Utente 217XXX
Buongiorno, mi rivolgo a un cardiochirurgo che gentilmente volesse rispondere al problema che ha mio padre.
A mio padre è stata sostituita la valvola mitralica nel 2007, ma purtroppo già dopo 4 mesi dall'intervento ha iniziato ad avere crisi respiratorie, ricoverato all'ospedale gli è stata riscontrata una lieve insufficienza della valvola sostituita. Ora a distanza di 5 anni dall'intervento il cardiologo gli ha consigliato di fare un nuovo intervento perchè l'insufficienza è diventata moderata e recentemente ha avuto una grave crisi respiratoria con edema polmonare. Ha fatto una coronarografia dalla quale le coronarie sono risultate esenti da alterazioni e insufficienza mitralica 2+/4+.
Anche il cardiochirurgo gli ha consigliato un nuovo intervento visto che ha 75 anni, ora io le chiedo un suo parere e se ci fosse la possibilità di rifare l'intervento con la metodologia robotica o deve rifare quella tradizionale e cioè a cuore aperto?
La ringrazio anticipatamente e le auguro buon lavoro.

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[#1] dopo  
Dr. Giuseppe Iaci
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Sarebbe molto importante che riportasse in modo più preciso i dati dell'ecocardiogramma di suo padre.

Utile sarebbe inoltre conoscere se si tratta di un ecocardiogramma transtoracico o transesofageo, la funzione ventricolare sinistra, eventuali altre valvulopatie associate e le condizioni generali del paziente

In presenza di sola insufficienza intraprotesica mitralica di grado moderato (++) come sembrerebbe da quanto riferisce, mi sembra strano che sia stata posta indicazione ad un reintervento di sostituzione mitralica, anche in presenza di sintomi.

Consideri che tutte le bioprotesi hanno un grado di insufficienza intraprotesica di grado lieve, come era stato riscontrato al primo ecocardiogramma.

Differente sarebbe il caso in cui fosse presente insufficienza periprotesica (leak periprotesico mitralico determinante emolisi), o stenosi valvolare associata.

Nel caso sia necessaria la sostituzione, non appare ai miei occhi percorribile l'idea di una metodica mininvasiva o robotica.

Potrebbe essere valutata la fattibilità di un approccio percutaneo (valve in valve, chiusura di un leak), senza aprire il torace del paziente, ma solamente nel caso in cui fosse reale l'indicazione al trattamento.

Mi faccia sapere
GI
[#2] dopo  
Utente 217XXX

Iscritto dal 2011
Gentilissimo dottor Iaci la ringrazio per la sua tempestiva ed esaustiva risposta.
Purtroppo al momento non posso aggiungere altro sulla diagnosi perchè mio padre non vive nella mia città e pertanto non ho materialmente i referti degli esami a cui è stato sottoposto.
Appena mi sarà possibile le farò sapere novità.
Grazie e buona giornata.