Utente 249XXX
Egregio Dottore
Le vorrei esporre il mio caso clinico per avere un Suo autorevole parere in merito ad una situazione scoperta occasionalmente e in pieno benessere nel maggio 2011. Le premetto che ho 53 anni e sono in menopausa da poco più di due anni.
Le riporto ovviamente solo quelli patologici:
Amilasi pancreatica 61 U/L (v.n.13-53 )
Lipasi 105 U/L (v.n.13-60 )
Amilasi totale 201 U/L (v.n.28-100)

Nel giro di qualche giorno, amilasi pancreatica e lipasi sono rientrate perfettamente nella norma a tutt’oggi, ma persiste un valore di amilasi totale che oscilla tra 120-140-180 U/L con un range di normalita’ che è 100, contestualmente ho rilevato anche valori di colesterolo totale di 240 mg con LDL 136 e HDL 80 (trigliceridi bassi) valori questi tenuti sotto controllo con la dieta.
Per il resto la routine era perfetta LDH CPK transaminasi ripetuti piu’ volte sempre perfetti ecc.
In questo stesso periodo ho eseguito:
ormoni tiroidei + tireoglobulina+ Anti TPO e Anti TG nella norma
profilo coagulativo.primo, secondo e terzo livello nella norma
emocromo completo eseguito piu’ volte nella norma
markers tumorali Ca 19-9 < 2.00 (v.n.0,00-40,0)
CEA 0,9 (v.n.0,00-5,0 )
Ca 15.3 11 (v.n. 0,00-31.5)
Alfa fetoproteina 1,9 ( v.n. 0,00-15 )


In tale periodo da maggio a gennaio ho eseguito tre ECO addome normali con un pancreas perfettamente visibile nelle sue porzioni, fegato milza colecisti nella norma. Per completezza Le devo dire che da ottobre a gennaio ho effettuato interventi di “bonifica “ del cavo orale, cioè a dire due interventi paradontali, uno rigenerativo e a fine gennaio tre impianti (e non ho ancora finito!)

A questo punto perdurando buone le mie condizioni generali , non avvertendo nessuna sintomatologia , non ho problemi digestivi, né astenia, né febbricola, ho pensato di allargare il mio campo di indagine spostandomi nel mare magnum della autoimmunita’.
Pertanto a gennaio ho riscontrato un deficit selettivo di IGA abbastanza marcato esami ripetuti l’8 marzo in un altro laboratorio.

Gennaio 2012 Marzo 2012
IgG 1410 (751-1660 mg.) Ig G 15 (7,0-16,0)
IgA <6.67 ( 70.0-370 mg) IgA 0,25 (0,7-4,0 )
IgM 142 (40-250 mg ) IgM 1,76 (0,4-2,3 )


VES 8 , PCR 0,00, Mucoproteine e TAS NELLA NORMA
REUMA TEST, F.REUMATOIDE e WAALER-ROSE NEGATIVI
Tipizzazione linfocitaria nella norma con un rapporto T/ Helper –T/Suppressor 1.67



EMOCROMO GB 5720 N 53.4% L 38% M 6% E 1.5% B 0.15 %
GR 4.790.000 HB 14.3 HT 42 VG 87 PLT 213


Anticorpi ANA AMA Anti Muscolo liscio ENA Anti-DNA anti SM NEGATIVI
C3 1,06 ( v.n. 0,9-2,1 )
C4 0,29 (v.n. 0,1-0,4 )

Catene KAPPA 1070 (v.n. 629-1350 )
Catene LAMBDA 473 (v.n. 313-723 ) rapporto 2.26 (v.n. 1,53-3,29 )


Elettroforesi delle proteine evidenziava albumina 64,8 60,0 – 71
alfa 1 2,3 1,4-2,9
alfa 2 9,9 7,0-11
beta 8,1 8,0-13
gamma 14,9 9,0-16

Nell’aprile c.a. ho effettuato le indagini per la celiachia con i seguenti risultati:
AGA IgA 4,6 (v.n. 0 – 12)
AGA IgG 5,2 (v.n. 0 – 12)
Anti Endomisio <1:10 (v.n. <1:10)
Transglutaminasi IgA 0,01 (v.n. 0 – 7)
Transglutaminasi IgG 5,57 (v.n. 0- 25)
Ho effettuato anche delle IgE totali con risultato 4 (v.n. 0 – 100) e dosato le IgE specifiche per alcuni alimenti con valori perfettamente nella norma.
Contestualmente le IgA continuano ad essere basse: 0,21 (v.n. 0,7 – 4)
Attualmente io continuo ad essere in a.b.s., ma mi chiedo: si puo’ trattare di una forma autoimmune latente ? Secondo Lei ci potrebbe essere un collegamento tra questa carenza di IgA secretorie ad es . nella sede intestinale e la mia iperamilasemia ?
Mi sono documentata e ho visto che queste forme potrebbero essere benigne e transitorie, ma come aiutarmi e stimolare il mio sistema immune?
Quali altre indagini mi suggerirebbe ? Mi devo affidare a qualche centro particolare ?
Certa di un Suo cortese riscontro,che sicuramente sarà dirimente Le invio cordiali saluti.


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[#1] dopo  
156628

Cancellato nel 2015
Gentile utente,
il deficit selettivo di IgA è una condizione che spesso esiste in assenza di manifestazioni cliniche, pertanto (come nel Suo caso) solitamente si scopre per caso. Non si può escludere che ci sia sempre stato e non è affatto detto che "rientri". Deve sempre riferirlo ai medici che la visiteranno, soprattutto nel caso in cui debba rendersi necessaria la somministrazione di immunoglobuline.
Non credo che esista una relazione tra tale difetto e l'iperamilasemia; piuttosto, mi chiederei se quest'ultima possa essere correlata agli interventi odontoiatrici e cercherei di confermarne l'origine salivare (con un semplice dosaggio del relativo isoenzima).
Se chi L'ha visitata non ha ravvisato indicazioni all'esecuzione di ulteriori particolari accertamenti (di fatto non attribuendole rilevanza clinica) mi limiterei poi ai controlli periodici dell'amilasemia (o dell'isoenzima salivare).
Saluti,
[#2] dopo  
Utente 249XXX

Iscritto dal 2012
Gentile Dottore
Nel ringraziarLa per la sua consulenza, volevo aggiungere che ho ritrovato un referto del 1999 in cui le IgA erano rappresentate quasi nella normalità:
0,67 ( v.n. 0,70 - 3.70).
Cosa possa aver determinato in questi 13 anni la riduzione così marcata delle IgA mi sfugge, in quanto ho sempre goduto di buona salute (neanche i raffreddori stagionali).
Le chiederei un ultimo consiglio: Mi potrei aiutare con qualche farmaco che possa favorire la produzione di IgA (fermenti lattici o altro)? Anche perchè il mio timore è che tale situazione attuale possa essere l'anticamera di patologie autoimmunitarie o di linfomi o di altre neoplasie anche se tutto sembra nella norma, ma se potessi prevenirle! (Nell'ultimo emocromo effettuato si è riscontrata una lieve riduzione dei G.B. da 6500 a 5300 mmc con riduzione dei neutrofili a 51% e innalzamento dei linfociti a 40% rispetto al precedente).
Per quanto riguarda l'amilasemia sposo in pieno la Sua indicazione, riservandomi di fare presto l'isoenzima salivare che non ho fatto prima in quanto nella città dove risiedo non visono laboratori che effettuano tale esame.
Resto in attesa dei suoi preziosi consigli e Le invio i più cordiali saluti.
[#3] dopo  
156628

Cancellato nel 2015
L'eventuale uso di farmaci in grado di stimolare la produzione di IgA (e non c'è nulla in questo senso se non i generici immunostimolanti) non sarebbe in grado di prevenire alcunché.
Se il deficit dovesse essere espressione di una malattia linfoproliferativa (i dati che ha riportato non hanno alcun significato in tal senso) la terapia sarebbe ovviamente diversa.
Saluti,