Utente 142XXX
Mia madre (75 anni) è stata colpita da ICTUS ischemico alla fine del Gennaio 2012. Dopo lunga degenza e riabilitazione è stata dimessa il 30 giugno 2012 con la seguente diagnosi clinica:
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emiparesi DX ed afasia non fluente in esito di ictus ischemico emisferico SX in paziente con stenosi severa carotide interna SX; ipertensione arteriosa; depressione post-stroke;pregressa infezione alle vie urinarie.
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Ora è a casa è riesce a camminare col treppiede ed è diciamo estremamente grintosa, cerca di fare tutto da sola nei limiti del consentito, insomma ha reagito con forza e determinazione. Siamo stati 2 giorni fa dal chirurgo vascolare per avere lumi sull'esito dell'ultima TC di fine giugno il cui referto elenco qui di seguito:
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ANGIO-TC Collo e Cranio: Arco aortico diffusamente aterosclerotico e con calcificazioni parietali, a conformazione tipo III. Carotide SX: si apprezza patologia aterosclerotica con placca soft, regolare internamente e con microcalcificazioni a guscio esterne, che determina stenosi di circa il 73% del lume a livello del tratto bulbare per una lunghezza di 24mm.
Carotide destra: non stenosi significative
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Il chirurgo vascolare consiglia l'intervento alla carotide SX per evitare l'insorgere in futuro di un altro ictus. Mia madre (ma lo sono anch'io) è indecisa se effettuarlo o no. Volevo un vostro consiglio ovvero volevo sapere i rischi (anche in percentuale) di un intervento alla carotide in un paziente di questo tipo e gli eventuali benefici.
Inoltre volevo sapere se (nel caso mia madre non volesse operarsi) è possibile (mediante TC eseguite ad intervalli di tempo regolari) tenere sotto controllo l'evoluzione della stenosi ed eventualmente intervenire più in là oppure se è il caso effettivamente di farlo subito.
Grazie

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[#1] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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Gentile Utente,
vi è motivo di ritenere (dimensioni e morfologia della placca) che le indicazioni del Collega siano corrette.
l'evoluzione di una stenosi puó essere agevolmente monitorata mediante ecocolordoppler. Nessun esame strumentale sarà tuttavia in grado di prevedere la possibilità ed il momento in cui una placca dovesse consentire la partenza di micro emboli e determinare nuove manifestazioni ischemiche.
[#2] dopo  
Utente 142XXX

Iscritto dal 2010
ok, ma vorrei avere chiaro quale è il fattore di rischio in interventi di questo tipo....considerando anche l'età del paziente (75 anni) ...
grazie