Utente 205XXX
Ho sempre avuto un cuore perfetto e una pressione normale (100/70). In seguito ad un avvelenamento cronico da arsenico (doloso), ho sviluppato alll'improvviso ipertensione (140/100) e soprattutto un emiblocco anteriore sinistro con prolungamento dell'intervallo QT. Visto che è passato parecchio tempo (anni) e il disturbo non è guarito, vorrei sapere qual è la prognosi in casi del genere, piuttosto rari.
Non ho detto che l'unico cardiologo cui mi sono rivolto, con arroganza ha parlato di un disturbo congenito ignorando completamente le mie informazioni per la loro eccezionalità.
Grazie per la cortese attenzione.
P.G.

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
32% attività
20% attualità
16% socialità
PISA (PI)
Rank MI+ 68
Iscritto dal 2009
L'avvelenamento da arsenico puo ' portare ad allungamento del QT (nella fase acuta pero') ma non sono segnalati distubi della conduzione permanenti.
Ne' sono riportati in letteratura studi sulla ipertensione arteriosa legata all'arsenico
Quando si parla di emiblocco anteriore sinistro molto spesso lo si confonde con una deviazione assiale sinistra marcata dell'asse medio della R, che e' legata all'ipertensione ed alla ipertrofia ventricolare sinistra, tipici dell'iperteso.
Cordialita'
cecchini
www.cecchinicuore.org
[#2] dopo  


dal 2012
Gent. Dr. Cecchini, Lei aveva ragione.

Un dosaggio As sanguigno effettuato segretamente a luglio (3 mcg/l, superiore alla soglia di sicurezza americana di 1 mcg/L, valida per intossicazioni croniche da acqua contaminata) ha dimostrato in maniera incontrovertibile che l'avvelenamento cronico era ancora in corso. Probabilmente non è mai stato interrotto se non per brevi periodi dal 2003: 10 anni di As quotidiano nei pasti! Non avendo registrato episodi subacuti, io ero tranquillo, pensando a qualche malattia ignota.
Dunque l'ipertensione, il disturbo di conduzione, le torsioni di punta si sono cronicizzate: non volendo tornare da un cardiologo perché invalidato da disturbi ben più gravi di tipo neurologico (ma non mortali) gradirei sapere da Lei una prognosi standard e una cura utile a favorire la guarigione. Esiste pericolo di vita? Posso stare tranquillo?
Senza sporgere denuncia ho sbattuto fuori di casa i miei avvelenatori e spero che stavolta sia finita sul serio.
La prego cortesemente di avere comprensione per il mio sgomento e di dirmi quel poco che sa.

Grazie per l'attenzione.

P.G.
[#3] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
32% attività
20% attualità
16% socialità
PISA (PI)
Rank MI+ 68
Iscritto dal 2009
Nel ripetere che l'ipertensione arteriosa non e' un effetto dell'arsenico, dubito che la torsione di punta si sia cronicizzata, dal momento che con la torsione di punta si muore nel giro di poche decine di secondi.
Cordiali saluti
cecchini
[#4] dopo  


dal 2012
RingraziandoLa, mi scuso per un termine errato: per torsione di punta intendevo impropriamnete aritmie con tachicardia e fitte al cuore, ovviamente episodiche e di breve durata.
Quanto all'ipertensione, non volgio contaddirLa ma ho letto alcuni articoli di riviste mediche ("Toxicology" e altre) sull'arsenicosi in Bangladesh che indicano l'ipertensione come uno dei suoi sintomi tipici.
Nelle intossicazioni acute invece si ha ipotensione e schock ipovolemico.

I disturbi di conduzione (prolungata ripolarizzazione) sarebbero legati ad alterazioni dei canali ionici del calcio e del potassio e potrebbero aumentare il rischio di un CVD (forse la torsione di punta).

Purtroppo non sono un medico e capisco poco delle riviste scientifiche, magari fraintendendone il contenuto.

Grazie comunque per la cortese risposta.
[#5] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
32% attività
20% attualità
16% socialità
PISA (PI)
Rank MI+ 68
Iscritto dal 2009
penso anche io.
Arrivederci