Utente 263XXX
salve a tutti. il mio ragazzo 26 anni, è stato operato di peritonite e, dopo 5 gg in ospedale con il drenaggio attaccato, è stato dimesso (con la febbre). tuttavia gli hanno lasciato il buco del drenaggio aperto, per farlo pulire dicono, e in più ha preso infezione nella ferita, da cui esce continuamente del siero rossastro con pus. sta andando ogni due gg in ospedale, dove l'infermiere gli cambia la medicazione, dopo averlo spremuto per bene, e aver lavato l'interno della ferita con acqua ossigenata e betadina, attraverso l'ultimo punto, che gli hanno scucito per farlo pulire. fino ad ora ha preso augumentin mattina e sera (gia da 10 gg) e sta seguendo una dieta adeguata, ma la ferita non accenna a guarire, e lo vedo deperire sempre più giorno per giorno, si sente debole e quasi non riesce a camminare per il dolore. e il chirurgo che lo ha operato, il suo medico di famiglia e altri medici che conosce sono in vacanza, i risultati delle analisi della roba che gli hanno tolto non arrivano e noi non sappiamo più dove andare a sbattere la testa!!! per favore datemi qualche consiglio, ha perso già più di 10 kg, prima era un leone, ora è diventato l'ombra di se stesso..prima di andare in vacanza il chirurgo ci ha rassicurato senza dare troppe indicazioni, ma mi sembra che la situaz vada sempre peggio.. ieri durante l'ultima medicazione nel buco del drenaggio si era formata una specie di pallina di carne o roba del genere, che l'infermiere ha strappato così, a crudo, come se niente fosse, e vi lascio immaginare lui come soffriva.. per favore attendo una vostra risposta al più presto..cordiali saluti..

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Dr. Roberto Rossi
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Se si tratta di una suppurazione di ferita sono sufficienti lemedicazioni e la terapia antibiotica. L'aumento della temperatura dipende dalla situazione infiammatoria infettiva e può essere controllato con antipiretici e antiinfiammatori. Se però le condizioni generali risultano compromesse deve tornare in ospedale al pronto soccorso o al reparto di chirurgia.