Utente 258XXX
Ho scoperto che mio marito prende il cialis di nascosto... mi sento così frustrata. Gli è capitato qualche volta di andare in ansia da prestazione ma non pensavo fosse così problematica la cosa. Non riesco ad accettarlo... e non riesco ad accettare il fatto che non me ne abbia mai parlato. Mio marito ha 40 anni, non mi sembra un'età 'da impotenza'!

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[#1] dopo  
Dr. Carlo Maretti
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la disfunzione erettile è per il maschio una situazione clinica che provoca frustazione, sfiducia in se stessi e che senza volere genera ansia che a sua volta incide negativamente sull'erezione stessa. Quindi non si senta frustrata ma anzi si avvicini ancora di più a suo marito che probabilmente ha voluto contrastare le sue performance negative con un fai date. Convinca suo marito a confrontarsi con lo specialista e vedrà che la situazione prenderà un'altra starda.

Un cordiale saluto
[#2] dopo  
Utente 258XXX

Iscritto dal 2012
In realtà si era confrontato con uno specialista il quale gli diagnosticò un'ansia patologica, non circoscritta alla sfera sessuale, ma anche in altri contesti (ad esempio un banale raffreddore della figlia gli causa sudore freddo, ricerca immediata di una medicina che possa debellare immediatamente il male, ecc....).
L'andrologo gli consigliò il Cialis, per ovviare al problema immediato, ma soprattutto gli consigliò una terapia psicologica (o psichiatrica...non ricordo!)
Mio marito mi disse che non aveva intenzione di prendere alcuna pillola ma annullò anche l'appuntamento dalla psicologa, affermando che sarebbero stati 'soldi buttati'.
Ha pensato bene invece di 'buttarli' in altro modo, trovando appunto 'il medicinale che fa per lui',senza farmi partecipe di questa decisione (credo per imbarazzo...).
Da quello che mi risulta, assume il cialis da gennaio, non ho capito se tutti i giorni o solo prima dell'atto. Certo è che ho visto acquisti più o meno quindicinali (non so quante pillole ci siano in una confezione da 59,00 euro). Comincio a pensare che non le usi solo per me.... e temo che stia avendo una sorta di dipendenza psicologica dal farmaco.
Non so davvero come aiutarlo
[#3] dopo  
Dr. Carlo Maretti
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si faccia vedere preoccupata e nello stesso tempo coinvolta nella sua problematica e segua il consiglio e convinca suo marito a ritornare dallo specailista insieme a lei, infatti il coinvolgimento della partner è importante e puo’ offrire un contributo in termini di comprensione e di aiuto concreto.

Un cordiale saluto