Utente 627XXX
Ricapitolando: io (28) e mio marito (29) ci siam sposati 2 mesi fa e d allora abbiam cominciato a provare ad avere rapporti completi, cosa che però ci risutla difficoltosa, diciamo una volta su tre. A seguito della mia insistenza (per un uomo è difficile ammettere un fallimento di questo tipo, credo) mio marito si è rivolto ad un andrologo della città dove abita( per motivi fi lavoro al momento abitiamo in due città diversee in genere ci vediamo solo nei fine settimana).
Premetto che finora io non sono potuta mai andare con mio marito, perciò ho informazioni indirette.
Il medico oltre a prescrivergli le analisi di rito, gli ha dato da oprendere tutti i giorni "carnitina" e due volte a settimana Cialis. Inoltre en passant gli ha detto che ha un vaircocele e quindi di non aspettare ad avere bambini perchè potrebbe diventare difficoltoso.
A seguito di ciò sono andata a cercare qualche informazione ed ovviamente mi sono spaventata, poichè se si cerca Varicocele su internet, si trovano tutte cose "bruttine" a dir poco, sulla fertilità.
Mio marito è tronato dall'andrologo con le analisi: le cose segnalabili sono LH ed FSH nella zona bassa del range di stabilità, testosterone libero pure (14 vs range 9-30)e prolattina leggermente oltre (21 vs una soglia di 18.8). A seguito di ciò gli ha prescritto Gonasi1000 una volta a settimna per 6 settimane "per aumentare un pò i valori, e qundi il desiderio".
Ancora una volta è stato demoralizzante la ricerca su internet su gonadotropina, ipogonadismo ect.
Non so quanto sia attinente, ma mentre la prima volta il Cialis aveva "funzionato" la seconda volta che abbiam provato è stato un disastro.
Mio marito è tornato dal medico, sia per questi episodi sia per ulteriori spiegazioni (l'impressione era stata tante medicine ma informazioni insufficienti e soprattutto un pò semplicistiche, quasi ad uso e consumo di bambini, non di adulti). "
Inoltre l'andrologo ha ripetuto che mio marito comunque sta bene e che l'impotenza è una questione psicologica che dobbiam risolvere noi.(con relativo predicozzo sui rapporti uomo-donna).
Personalmente ho deciso di trattenere l'ansia per un pò, perchè credo che il mio preoccuparmi per la eventuale infertilità stia nuocendo psicologicamente a mio marito, per cui aspetterò i mesi che verranno. Dopotutto la diagnosi si fa dopo un anno di tentativi e noi stiamo ad appena un mese..
Però mi rimangono dei dubbi, che per ora rimarranno tali:
----------------------perchè non far fare uno spermiogramma a mio marito, visto che presenta il varicocele? Il medio come già detto si è dichiarato scettico ingenerale sull'intervento, ha detto inoltre che uomini con un varicocele 3 volte più grande hanno avuto bambini.
----------------La gondadotropina corionica non mi sembra una cosa così naturale è innocua come descritta dall'androlo, quasi che fosse un integratore alimentare!
--------------e la carnitina, a che serve? Ho trovato solo studi recentissimi sulla "motilità" degli spematozoi, non sul desiderio.
-----------infine, non capisco perchè l'andrologo non ci abbia sugggerito un qualche aiuto psicologico. visto che dice che la DF è solo psisologica ed in due mesi non abbiam fatto passi avanti, forse ne abbiam bisogno. IO so di essere ansiosa e ho la tendenza a pensare sempre al peggio e cerco di trattenere qieste ansia, ma mio marito è una persona d'oro, ma pittosto insicura e oscilla tra il negare il problema ed il sentirsi fortemente in colpa. Forse un bravo psicologo in poche sedute ci potrebbe dare una aiuto notevole!
Inoltre anche io non riesco a pensare ad altro e a trattenere l'ansia e non credo sia molto positivo!

Vi ringrazio molto se nonostante la informazioni lacunose, potrete darmi qualche indicazioni.
Saluti.

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[#1] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
Le consiglio vivamente di spegnere il collegamento ad Intenet e di condividere maggiormente con Suo marito l'iter diagnostico cui, mi creda, non è piacevole anche psicologicamente sottoporsi. Le informazioni necessarie sulla patologia, sugli esami strumentali, sulla terapia farmacologica e/o chirurgica possono essere richieste ad un medico Specialista di fiducia, che saprà senz'altro aiutarVi a comprendere la situazione meglio di qualsiasi sito Internet.
La rete ha sostituito la vecchia e dannosissima Enciclopedia Medica che sino agli anni '80 era presente nelle biblioteche di moltisssimi italiani. Nemmeno si può immaginare i danni, sia alla salute fisica che psichica, che ne sono derivati.
Affettuosi auguri per una pronta risoluzione dei Vostri problemi e, se mi consente, un particolare saluto cordialissimo a Suo marito.
Prof. Giovanni MARTINO
[#2] dopo  
Utente 627XXX

Iscritto dal 2005
Al di là di qualsiasi indicazione più o meno tecnica, avrei voluto un parere sull'opportunità di un secondo consulto andrologico.
Grazie dell'attenzione, cordiali saluti.
[#3] dopo  
Dr. Daniel Bulla
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Gentile Utente,
sicuramente dal suo racconto si evince tutto questo stress psicologico, legato alla problematica sessuale, e probabilmente anche ad altri fattori (mi viene da pensare al fatto, ad es, che vivete lontani per via del lavoro).
Io vi consiglio vivamente un approfondimento di tipo psicologico, ad entrambi individualmente, ma anche alla coppia. Credo che tutta questa vicenda vi abbia un po' confuso le idee (e i relativi aspetti emotivi), col rischio che lo stress aumenti, e il problema si complichi di conseguenza.

Scrivetemi pure: dbulla@libero.it

Cordialmente

Daniel Bulla
[#4] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
concordo in pieno con quanto consigliato dal Collega Psicologo. Mi occupo quotidianamente di problemi di sterilità di coppia e nemmeno si può immaginare quanto sia carente, in Ambiente Pubblico, l'assistenza psicologica in un momento così delicato come quello dell'iter diagnostico atto a definire lo stato di fertilità. Un chirurgo può essere un buon amico e se occorre anche un pò psicologo, ma credo sia assolutamente indispensabile l'apporto di uno Specialista nello specifico.
Nella struttura dove opero, tutto questo è demandato al solito amico psicologo che gentilmente si presta ad aiutare me ed i miei pazienti. Ma credo che nell'iter diagnostico della definizione dello stato di fertilità debba essere inclusa a buon dirittto e di routine, oggi nell'anno 2005, una valutazione psicologica specialistica.
Cordiali saluti
Prof. Giovanni MARTINO