Utente 250XXX
Mio padre di anni 70 (tra poco) è stato operato d'urgenza nel luglio 2011 in seguito ad una occlusione intestinale.Durante l'intervento sono riuscito a togliere la massa e fortunatamente a npn mettere la sacchetta come avevano previsto.Dall'istologico è risultato un adenocarcinoma allo stato medio al colon grasso. Ha un grave enfisema polmonare e un pacemaker al cuore e quindi visto le sue condizioni l'oncologo quando siamo andati al consulto ha escluso la possibilità di poter fare la chemio subito dopo l'intervento dicendomi che mio padre avrebbe avuto prima delle complicanze polmonari piuttosto che problemi legati al tumore. Novembre 2011 effettua una ecografia e l'esito conferma la presenza di metastasi mulpiple e ripetute al fegato. Riandiamo dall'oncologo ma lui ci consiglia ancora di non far nulla.Mi rivolgo in seguito anche in un istituto specializzato a milano per tumore al colonper un consulto ma la dott.ssa vorrebbe un parere dal pneumologo e dal cardiologo nel caso in cui mio padre morrisse prima per la sua patologia principale.Naturalmente la richiesta è assurda.
Mi rivolgo dopo un mese, con la mia speranza nel cuore di non arrendermi ad un altro oncologo il quale invece dà parere completamente diverso richiedendomi come esami una tac con m.d.c. all'addome e la determinazione del k-ras.
quest'ultimo esame ha confermato che alla determinazione dei cordoni 12 e 13 è NON MUTATA. La tac evidenzia un pancreas molto sofferente e le metastasi al fegato.
Dovremmo andare prox settimana adesso dal medico ma sono molto spaventata. Spero che con questi esiti si possa fare la terapia proposta dall'oncologo attuata per i pazienti che non possono fare la chemio.
Mio padre adesso però è da un paio di giorni che solo la sera ha la febbre a 37 e i dolori si sono diventati più intensi talmente che oggi ha preso la prima pillola per il dolore che gli ha prescitto l'oncologo.
Io sono molto confusa dall'essere stata da un medico all'altro e ognuno con pareri diversi. Sò da quel che vedo che mio padre ha problemi quotidiani con questa patologia e vorrei tanto che si iniziasse qualche terapia per poter avere un minimo di benefici.
Ho molta paura perchè vivere quest'esperienza è davvero dolorosa e mi chiedo il fatto che lui abbia già la febbre e dolori significa che non potrà cominciare nessuna terapia????è ormai troppo tardi???
Anticipatamente vi ringrazio e spero che potete almeno farmi comprendere qualcosa in più rispetto al buio dove brancoliamo.
Cordiali saluti, la figlia.

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Dr. Roberto Rossi
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Innanzi tutto 37 non è febbre. Detto questo la chemio terapia adiuvante dovrebbe iniziare a ridosso dell'intervento appena avvenuta la consolidazione delle ferite. Evidentemente le condizioni generali non lo hanno permesso. Attualmente è stata proposta una terapia "di salvataggio"con gli ovvi rischi che la situazione comporta. E' evidentemente impossibile senza conoscere la situazione e nell'impossibilita di vedere le immagini esprimere un parere sui possibili benefici.