Utente 253XXX
Buongiorno Dottori e grazie in anticipo a chi vorrà rispondermi.

Da Dicembre del 2011 sono molto preoccupato per la condizione del mio cuore, e vivo nel terrore di avere un infarto.
I sintomi che mi colipiscono di più (possono durare settimane, e sparire per altratteanti giorni) sono i seguenti:
- fitte dolorose alla spalla sinistra;
- fastidio oppressivo (sembra che i muscoli tirino) allo sterno e fastidio al retrosterno, tra le scapole;
- dolorini in zona clavicolare sinistra, anteriore (quindi sul petto) e posteriore (quindi sulla schiena);
- pizzicore al capezzolo sinistro;
- agitazione e tachicardia.
Ho notato inoltre che il fastidio allo sterno diventa doloroso se tocco con il dito, ed avverto dolore anche in zona clavicola, se premo con il dito.
Ho fatto una visita cardiologica, con ECG, che ha dato esito negativo. La cardiologa ha escluso patologie cardiache e mi ha detto che devo dedicare più tempo a me stesso.
La gastroscopia ha invece evidenziato la presenza di un’ernia iatale da scivolamento e mi ha detto che sto andando verso una condizione di ipocondriaco.
Tuttavia non riesco a non pensarci e vivo le mie giornate nel terrore tanto che, ad esempio, sono indeciso se andare o meno a vedere la partita con gli amici questa sera.

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[#1] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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Guardi i colleghi che l'hanno già visitata hanno perfettamente ragione. lei non presenta sintomi imputabili al cuore e se continua così ipocondriaco lo diventerà davvero. Stia tranquillo e vada pure alla partita.
Cordialità
[#2] dopo  
Utente 253XXX

Iscritto dal 2012
Grazie per la risposta Dottore.

Pensavo di sottopormi ad un ecocardiogramma, nella paura che l'ECG non abbia rilevato qualche problema. Vedendo però la sua risposta mi sembra di capire che non sia necessario..
[#3] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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Con l'Eco viene valutata la struttura e la funzione del cuore. I dolori che riferisce hanno caratteristiche differenti da quelli di origine coronarica e comunque l'Eco può risultare in questi casi falsamente negativo. E' più attendibile la diagnosi fatta con la raccolta anamnestica, ossia dei dati riferiti al tipo di disturbo lamentato. Le ripeto, stia tranquillo. Vedrà che andrà molto meglio. In ultima analisi ricontatti il gastroenterologo per capire se la eventuale persistenza di parte dei disturbi possa dipendere dall'ernia iatale già diagnosticata.
Saluti
[#4] dopo  
Utente 253XXX

Iscritto dal 2012
La ringrazio moltissimo e seguirò i Suoi consigli!
[#5] dopo  
Utente 253XXX

Iscritto dal 2012
Dr. Rillo avrei un'ultima domanda.

Ieri sera, al rientro a casa dopo la partita, ho avuto un momento di forte tachicardia che non mi ha permesso di prendere sonno per almeno mezz'ora. Stamattina la situazione è migliorata, ma è inutile dire che sono un pò preoccupato. Il reflusso può dare alterazioni del ritmo cardiaco? O la mia è solo ansia?

La ringrazio molto per la pazienza.
[#6] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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Il reflusso gastroesogaeo non può dar luogo direttamente a tachiaritmie. E' un trigger per la comparsa di extrasistoli che a loro volta possono determinare vere e proprie tachiaritmie, ma solo in soggetti predisposti, predisposizione che non ha nulla a che vedere con il reflusso. Per escludere categoricamente una tachiacardia non fisiologica è opportuno eseguire un ECG durante l'accelerazione del battito, ma nel suo caso le possibilità che abbia un'aritmia sono decisamente basse ed è più probabile che l'ansia giochi un ruolo importante nella comparsa dei suoi disturbi.
Saluti
[#7] dopo  
Utente 253XXX

Iscritto dal 2012
La ringrazio ancora Dottore.

Abrebbe dei consigli da darmi, nota la mia situazione?

Ancora grazie per la pazienza
[#8] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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Ascolti, legga bene quello che le ho già consigliato. Non ho da darle ulteriori consigli.
[#9] dopo  
Utente 253XXX

Iscritto dal 2012
.La ringrazio