario di 11 mm. mia mamma 71 anni dovrà presto sottoporsi di intervento di asportazione dello stesso. L'intervento di tumorectomia o quadrantectomia, sarà inquadrato in relazione al rischio anestesiologico da valutarsi nel seguente quadro anamnesico: diabete non trattato farmacologicamente, lieve insufficienza renale, bronchite cronica, artrosi, spodilolistesi, rivascolarizzazione post IMA su tre vasi coronarici con stent, mitocodriopatia con elevazione del CPK basale.
In seguito a due distinti consulti chirurgico oncologici le proposte di intervento sono state le seguenti:
1) il Chirurgo Oncologo vista la situazione anmnesica complessiva, per la sicurezza della paziente, ha escluso a priori di effettuare intervento in anestesia generale, escludendo categoricamente un' eventuale analisi del linfonodo sentinella e procedendo con un intervento di tumorectomia in seguito a valutazione delle dimensioni minime del tumore, da effettuarsi in anestesia locale.
2) Il Chirurgo Oncologo non esclude a priori di effettuare intervento di più vasta portata (quadrantectomia) anche con analisi del linfonodo sentinella eventualmente con rivalutazione del tipo di intervento solo dopo consulto anestesiologico, e comunque valutando la possibilità di un tipo di anestesia intermedio tra locale e generale.
Vorrei sapere in base al quadro anamnesico sinteticamente descritto, se il rischio anestesiologico sia elevato al punto di precludere qualsiasi tipo di intervento in anestesia diversa da quella locale, tale da anticipare la tipologia di intervento a prescindere dal consulto anestesiologico, (vedi consulto n.1) per non pregiudicare la sicurezza di mia mamma.
Un'ultima precisazione: nel 1996 in seguito ad intervento di asportazione neurinoma polmonare mia mamma ebbe qualche problema in sede di risveglio dalla sedazione in anestesia generale (ultima volta a cui è stata sottoposta) che non sono in grado di dettagliare.

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Dr. Stelio Alvino
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Gentile Utente, mi sembra che le condizioni non siano cosi' differenti rispetto a quelle descritte nei precedenti quesiti pre intervento di sua madre. Certo sono passati sei anni dalla precedente richiesta e sua mamma ha qualche anno in piu'.
Ritengo che il rischio anestesiologico possa inquadrarsi in medio-alto (ASA 3 almeno) che a causa della patologia mitocondriale che determina una persistenza dei valori fuori norma delle CK, debba essere condotta una anestesia accorta evitando tutti quei farmaci che possano favorire complicanze intraoperatorie. Da questo punto di vista una TIVA (anestesia totalmente endovenosa va benissimo). Probabilmente al collega Anestesista serviranno alcuni dati aggiuntivi quali una recente visita cardiologica con ecocardiogramma e se il quadro bronchitico cronico e' di una certa rilevanza anche delle prove di funzionalita' respiratoria. E' chiaro che solo all'atto della visita anestesiologica potra' essere fatto un chiaro inquadramento del rischio in base alle condizioni di sua madre. Tuttavia dalle notizie sintetiche che ci da (anche se non siamo a conoscenza della terapia assunta), ci sembra che un intervento piu' radicale e completo possa essere fattibile, compatibilmente coi tempi chirurgici dell'operatore. Ma sta ovviamente al Collega che l'addormentera' la decisiva parola in merito. Personalmente concordo con il parere espresso dall'Oncologo al punto 2.
Cordiali saluti