Utente 217XXX
Mio padre di 72 anni, a fine 2010 ha scoperto di aver un microcitoma, carcinoma a piccole cellule, stadio III A ed ha affrontato chemioterapia (Cisplatino 80 mg/m2 g l, Vepeside, Etoposide 80 mg/g l 1,2,3, ottenendo NSE = 5,9 rispetto a quello di partenza 24,5.
Poi Radioterapia su mediastino 48cGy/24, poi Radioterapia profilattica su encefalo 30 Gy/10f dalla quale ne ha conseguito anoressia, perdita di equilibrio e di forza nelle gambe.

All’inizio di quest’anno gli è stato riscontrato un peggioramento: NSE =17,5, PROGRESSIONE POLMONE, FEGATO e gli viene programmato chemioterapia Topotecan 1,5 mg/m2/dì x 4 Giorni 75% q21 x 3 cicli. Attualmente ha affrontato solo il primo ciclo e sanguina spesso nel catarro. La situazione è grave cosa si può fare?
[#1] dopo  
Dr. Vito Barbieri
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Gentile Utente,
il sangue nel catarro va considerato rilevante in funzione della quantità. Se sono piccole strie, anche se quasi quotidiane e non accompagnate da abbassamento dell'emoglobina possono essere tollerate, in attesa di fare altri cicli di chemioterapia o al massimo limitate con farmaci procoagulanti (da considerare sempre con cautela in funzione delle altre eventuali terapie in corso e di patologie concomitanti). Se le perdite sono più accentuate, sia per il rischio di emorragia rilevante che per la possibile anemizzazione, sarebbe opportuno valutare le immagini radiologiche ed eventualmente una broncoscopia per stabilire se sono necessari provvedimenti palliativi per fermare la perdita, ammesso che il punto sia limitato, individuabile e trattabile con laser o con radioterapia.
Cordiali Saluti