Utente 195XXX
Buongiorno,

vi scrivo per sottoporvi il caso di mio marito: 39 anni, ex fumatore, iperteso (media pressione 130/90), operato il 25 marzo scorso per nefrectomia radicale sx in seguito a diagnosi tumore a cellule renali (da referto istologico pt1b, n0, mx). Già da qualche anno i valori di colesterolo si sono sempre attestati su 200/250, sia per errata alimentazione che per familiarità (sua madre ne soffre da tempo); dopo la diagnosi del tumore e l'intervento abbiamo seguito una dieta più corretta per cercare di abbassare i valori (sono alti anche i trigliceridi) e il medico curante, congiuntamente al nefrologo che ci segue, gli ha prescritto i seguenti farmaci ipertensivi e anticolesterolici: Indapamide e Lacirex per la pressione, Eskim 1000 per i trigliceridi e Adenuric per l'acido urico. In questo primo anno di controlli post nefrectomia, Tac ed ecografie sono state sempre (per fortuna!) negative, ma per quanto riguarda le analisi ci sono sempre colesterolo totale e trigliceridi alti (rispettivamente sui 300 il primo e 150 di media i secondi), unitamente alla creatinina che non riusciamo a far scendere sotto 1.65 di media. Due settimane fa mio marito si è sottoposto a un ecodoppler per verificare l'eventuale presenza di placche o restringimento delle arterie e fortunatamente il referto è stato rassicurante sotto questi aspetti (spessore arterie 0.62). Ieri siamo andati dal ns medico curante il quale, risultati delle ultime analisi del sangue sotto mano, ci ha detto che, a questo punto, riterrebbe opportuno (visto che con dieta adeguata e farmaci non riusciamo a far scendere i valori di colesterolo) prescrivere delle statine; il nefrologo finora ha volutamente evitato di prescrivere a mio marito questo farmaco che, a suo avviso, potrebbe incidere negativamente sulla sua già difficile situazione renale; d'altra parte, il medico curante sostiene che riuscire a far scendere i valori di colesterolo potrebbe avere positive ripercussioni anche sulla creatinina. Siamo un pò confusi e non sappiamo cosa fare. Ho provato a comprare prodotti come lecitina di soia, steroli vegetali e statine naturali, per fare un ultimo tentativo.
Visto il complesso quadro clinico di mio marito, cosa sarebbe più opportuno fare?
Attendiamo un riscontro.

Cordiali saluti.

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[#1] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Le statine nel caso in questione paiono indicate e non hanno effetti particolari nella modesta riduzione della fuunzuione renale che lei riporta. L'indapamide invece non e' certo indicata, cosi come tutti i diuretivi vanno usati con estrema cautela nel paziente nefropatico specie se monorene. Al contrario e' necessaria un'abbondante idratazione (1,5 2 litri di acqua al di)
Cordailita'
cecchini
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[#2] dopo  
Utente 195XXX

Iscritto dal 2011
Buongiorno Dott. Cecchini,

la ringrazio per il rapidissimo riscontro. Effettivamente anche noi eravamo un pochino perplessi nel momento in cui ci è stato prescritto un diuretico considerata la particolare situazione renale di mio marito; la giustificazione di questa scelta da parte del nefrologo è stata la necessità di abbassare la pressione minima di mio marito, secondo lui troppo alta e alla lunga insostenibile per il rene superstite. Devo dire che invece il Lacirex non ha dato grossi problemi, a parte qualche cefalea, e pare funzionare dato che la massima ora si attesta mediamente intorno ai 125/130 e raramente raggiunge o supera i 140, perlomeno nelle ns misurazioni casalinghe. L'holter invece riscontra abbastanza spesso valori più alti, specie nella tarda mattinata e nelle prime ore del pomeriggio; anche in riferimento a questi risultati è stata prescritta l'indapamide.
Mio marito ha sempre bevuto molta acqua di sua spontanea volontà, più o meno le quantità che lei consiglia, e anche più. Pertanto, lei ci consiglierebbe qualche altro farmaco per la riduzione della minima? E, se posso permettermi un'ulteriore domanda, come mai le statine sono da molti sconsigliate? Ho letto (ma da ignorante della materia) profonde critiche su questi farmaci e pagine e pagine di effetti negativi anche abbastanza importanti. Lei cosa ne pensa?

Grazie ancora per la disponibilità.

Cordiali saluti.


[#3] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Nel tipo di pazienti in questione i valori pressori solitamente contrallati con calcio antagonisti (la lacidipina e' uno di questi, ma ve ne sono anche di piu' efficaci come la nifedipina) oppure con antiipertensivi centrali come la clonidina (anche in cerotti transdermici)
E' ovvio che sia per motivi etici, che di responsabilita' personale non e' corretto prescrivere terapie a pazienti che non abbiamo neppure potuto vedere personalmnente.
Ci si puo' limitare in generale a fare ragionamenti sulle terapie piu' idonee.
Le statine non sono assolutamente saconsigliate da medici informati: i recenti studi dimostrano una riduzione del rischio di morte cardiaca e di ictus del 30%
Il che non e' poco
Cordialita'
cecchini
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[#4] dopo  
Utente 195XXX

Iscritto dal 2011
Farò sicuramente presente i suoi consigli e le sue osservazioni al ns medico curante e al nefrologo affinchè se necessario le applichino al ns concreto caso.
Secondo lei è corretto pensare che la diminuzione del colesterolo e dei valori della pressione sanguigna possano portare a un maggior funzionamento del rene superstite?
E inoltre, essendo evidente la componente di familiarità, fino a che punto possiamo verosimilmente pensare di ridurre tali valori?
Grazie ancora.

[#5] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Le terapie farmacologiche moderne riescono a modificare enormemente la quantità e la qualità di vita di pazienti i quali abbiano un familiarità importante dal punto di vista del rischio cardiovascolare.
Tranquillizzatevi
Arrivederci
Cecchini