Utente 264XXX
Egregi Dottori,
"alcuni studi medici sono giunti alla conclusione che l’eiaculazione protegge dalle prostatiti e cancro alla prostata. Quello che è stato accertato è che gli uomini con una frequenza eiaculatoria elevata avevano un minor rischio di sviluppare prostatiti e un tumore alla prostata. Considerando 21 o più eiaculazioni al mese una frequenza alta, e da 4 a 7 eiaculazioni al mese una frequenza bassa, gli uomini che dichiaravano una maggior frequenza avevano un rischio relativo di insorgenza del tumore più basso del 70 % rispetto a quelli che dichiaravano una minor frequenza.
L’eiaculazione, indipendentemente dal fatto che ciò sia conseguenza di un rapporto sessuale, di masturbazione o di polluzioni notturne, sembra possa in qualche modo proteggerli. Studi in corso potrebbero far luce sui meccanismi molecolari per il quale ciò avviene."

Non sto qui a spiegare i motivi (in parte per convinzioni personali, in parte causa forza maggiore) per cui d’ora in poi credo le mie eiaculazioni subiranno un nettissimo abbassamento di frequenza ma, quello che vorrei chiedervi è:

- Se d’ora in avantii le mie eiaculazioni (derivanti da atto sessuale o masturbazione) saranno limitate a due – tre al mese, magari anche una o addirittura qualche mese anche nessuna …………………… vorrebbe dire aumentare di molto la probabilità di andare incontro ad una prostatite e di aumentare invece di moltissimo la percentuale di probabilità sviluppare un tumore alla prostata ?

In attesa di una vostra cortese ed esauriente risposta, saluto cordialmente.

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[#1] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese
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Gentile utente,

come tutti gli studi osservazionali è necessario che i dati presunti siano confermati nel tempo. Perciò ad oggi nessuno può affermare con certezza del 100% l'iter che porta allo sviluppo di un cancro alla prostata, in quanto purtroppo le variabili sono tantissime compreso quelle di predisposizione genetica spesso non quantificabili. Perciò il consiglio che ne deriva è quello di vivere una vita sessuale quanto più rilassata e tranquilla senza porsi degli obiettivi sulle frequenze eiaculatorie.
[#2] dopo  
Utente 264XXX

Iscritto dal 2012
Grazie mille per la celere e cortese risposta, Egr. Dr. Gino Scalese,
quindi, se per ipotesi nei prossimi 5 anni le mie eiaculazioni non supereranno le trenta volta all’anno, io non rischierei “più del normale rischio che corre ognuno di noi”
ne un futuro cancro, ne una futura prostatite e,
se per sventura poi fra 10 anni si manifesterebbe una delle due malattie, essa non sarebbe imputabile ad una scarsa frequenza eiaculatoria ma all’insieme delle variabili da lei citate ?

Grazie ancora e cordiali saluti

ps: devo cmq dire che pensando ai religiosi (preti ecc.) che non hanno maggiori percentuali di cancro o prostatiti di soggetti con normali frequenze eiaculatorie,
il risultato dello studio osservazionale mi lasciava perplesso.
[#3] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese
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Viva la sua vita sessuale con serenità e non pensi minimamente alla programmazione della frequenza eiaculatoria: ascolti principalmente il suo corpo.