Utente 163XXX
Buonasera gent.mi Dottori,
sono la mamma di un bimbo di 18 mesi che, circa 6 mesi fa, ha subito un intervento di orchidopessi per testicolo sn in posizione ectopica con ansa deferenziale lunga. L'operazione è stata eseguita c/o un reparto di andrologia pediatrica e ci hanno assicurato che tutto era andato per il meglio. Un mese dopo ancora il testicolo non era sceso nella sacca così lo abbiamo riportato e di nuovo ci hanno rassicurato che le cose procedevano correttamente e che ci voleva tempo. Dopo altri due mesi, non convinti dell'evolversi della situazione, lo abbiamo riportato a visita perchè del testicolo non c'era ancora traccia visibile. Ci è stato detto che la gonade era di dimensioni ridotte rispetto alla controlaterale (ma prima dell'operazione un ecografia le dimostra quasi identiche( ed era posizionata nella parte alta del sacco scrotale. Ci dicono di aspettare altri 4 mesi per un ulteriore controllo. Noi naturalmente non siamo tranquilli e procediamo di nostra iniziativa con un ecografia di controllo. E qui la doccia fredda:il testicolo non c'è. Da nessuna parte. Sparito nel nulla, presumibilmente atrofizzato pensiamo noi.
Mi cheidevo se è possibile mai che un intervento che ha per scopo la salvaguardia del testicolo finisca con danneggiarlo irrimediabilmente e se non si poteva far qualcosa prima che la situazione degenerasse. E' davvero una possibile conseguenza dell'orchidopessi la perdita totale del testicolo?
Grazie infinite delle vs.risposte, buona serata.

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227872

Cancellato nel 2015
Gentile Signora,
l'intervento di orchidopessi per la correzione di una ritenzione o di una ectopia testicolare viene indicato come regola entro il secondo anno di vita: questo per prevenire la possibilità di una progressiva perdita di funzione del testicolo e quindi una riduzione della fertilità in età adulta.
L'operazione, eseguita frequentemente nei reparti di chirurgia pediatrica, è comunque delicata, per le fini strutture anatomiche del funicolo spermatico su cui si interviene.
L'atrofia testicolare secondaria è una possibile complicanza di tale intervento: più frequente nei casi di ritenzione testicolare alta, è dovuta a un inadeguato apporto di sangue al testicolo.
Per quanto riguarda il caso di suo figlio, Le consiglio di fare riferimento ai medici del reparto in cui il piccolo è stato operato, anche per avere una diagnosi precisa (atrofia o risalita del testicolo nel canale inguinale).
Cordiali saluti