Utente 212XXX
Buongiorno a tutti e grazie anticipatamente per l'attenzione e l'utile servizio che fornite.
Sono una donna di 35 anni e sono alla 37° settimana di gravidanza. A gennaio 2012 durante una visita ecografia all'addome mi è stato riscontrato aneurisma dell'arteria splenica di 1,35 cm.
Non è stata data particolare importanza al reperto essendo la dimensione ridotta. Ora ho fatto un controllo in vista del parto e la dimensione è aumentata raggiungendo i 1,85 cm. Ne ho parlato in reparto di ostetricia e ginecologia durante l'apertura della cartella clinica alla 37° settimana. .'anestesista consiglia il cesareo, il ginecologo non lo ritiene necessario.
Voi cosa consigliereste?
Non ho alcun problema di salute, gli esami sulla coagulazione sono nella norma, non uso farmaci, la pressione è sempre compresa tra 60-100 (ora che l a gravidanza è avanti e fa caldo) e 70-110 (il mio valore standard). Ho usato l'aspirinetta fino alla 34° settimana per precedenti aborti ripetuti, pur non avendo mai avuto alterazione della coagulazione.
Le resistenza uterine, aumentate alla 21° settimana, si sononormalizzate da sole entro la 25°.

Valuta ospedale

[#1] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
52% attività
20% attualità
20% socialità
NAPOLI (NA)
Rank MI+ 92
Iscritto dal 2000
Prenota una visita specialistica
CON I LIMITI DI UNA VALUTAZIONE A DISTANZA

Gentile Utente,
risulta difficile a distanza fornire valutazioni più attendibili di quelle di chi La segue dal vivo e certamente il giudizio del Suo Ginecologo va tenuto nella giusta considerazione.
Purtroppo l'evoluzione di un aneurisma delle arterie viscerali è abbastanza imprevedibile e l'accrescimento delle dimensioni che è stato rilevato potrebbe suggerire in via prudenziale di evitare il travaglio, ma ripeto che si tratta di una decisione che spetta a chi ha la responsabilità di suggerirLe dal vivo la condotta ritenuta più sicura.
[#2] dopo  
Utente 212XXX

Iscritto dal 2011
Grazie per la risposta,
Lunedì prossimo tornerò al reparto di ostetricia e sentirò cosa hanno deciso di fare, il mio ginecologo ha proposto di chiedere un consulto ai colleghi del reparto di chirurgia vascolare, quindi credo che alla fine sceglieranno loro come conviene muoversi.
Approfitto della sua gentilezza per chiederle ancora una cosa: dopo il parto, se le dimensioni dell'aneurisma non mutano, è necessario che io mi rivolga ad un suo collega per eventuale terapia o è sufficiente effettuare controlli periodici per monitorare l'evoluzione? Il radiologo che mi ha visitato mi ha detto che normalmente non si trattano aneurismi sotto i 2 cm, ma che nelle donne in età fertile spesso si consiglia comunque il trattamento in vista di future gravidanze. Lei mi sottoporrebbe a terapia? Se sì, in cosa consiste la terapia? E' farmacologica o chirurgica?
Grazie ancora per la cortese attenzione.
Saluti