Utente 256XXX
Gentili dottori, sono una ragazza di 21 anni. Da circa nove mesi ho rapporti col mio attuale ragazzo (26 anni). Premetto che non abbiamo ancora chiesto nessun consulto specialistico. Da 5 mesi lui non riesce a raggiungere l'orgasmo; le poche volte che riesce (potremmo stimare in due volte su dieci) noto che per lui è estremamente faticoso. Abbiamo rapporti abbastanza regolari, una volta a settimana in media (causa lontananza). Fino a circa 5 mesi fa non abbiamo avuto problemi. Anzi, spesso avevamo più rapporti (2 o 3) nella stessa serata. Ho cercato di capire da cosa sia stato dovuto questo improvviso cambiamento. Le poche volte che ho provato a parlarne con lui si è sempre dimostrato evasivo, dicendomi semplicemente di conoscere la causa di questo disturbo. Ho provato a non fargli pesare questa situazione, anche perché io mi sento comunque più che appagata: Durante il rapporto non mi manca nulla; ma penso che questo disturbo a lui non faccia bene, sia fisicamente che psicologicamente. Aggiungo che è una persona particolarmente attaccata al lavoro (la sua vita gira praticamente intorno ad esso). C'è stato un periodo di particolare, ma non forte, ansia per lui in questo senso; ma questo è stato poco dopo che si manifestasse il disturbo. E comunque lo ha superato già da 3 mesi, quindi ora dovrebbe essere più tranquillo; non so se questo possa aver inciso o provocato questa situazione. Purtroppo non posso scrivere altro perché, sinceramente, non riesco a farlo parlare. Vorrei sapere quali sono le conseguenze fisiche (quelle psicologiche le sto notando già) di questo disturbo ed eventualmente come devo comportarmi. So già che se gli chiedessi di sottoporsi ad una visita specialistica lo metterei ancora più in imbarazzo e alimenterei il fuoco provocando un'ansia da prestazione (se già non lo è).
Vi ringrazio vivamente. Un saluto

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[#1] dopo  
Prof. Giovanni Maria Colpi
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gentile lettrice,

l'evidenza di un periodo di sessualità regolare seguito improvvisamente da una fase di aneiaculazione certamente deve spingere ad una valutazione specialistica e alle giuste riflessioni che lei pone..

Di certo le contingenze lavorative e relazionali possono influire sulla dinamica e sul controllo dell'eiaculazione.
Una ipotesi potrebbe esser quella relativa all'uso di farmaci che possono determinare difficoltà nell'eiaculazione.

Ora, purtroppo, solo una valutazione andrologica attenta consente la diagnosi ma, se non viene richiesta dal suo compagno, è difficile anche ipotizzarla.

Dovrebbe spingere il suo compagno dall'andrologo, magari con l'ipotesi di verificare sospette infezioni genitali (sostenute da dolore locale, bruciore locale) in modo da far emergere tale problema in sede di visita.

cordialità
[#2] dopo  
Dr. Diego Pozza
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cara lettrice,
bisognerebbe capire se il suo ragazzo non riesce ad avere un orgasmo con un rapporto vaginale, se lo riesce ad avere con una stimolazione manuale; se raggiumge l'orgasmo ma non eiacula,,,,,
come vede sono molte le possibilità che potrebbero essere determinate da fattori fisici, psicologici, relazionali.
Trovi il modo di farlo vedere da un andrologo. I motivi, scuse, sono tanti...verificare se il suo stato di fertilità sia normale, vedere se esiste una infezione delle vie seminali perchè lei sente qualcosa...
Forse la ragione più semplice è di parlarne direttamente, esprimere a lui i suoi dubbi ed andare dall'andrologo per capire se ci sia qualcosa che non va.
cari saluti
[#3] dopo  
Utente 256XXX

Iscritto dal 2012
Vi ringrazio veramente tanto per le risposte date tempestivamente e per la vostra disponibilità. Non ho indicato che è un problema che abbiamo solo nel rapporto; manualmente riesce a raggiungere l'orgasmo, anche quando sono io a farlo. Questo mi porta ad essere certa che sia un disturbo psicologico. Qualche mese fa (prima che succedesse tutto questo) ebbi un'infezione vaginale, probabilmente dovuta a stress (sto passando un periodo parecchio difficile); dopo aver fatto tutti i controlli necessari per sfatare ogni dubbio di infezione, pap-test e tampone vaginale per candida clamidia ecc. cercai di convincere anche lui a farli. Il fatto che dai miei esami non fosse uscito fuori niente l'ha portato a pensare che anche lui non avesse infezioni (ha sempre rivendicato la sua fedeltà). Per non chiederglielo più direttamente, in questo ultimo periodo mi sono inventata un sacco di bugie: ho detto che delle mie amiche hanno scoperto di avere infezioni da tempo; gli dico più volte che per gli uomini è più difficile sapere se hanno contratto infezioni, in quanto nella maggior parte dei casi sono asintomatiche. So che questo è un problema che non deriva da un'infezione genitale, ma ho cercato di fargli credere questo e di mettergli paura per convincerlo a farsi controllare. Se non si vuole controllare per una presunta infezione figuriamoci se va da un andrologo a spiegare il problema che ha ora. Che io sappia non prende farmaci particolari (solo le classiche aspirine). A questo punto mi vedo costretta a metterlo alle strette con le cattive maniere. Anche se sono convinta che sia un fatto psicologico vorrei che facesse una visita solo per la sua salute personale. Comunque, quando la causa è psicologica cosa si può fare nella coppia, oltre a consultare sempre un medico? Vi ringrazio vivamente per la disponibilità e la gentilezza. Cordiali saluti.
[#4] dopo  
Prof. Giovanni Maria Colpi
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gentile lettrice,

la situazione che descrive è ben articolata e merita certamente una gestione multidisciplinare , a partire dall'andrologo e, di conterto, dalla figura psico-sessuologica

cordialità
[#5] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
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Gentile Ragazza,
Escluse le cause organiche correlate all' anorgasmia coitale, andrebbero investigate le cause psichiche e relazionali, che sono veramente tante.
Trattandosi ,di una disfunzione sessuale,alleata nell'immaginario collettivo al concetto di durata e virilità( rispetto al deficit erettivo ed all' eiaculazione precoce) , si tende a non riconoscerla e fraintenderla dal punto di vista diagnostico e, se il fastidio non si trasforma in disagio del singolo e della coppia, non viene valutata l'ipotesi di una consultazione e/o terapia adeguata .
Le cause psichiche che stanno alla base dell'anorgasmia maschile, sono legate ad un' iper controllo cosciente sulla passionalità,istintività, primitività del piacere e delle fantasie ad esso correlate.
Un Super Io troppo rigido,spesso funge da guardiano al fluire dell'eccitazione,a favore di un'auto osservazione cosciente di tutto quello che succede nel corpo e nella mente di questi uomini.
Un ‘altra causa correlata alla disfunzione è indubbiamente una conflittualità all'interno del legame,che dalla relazione si trasferisce al talamo,rendendo il coito estremamente difficoltoso.
Un immaginario erotico ipoevoluto,spesso è associato ad un quadro di iper controllo, questi pazienti non conoscono né coltivano il loro immaginario e, tantomeno lo adoperano durante l'intimità.. Questa rigidità e rigore del flusso ideico a contenuto erotico,non aiuta il raggiungimento del piacere.
Consideri pero' , che i disturbi della sfera eiaculatoria sono tanti:
anorgasmia coitale, orgasmo retrogrado, aneiaculazione, cioe' orgasmo aneiaculatorio, eiaculazione anorgasmica.
Diventa indispensabile una valutazione andrologica.
[#6] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettrice,

oltre alle corrette indicazioni ricevute dai colleghi che mi hanno preceduto, se desidera avere più informazioni dettagliate su questa particolare disfunzione sessuale le consiglio di consultare anche l’articolo pubblicato sul nostro sito e visibile all'indirizzo:

http://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/228-rapporto-tarda-finire-impotenza-eiaculatoria-fare.html .

Un cordiale saluto.