Utente 260XXX
Salve,

da circa tre mesi e mezzo ho cominciato a soffrire di un acufene bilaterale, molto basso come intensità, al punto che lo sento solo quando c'è completo silenzio attorno a me e quindi sempre quando vado a dormire, e in poche altre occasioni durante il giorno.
Nel mese e mezzo precedente alla comparsa di questo acufene ho cominciato ad essere ansioso, con sudorazioni di piccola intensità ma continue nell'arco della giornata; contemporaneamente a ciò sono comparsi emicranie frequenti e insonnia. Tutt'ora, quando dormo, faccio spesso fatica ad avere un sonno ristoratore. Penso che ciò sia dovuto allo stress, dovuto a tanti fattori presumo (motivi familiari - fortunatamente risolti in maniera positiva, studi pensati - ingegneria, ed altri problemi legati alla vita di tutti i giorni).
Mi sono fatto visitare ad inizio Giugno da un otorino, amico di famiglia, il quale ha rilevato l'ottimo stato del mio udito e mi ha prescritto il tinnit compresse, che ad essere sinceri dopo un mese e poco più ho smesso di assumerlo in quanto non avvertivo nessun effetto. Dopo (quindi circa due settimane fa) ho cominciato a prendere il Ginkgo Biloba, a seguito della segnalazione di un'amica, la quale aveva avuto un acufene simile al mio, poi scomparso pare grazie al Ginkgo.
Inoltre da metà Giugno, sotto consiglio del medico, ho cominciato a prendere qualche goccia di Xanax un'ora prima di andare a dormire: partendo da 4 gocce sono arrivato gradualmente a 15, stabili; il fine era favorire il sonno, ma se da un lato posso dire che ora mi addormento più facilmente, dall'altro la qualità del sonno è abbastanza scadente nel senso che la mattina non ho la sensazione di essermi riposato bene durante la notte.
Ed arrivo ora al punto per cui ero indeciso se pubblicare questo in Gnatologia Clinica invece che in Audiologia: questa settimana ho fatto delle visite più approfondite e l'otorino che mi ha visitato mi ha fatto notare un click mandibolare bilaterale (che ho da quando avevo 12 anni, ma non mi ha mai causato alcun problema finora) e mi ha detto che questo, assieme all'ansia ed allo stress che si erano venuti a creare, può aver dato inizio all'acufene (che è leggermente più fastidioso nell'orecchio sinistro, il lato in cui il click mandibolare è più intenso...).
Ora devo svolgere una valutazione gnatologica finalizzata all'acufene, ed eventualmente si vedrà se operare.

In sostanza vorrei sapere questo:
- un intervento alla mandibola può effettivamente risolvere l'acufene?
Io personalmente sarei più propenso a lavorare prima su ansia e stress: è forse più giusto così?

Non ho mai avuto alcun problema (pure ansia e stress così generalizzati, mai sofferto prima!), sto prendendo più medicinali ed integratori negli ultimi due mesi che in quasi 25 anni!
Ho paura di stare per entrare in un circolo vizioso: ansia e stress generano l'acufene, dormo male, lo stress aumenta di conseguenza, così come l'ansia ecc...

Ringrazio anticipatamente per la risposta,
Cordiali Saluti

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[#1] dopo  
Dr. Carlo Gasparoni
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Buongiorno,
è evidente che lei ha capito dov'è il problema: inizi a lavorare su ansia e stress, meglio con l'intervento di uno psicoterapeuta, non butti via soldi in integratori o simili. Prima di ogni cosa io le consiglio di ripetere l'esame audiometrico e di sottoporsi alla rilevazione dei potenziali evocati uditivi. Se questi esami risulteranno essere negativi per una patologia dell'organo uditivo, allora potrà anche sottoporsi ad una valutazione gnatologica.

La saluto cordialmente.
[#2] dopo  
Utente 260XXX

Iscritto dal 2012
Buongiorno Dottore,

innanzi tutto la ringrazio per la risposta.

Nelle due visite fatte è emerso che la mia capacità uditiva è perfetta, ed inoltre non sono presenti patologie. Ho svolto l'esame impedenzometrico, otoemissioni e altri due di cui sinceramente ora non ricordo il nome.
Non ho fatto il test dei potenziali uditivi e magari mi muoverò dopo le ferie per farlo.
Nel frattempo mi sono fatto visitare dal dentista di famiglia, il quale pur non sbilanciandosi troppo in quanto non è specializzato in gnatologia, mi ha consigliato l'uso di un byte mandibolare, al fine di distanziare le arcate e rilassare i muscoli mandibolari (che dice essere abbastanza tesi). Questo in attesa di una valutazione gnatologiaca, che oramai slitterà a dopo le ferie perchè tutti i medici contattati non riescono a ricevere ora.
Per quanto riguarda l'ansia e stress, tra poco vado in ferie e questo penso sia un primo passo per combatterli, dopo vedrò sul da farsi.

Cordiali Saluti
[#3] dopo  
Dr. Edoardo Bernkopf
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Gentile Paziente, penso che il suo progetto di farsi visitare anche da jun dentista-gnatologo esperto in problemi dell'Articolazione Temporo Mandibolare sia pienamente condivisibile.
Del resto anche la letteratura scientifica riferisce che quando alcuni sintomi di usuale pertinenza otorinolaringoiatria non sono sostenuti da problemi otologici , è al possibile conflitto fra condilo mandibolare e orecchio che bisogna rivolgere qualche attenzione.
Mi incuriosisce però anche la cattiva qualità del suo sonno, e sarei curioso di sapere se la notte russa, se ha sensazione di risvegli bruschi, se la mattina si sveglia stanco e se di giorno ha facilità ad appisolarsi.
Le suggerirei anche di dare un'occhiata agli articoli linkati qui sotto, nell'ipotesi che lei possa riscontrarvi elementi di somiglianza con il suo problema. Cordiali saluti e auguri di buone vacanze.

http://www.medicitalia.it/minforma/gnatologia-clinica/1348-acufeni-disfunzioni-articolazione-temporo-mandibolare-atm.html
http://www.studiober.com/pdf/Malocclusioni e patologie respiratorie ostruttive.pdf
[#4] dopo  
Utente 260XXX

Iscritto dal 2012
Buonasera Dottore,

grazie della risposta.
Per quanto riguarda il sonno, è proprio quando cerco di addormentarmi che l'acufene mi da più fastidio. Faccio fatica ad addormentarmi e la mattina quando mi sveglio non ho la sensazione di essermi riposato bene.
Spesso mi capita di svegliarmi mezz'ora o un'ora prima della sveglia e mi sento abbastanza stanco, come se su 6 ore di presunto sonno ne avessi dormite veramente 1 o 2. Non ho risvegli bruschi durante la notte e neppure russo, se non quando bevo alcolici. Durante la giornata, anche se sono stanco, non riesco ad appisolarmi neppure volendolo.
Potrebbe essere che questi disturbi del sonno siano collegati più direttamente con ansia e stress, i quali vengono per un certo modo "alimentati" dall'acufene?

Grazie per i link, li guarderò non appena possibile.

Cordiali Saluti
[#5] dopo  
Dr. Edoardo Bernkopf
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Ovviamente do per scontato che , per rispondermi sul russare , lei abbia consultato la partner o i famigliari, perché chi russa non se ne accorge.
Lo stress attraversa tutte le componeni della nostra vita, e un suo ruolo non si nega a nessuno.
Per l'acufene, che avrà certamente capito trattarsi di un problema di difficile soluzione per qualunque specialista. Comunque, se ha letto l'articolo che le ho linkato avrà cplto il legame che può esserci con l'ATM.
A mio parere la vera terapia vincente sarebbe.....che non insorgesse, perché si é adeguatamente affrontato a tempo debito il "click mandibolare bilaterale (che ho da quando avevo 12 anni)". se l'ATM é la causa, ora tutto é più difficile.
Si sinceri che il dentista cui si rivolgerà conosca il problema.
Cordiali saluti ed auguri
[#6] dopo  
Utente 260XXX

Iscritto dal 2012
Certamente, sono state altre persone a farmelo notare.
Con questo click mandibolare ci convivo da quasi 13 anni e non mi ha mai creato alcun problema (o per lo meno credevo che non mi creasse alcun problema). Tant'è che ci ho fatto l'abitudine. Neppure in passato i dentisti me l'hanno segnalato, né come un problema da risolvere né da tenere sotto controllo.

Riguardo al link su questo sito, l'ho trovato interessante e mi ha anche dato qualche delucidazione in più sul rapporto ATM-Acufeni: riconosco il fatto che, a prescindere dall'acufene, il bisturbo dell'ATM andava considerato con più attenzione in passato...


Cordiali Saluti