Utente 263XXX
Gentili dottori, sto utilizzando Cialis da quasi un anno e mezzo, alternando assunzioni giornaliere di 2,5 mg, assunzioni a giorni alterni di 2,5 o di 5 mg, e periodi di alcune settimane di non assunzione.
Se inizialmente mi reputavo resistente agli effetti collaterali (o forse non li interpretavo adeguatamente, data la loro genericità), nelle ultime settimane/mesi ho iniziato a notare sintomi da pressione bassa (alcuni dei quali, esercitando la memoria a ritroso, erano variamente presenti già un anno fa), dovuti sicuramente all'effetto vasodilatatore degli inibitori della PDE5. Tra i sintomi: mal di schiena nella zona dorsale, arrossamento diffuso sul corpo e nell'occhio, fatica.
Dato l'uso prolungato a dispetto di un basso dosaggio, e data l'evidenza dei sintomi, mi domandavo se un abbassamento di pressione di questo tipo, prolungato per lunghi periodi, può determinare danni permanenti al cervello, con particolare riguardo alle funzioni cognitive complesse.
La domanda può sembrare sciocca e probabilmente lo è, ma mi reputo nel range del genio e la mia vita è interamente investita su attività cognitive complesse. Sono anche un po' ipocondriaco, ma questa è un'altra storia.
Non ho a mia disposizione uno sfigmomanometro e ho comunque intenzione di interrompere l'assunzione di Cialis.
Non ho a disposizione dati sulla mia pressione usuale. Sono sempre stato convinto di soffrire di pressione tendenzialmente bassa (durante l'adolescenza avevo il fiatone pochi minuti dall'inizio delle partite di calcio, a differenza dei miei coetanei). Ma, se non ricordo male, mio padre (medico) mi misurò la pressione qualche anno fa e la trovò nella norma.
Grazie.

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[#1] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Innanzitutto sarebbe importante, prima di pensare ad una ipotensione legata a dosaggi così bassi di taladafil, che lei se la misurasse, altrimenti parliamo di un qualcosa che magari non esiste.
Inoltre la bibliografia mondiale non riporta alcun danno cerebrale a carico della popolazione dei geni alla quale lei riferisce di appartenere.
Cordialità
Cecchini
[#2] dopo  
Utente 263XXX

Iscritto dal 2012
Il riferimento da lei ironicamente ripreso, era solo dovuto a fare intendere che non sto disquisendo un danno cerebrale tale impedirmi di fare la spesa o aggiornare il mio profilo Facebook.
D'altro canto, la correlazione fra ipotensione e danni cerebrali è nota, seppure "underestimated because of a survival bias".
Studi recenti hanno ad esempio indagato la correlazione fra ipotensione e demenza senile (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2496988/).
Quindi, anche a prescindere da episodi traumatici di interruzione del flusso sanguigno al cervello, tali da produrre danni significativi, evidenti e immediati, talune ricerche tendono a sottolineare la correlazione fra una non traumatica ma costante variazione della pressione sanguigna, da un lato, e danni cerebrali, dall'altro.
Il modo, i tempi e le dimensioni del fenomeno atto a determinare alcun danno di questo genere, non mi è chiaro.
Purtroppo in questo momento non ho la possibilità di misurare la pressione, perché mi trovo all'estero, e qui rimarrò per altre quattro settimane, ma cercherò di provvedere.
Ovviamente, avendo intenzione di ridurre progressivamente l'assunzione di Cialis, non mi aspetto di ricavarne un dato esemplificativo dell'intero decorso, per il giudizio del quale mi baso sulla sola anamnesi; peraltro, nella consapevolezza che il Tadalafil, non per correlazione epidemiologica ma perché tale è il suo meccanismo d'azione, determina vasodilatazione.
[#3] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Non c era alcuna ironia da parte mia , è lei stesso che ci definisce nel "range del genio" e quindi essendo uno suo "statement" me prendevo atto.
Riterrei tuttavia geniale misurarsi la pressione prima di pensare ad una eventuale danno da un' eventuale ipotensione: dimostrare quindi, con dati numerici, che lei sia un ipoteso.
Cordialità
Cecchini
[#4] dopo  
Utente 263XXX

Iscritto dal 2012
Ho provato a monitorare la mia pressione per del tempo.
Al di fuori dei tempi d'azione del Cialis, ho valori che si attestano mediamente sui 110/75.
Nelle 36 ore seguenti l'assunzione di 2,5 mg di Cialis, i valori si attestano mediamente sui 100/65 (cui si accompagna, ovviamente, il solito affaticamento).

Riflessioni sugli effetti di un simile abbassamento della pressione, a carico del cervello? (Soprattutto considerato l'uso prolungato, ormai da quasi un anno e mezzo, con brevi periodi di interruzione, come descrivevo nel primo messaggio).
[#5] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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nessuno. anzi considerando la sua giovane eta' ha teoricamente una lunga aspettativa di vita.
si tranquillizzi pertanto
cordialmente
cecchini
[#6] dopo  
Utente 263XXX

Iscritto dal 2012
La ringrazio.