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Adenocarcinoma gleason 4 4

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  1. #1
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2012

    Adenocarcinoma gleason 4 4

    Salve, mio padre 65 anni, sportivo, portati molto bene, dopo qualche fastidio alla prostata PSA 4.8 ha insistito per fare una biopsia. Purtroppo esito positivo. Su 14 campioni 3 positivi, uno gleason 4+3, gli altri due 4+4. Pecentuale globale neoplasia 5.4% . etensione totale neoplasia 10mm, estensione massima 4 mm apice sin.
    L'urologo ha consigliato l'intervento radicale "alla vecchia maniera", addirittura con probabile rimozione linfonodi e vescica. Abbiamo letto online del robot Leonardo che sembrerebbe essere molto meno invasivo e più preciso. Purtroppo nella nostra città (ancona) non operano con robot avendo gleason troppo alto.
    Gentilmente vi chiedo: Con un quadro clinico del genere è possibile ed efficace l'intervento robotico (mio padre lo preferirebbe molto)? Eventualmente nel centro italia esistono centri ospedalieri validi per tale intervento?
    Grazie mille di cuore e scusatemi per qualche eventuale errore tecnico nella spiegazione.







  2. #2
    Indice di partecipazione al sito: 214 Medico specialista in: Urologia
    Endocrinologia
    Chirurgia generale

    Perfezionato in:
    Andrologia

    Risponde dal
    2011
    Caro signore, la situazione di Suo padre è un pò esemplificativa di quello che succede frequentemente nel nostro paese in presenza di un tumore, con una situazione mass-mediatica che tende a dare rilievo alle tecniche chirurgiche sofisticate, talvolta senza che questo comporti un reale beneficio per la vita (e la qualità di vita del paziente).
    Fermo restando che un Gleason 4 + 4 impone un atteggiamento drastico, con asportazione radicale della ghiandola prostatica e dei linfonodi, quello che realmente conta è affidarsi ad un urologo che abbia una buona padronanza della tecnica che usa (chirurgia open o laparoscopica o laparo-robo-assistita conta poco!), sia in termini di risultati "oncologici" (cioè togliere bene tutto il tumore) che "funzionali",(cioè avere un basso tasso di incontinenza post-operatoria ecc.).
    Sotto questo profilo, la corsa dei pazienti verso la tecnica chirurgica con meno buchi nella pelle o con più tecnologia, rischia di diventare una corsa senza senso, in cui si privilegia semplicemente ciò che risulta attraente rispetto ad una reale valutazione del proprio medico (o Centro) curante e delle sue capacità. Nel centro in cui opero si pratica la prostatectomia laparoscopica, quindi non rispondo così semplicemente per parafrasare la favola della volpe e l'uva, ma Le faccio osservare che i superiori (di molto poco mi creda) risultati della prostatectomia robotica rispetto alla open ben fatta, si raggiungono nei centri più avanzati del mondo, dopo migliaia di casi. Alcuni di questi centri robotici sono presenti anche in Italia, ma in pochi di essi i risultati mantengono realmente le promesse attese, quindi mettersi in fila in uno di essi non è detto che sia la scelta giusta, a maggior ragione se vicino casa nostra esiste la possibilità di avere un intervento condotto in maniera impeccabile, sia pure con un "taglio" tradizionale.
    Mi rendo conto che questa risposta possa causarLe sconcerto ma credo che gli urologi abbiano la responsabilità di essere i primi, spesso, a partecipare alla corsa verso il tecnologico-mediatico, non sempre generando effetti positivi. Cordiali saluti


    Dr. Enrico Conti
    Specialista in Urologia, Andrologia e Chirurgia generale
    www.andrologiapertutti.com

  3. #3
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2012
    Grazie Dr. Conti, è stato molto gentile e chiaro.
    Ci siamo affidati ad un urologo specializzato in tecniche nerve sparing che ci ha molto rassicurato sull'operazione e sulla guarigione della malattia. Siamo in lista di attesa, entro fine mese dovrebbe essere fatto l'intervento e se possibile aggiornerò la conversazione con dati precisi sulla situazione.

    La saluto cordialmente



  4. #4
    Indice di partecipazione al sito: 214 Medico specialista in: Urologia
    Endocrinologia
    Chirurgia generale

    Perfezionato in:
    Andrologia

    Risponde dal
    2011
    Molto bene. Cari saluti e incoraggiamenti


    Dr. Enrico Conti
    Specialista in Urologia, Andrologia e Chirurgia generale
    www.andrologiapertutti.com

  5. #5
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2012
    Con la presente volevo innanzitutto ringraziare il sito Medicitalia per il servizio, ma soprattutto vorrei infondere coraggio a tutti quelli che si trovano ad affrontare una situazione simile alla mia descritta.

    L'operazione (metodo tradizionale)è andata benissimo, solo 6 giorni di ricovero e soprattutto il recupero è stato rapido (forse anche per merito della forma fisica sportiva di mio padre).

    La malattia per fortuna non ha intaccato niente al di fuori della zona, quindi non è stato necessario effettuare terapie post operatorie.

    E' ormai un mese che mio padre è tornato ad una vita normalissima, nessun problema di incontinenza, nessun dolore, nessuna complicazione.

    Abbiate fiducia ed affidatevi ad un centro specializzato.
    Noi abbiamo optato per l'ospedale Murri di Fermo e ci siamo affidati al dottor Galosi.

    CORAGGIO!!!!!!



  6. #6
    Indice di partecipazione al sito: 214 Medico specialista in: Urologia
    Endocrinologia
    Chirurgia generale

    Perfezionato in:
    Andrologia

    Risponde dal
    2011
    Tutto è bene ciò che finisce bene, specialmente quando il tema concerne la buona sanità, che pur essendo assai diffusa in Italia, magari appena dietro l'angolo di casa nostra, ha il difetto di non fare notizia. Grazie anche per i complimenti al Servizio di Medicitalia per il quale mi pregio di svolgere una piccola parte di lavoro.


    Dr. Enrico Conti
    Specialista in Urologia, Andrologia e Chirurgia generale
    www.andrologiapertutti.com

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