Terapia con Endoprost

Salve dottore le scrivo per mio padre di 84 anni affetto da morbo di Burger da 34 anni. Con l'aggravarsi della sua malattia, dopo l'ecodoppler, che ha evidenziato un peggioramento della vascolarizzazione, l'angiologo ha deciso di prescrivergli a una terapia di 3 settimane di Endoprost per via endovenosa. Dopo l'inserimento della flebo e due giorni di terapia mio padre ha iniziato ad avvertire bruciore, gonfiore e arrossamento nella zona in cui era inserita la cannula.
Dopo l'ennesimo tentativo (questa è già la terza volta) è stato costretto a rimuovere la flebo. Volevo chiederle se esisteva un altro modo di somministrare l'endoprost oltre a quello per via endovenosa.
E' molto importante anche perchè mio padre non riesce quasi più a muoversi, dopo pochi metri (circa 300) avverte dolore agli arti e non riesce più a camminare.
So che questa terapia fa miracoli per questo tipo di malattie gravi alle vene e vorrei davvero poterlo aiutare.

Un cordiale saluto
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Dr. Simone Carulli Chirurgo vascolare 53 4
Gentile Utente,
purtroppo l'effetto collaterale da lei descritto può capitare nell'utilizzo della terapia infusionale con prostanoidi.
Esiste la possibilità di infondere il farmaco con dosaggi più bassi con tuttavia una diminuzione dell'efficacia; altre volte nemmeno in questo modo l'infusione risulta tollerata.
Potrebbe essere utilie una rivalutazione del caso in quanto un dolore che compare dopo 300 m di camminata potrebbe trovare altre soluzione terapeutiche:sono già state valutate tutte le altre possibilità di terapia medica e di rivascolarizzazione diretta ed indiretta?
Cordialità

Dott. Simone Carulli