Utente 598XXX
Gentile Staff Medicitalia,
sono un ragazzo gay di 27 anni ed, attualmente, ho un partner fisso da circa un anno (permettete l'esclamazione di giubilo: URRà!). Circa qualche mese fa, durante un rapporto sessuale col mio partner, ho notato delle strane papule nella regione perianale: lì per lì non vi ho dato peso, ma nel frattempo ho chiesto a mio padre (che è chirurgo) se si potesse trattare di qualche malattia oppure di una banale irritazione (o altro tipo verruche). Io comunque avevo pensato ai condilomi, che ho avuto modo di vedere qualche altra volta nell'arco della mia vita sessuale. Una parentesi necessaria: nei rapporti sessuali sono parte attiva e ho sempre usato il preservativo, anche col mio attuale partner.
Mio padre mi disse, illo tempore, che poteva trattarsi di condilomi e così ne ho parlato col mio partner il quale, due settimane fa, si è sottoposto a delle visite che hanno confermato la cosa: si trattava di condilomi da papilloma virus. La settimana scorsa il mio partner si è sottoposto, in via ambulatoriale, alla rimozione mediante crioterapia dei condilomi. Specifico che, da quando abbiamo avuto la notizia certa, abbiamo sospeso l'attività sessuale e ancora non facciamo l'amore poichè il medico che ha operato il mio ragazzo gli ha prescritto una terapia, a seguito dell'intervento, con una pomata a base di imiquimod e poi altri farmaci sia topici che per via orale.
Tutto quanto detto vorrei sapere:
1)con il mio partner ho sempre usato il preservativo per i rapporti penetrativi con me SEMPRE parte attiva(non per quelli orali, da attivo e da passivo), devo considerarmi comunque a rischio condiloma?
2)in genere lo sperma è veicolo, come per l'HIV, di infezione da HPV?
3)l'operazione che ha avuto il mio partner, con conseguente terapia farmacologica ancora in corso, potrebbe considerarsi risolutiva oppure devo scordarmi definitivamente di poter usare, come spesso è accaduto, le dita per stimolargli la regione anale o devo comunque mantenermi lontano da qualunque contatto "non protetto" di QUALUNQUE genere con le zone prima infestate dai condilomi?
4)siccome non ho ragione di dubitare della fedeltà del mio compagno, vorrei sapere se l'insorgenza dei maledetti condilomi possa aversi anche in assenza di un contatto con altro soggetto portatore dell'infezione da HPV (visto che anche mio padre, alla mia età, la ebbe proprio nella regione perianale pur non essendo egli omosessuale e avendo avuto come unica partner la mia attuale madre).
Ammetto che sono un po' angosciato da tutto questo, visto che non ho mai provato su di me esperienze simili, ed essendo totalmente sano sotto tutti i punti di vista.
Perdonate i punti a volte prolissi, Egregi Dottori.
Cordiali saluti.

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[#1] dopo  
Dr. Luigi Laino
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Gentile utente,

anzitutto, risposte lapidarie alle sue domande:

1) SI: anche i rapporti orali espongono al virus e le zone non protette da profilattico sono a rischio (regioni perineali e genitali)

2) NO, lo è per l'HIV

3) Si dichiara la guarigione dopo il II-III controllo negativo per Condilomatosi, prima considerre sempre il soggetto potenzialmente a rischio

4) le indico di seguito un "vademecum" che ho scritto per richieste similari alla sua al fine di farle un pò di chiarezza:

Le fornisco un decalogo, che spero le sia di ausilio per reperire informazioni utili su questa discussa patologia:

_______________________________________________________________________________________

1) l'HPV è causa di diverse manifestazioni cliniche, dalle verruche volgari (mani, piedi le sedi più classiche) a quelle piane (viso e zone estensorie del corpo le sedi più classiche) fino alla condilomatosi (genitali le sedi più classiche di manifestazione)

2) Ammontano già a circa 130 i sottotipi o "ceppi" identificati nel genere umano; non tutti sono capaci di dare le patologie sopraelencate ma "gruppi" di questi virus sono collegati a singole patologie: alcuni ceppi di questo virus (6,11,16,18 in primis) sono stati correlati con una grave paltologia della donna, il carcinoma della cervice uterina: tale situazione ha esitato con la recentissima introduzione di un vaccino per questi ceppi, da somministrare in misura preventiva a tutte le ragazzine in età pre-menarca e come consiglio, fino all'età di 26 anni.

3) probabilmente sia io che lei (e la restante popolazione generale) possediamo taluni sottotipi di questo virus (accade la stessa cosa per il virus dell'Herpes simplex e per quello Varicella Zooster, che si contrae dopo assieme alla varicella :quest'ultimo causa del famigerato "Fuoco di S. Antonio") i quali probabilmente resteranno latenti nel nostro organismo senza dare manifestazioni cliniche

4) la maggior parte di questi virus alberga quindi industurbata ed indisturbatamente nelle nostre terminazioni recettoriali dei nervi periferici (distretti nervosi metamerici cutanei): il loro "isolamento" è altresì garantito dalle nostre sentinelle immunologiche (le difese loco-regionali e sistemiche del nostro corpo)

5) Esistono situazioni contingenti - sempre legate alla cosiddetta "tolleranza immunologica" (oggi meglio identificata in sistemi complessi che racchiudono più apparati, primo fra tutti il NICS: Neuro - Immune - Cutaneous - Sistem) che concorrono alla diminutio di questa sorveglianza a carico delle "sentinelle immunologiche" le quali hanno il potere di far "fuggire" (in termini medici: ripercorrere in via anterograda la via nervosa periferica fino al distretto cutaneo interessato) e di far replicare la popolazione virale (all'interno della cute) : tutto questo quindi può accadere ANCHE esnza trasmissione diretta sessuale, ma a causa della latenza del virus nell'organismo allo stato sub-clinico

6) in caso di replicazione virale cutanea (molto florida e numerosa) può insorgere la lesione cutanea clinica, la quale è la manifestazione evidente del virus stesso, o "malattia da papilloma"

7) Tutto questo è giustificato nella storia dei soggetti portatori di gravi patologie dell'immunocompetenza (HIV e AIDS) nei quali purtroppo si osservano le manifestazioni cliniche più importanti e meno trattabili.

8) Quindi solo la "malattia da HPV" (ovvero la manfestazione clinica : condilomi) è in grado di diventare potenzialmente trasmissibile (nel caso della condilomatosi, essa diviene quindi a tutti gli effetti una MST: Malattia Sessualmente Trasmissibile)

9) In caso di patologia clinica (condilomatosi) il soggetto rimane potenzialmente infetto ed infettante - di norma - fino al II controllo negativo per tale patologia (ovvero la seconda visita di controllo sempre a distanza di 3 settimane - 1 mese l'una dall'altra) nella quale non si evidenzia (all'occhio esperto del Venereologo, non del paziente ovviamente: classici i casi di misdiagnosi e diangosi terdive in altri modi..): i rapporti protetti (meglio ancora l'astensione sessuale per tutto il tempo di controllo) sono d'obbligo.

10) nel periodo della fase di stato (anche quando le manifestazioni non presenti ma potenzialmente ancora ripresentabili perchè in fase replicativa sub-clinica) il soggetto si ritiene sempre infetto ed infettante.

Tutto questo, per rimandare sempre e comunque all'attenzione dello Specialista Venereologo (l'esperto di Malattie Sessualmente Trasmissibili e di cute e mucose genitali) ogni dubbio su questa patologia che deve sempre e comunque essere arginata, per la Nostra Salute e per quella di chi condivide assieme a noi una piccola od una grande parte della Nostra Esistenza.

[#2] dopo  
Utente 598XXX

Iscritto dal 2008
Caro Dott. LAINO,
anzitutto vorrei ringraziarLa per la sollecita ed esaustiva risposta.
In secondo luogo vorrei chiederLe un chiarimento sul punto 8 del vademecum da Lei gentilmente riportatomi: se non ci sono le lesioni cutanee, sulla parte del corpo sede di elezione della manifestazione condilomatosa, non c'è rischio di contagio a seguito di contatto? In parole povere: al mio ragazzo, nel quadro di una normale vita sessuale di coppia, ho spesso praticato del sesso orale (senza protezione) ed il suo pene non ha mai avuto condilomi (e NON ne ha tutt'ora, nonostante la presenza di condilomi -rimossi- nella regione perianale, siccome ieri pomeriggio abbiamo avuto modo di stare in intimità pur non praticando attività sessuale e ho controllato). Sono a RISCHIO per avergli fatto fellatio pur non avendo alcun segno di lesione da HPV sull'intero corpo del suo pene?
Inoltre vorrei sapere se, a parte la clinica (mi sono fatto controllare da papà e non ci sono lesioni sulle zone potenzialmente interessate... cioè il mio pene, che è sempre entrato "protetto" all'interno del mio ragazzo), vi siano altre indagini utili a scoprire se sia in atto la condilomatosi oppure sia, a questo punto normalmente, un "banale" portatore di papilloma virus.
Non so quanto possa esserLe utile un dettaglio: mai avuto herpes, nè simplex nè zoster, in alcuna regione del mio corpo. Nemmeno quando, inavvertitamente, sono venuto a contatto con persone che ne avessero già la manifestazione clinica (labbra, per lo più).
Ancora tante grazie e tanti saluti (e gratitudine).