Utente 265XXX
Buongiorno.
A metà Giugno mi sono infortunato al mignolo della mano destra. A seguito di un trauma, il dito si è piegato di 90° all'indietro all'altezza dell'articolazione tra prima e seconda falange. Immediatamente ho raddrizzato il dito usando la mano sinistra. Il dolore è stato da subito molto intenso mentre il gonfiore è sopraggiunto dopo circa 1 ora. Insieme al gonfiore generale del dito si è formata una grossa tumefazione all'altezza dell'articolazione sul lato interno del dito (in pratica il lato adiacente all'anulare).In corrispondenza della tumefazione la pelle si è notevolmente arrossata. Nei giorni seguenti ho applicato Voltaren con bendaggio morbido. Non ho usato tutori nè stecche di alcun genere. Dalla radiografia non è risultata alcuna frattura nè interessamento delle "capsule". Il gonfiore si è ridotto molto lentamente con il passare dei giorni ed è scomparso completamente nel giro di 3 settimane circa. Quello che ancora non è scomparso invece (a distanza di 2 mesi e mezzo) è la tumefazione "dura" all'altezza dell'articolazione sul lato interno del dito e il corrispondente arrossamento della pelle. Ad oggi non riesco ancora a distendere nè a piegare completamente il dito. L'articolazione tra prima e seconda falange non lavora sugli abituali 90° ma solamente su 35°-40° circa. In distensione il dito non raggiunge i 180° ma i 150° circa (cioè è sempre un po' piegato). Piegando il dito l'angolo che si forma tra le due falangi è di circa 110° anzichè 90°.
Se provo a sforzare il piegamento del dito (aiutandomi con la mano sinistra) avverto una fitta dolorosa sul lato esterno del mignolo (in pratica il lato opposto alla tumefazione). Se forzo in distensione non avverto dolore ma il dito semplicemente si blocca (come se fosse già completamente disteso). E' possibile che il trauma abbia lesionato un tendine e che la tumefazione lo riguardi direttamente? E' possibile che proprio la tumefazione "blocchi" l'articolazione impedendone i normali movimenti? Esiste un intervento chirurgico specifico per questi casi e che preveda una sorta di "pulizia" del tendine e dell'articolazione al fine di ripristinare la piena motilità? Dato che l'articolazione non lavora correttamente, anche l'altra (quella tra seconda e terza falange, vicina all'unghia) sembra avere una ridotta motilità. Le due articolazioni lavorano "in sincrono"?
Grazie mille.
Cordiali saluti.

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Gentile Signore,

lei ha commesso un errore non facendosi visitare dallo specialista.

Certamente il trauma distorsivo ha provocato un danno capsulo-legamentoso (non è visibile con la radiografia): andava fatta una valutazione circa eventuali lassità dell'articolazione.

Ora certamente lei ha una rigidità sia in flessione che in estensione: prima che essa diventi irreversibile, deve iniziare da subito una kinesi-terapia passiva e in seguito anche attiva.

Probabilmente dovrà utilizzare delle feruline per l'estensione e la flessione "dinamica", da utilizzare soprattutto durante la notte.

Buona serata.
[#2] dopo  
Utente 265XXX

Iscritto dal 2012
Buongiorno dottor Leccese.
A dire il vero, una volta ritirata la radiografia, mi sono rivolto ad un primario di chirurgia della mano che opera presso l'ospedale Galeazzi di Milano. E' stato proprio il professore a dirmi che dalla radiografia non risultavano esserci nè fratture nè danni alle capsule. Il professore ha verificato lassità e motilità dell'articolazione ma non ha riscontrato nulla di anomalo. Mi ha detto che sarebbe stata solamente una questione pazienza in quanto nel giro di 2-3 mesi sarebbe guarito da solo ritornando alla normalità. Non mi ha suggerito ulteriori apprfondimenti come tac o ecografia. A questo punto, le sarei grato se potesse darmi qualche consiglio su come dovrei procedere per porre rimedio alla situazione. A chi devo rivolgermi per la kinesi-terapia? Devo comunque fare preventivamente un'ecografia? Conosce per caso una struttura particolarmente adatta (magari nota o rinomata in ambiente medico) nella mia zona (Novara, Varese, Milano)?
Ringraziandola per la sua disponibilità, le progo cordiali saluti.
[#3] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Bene, se non c'è lassità articolare, la tumefazione residua è determinata soltanto da tessuto cicatriziale profondo, che a sua volta si è formato per il trauma a livello capsulo-legamentoso.

In genere, tale tumefazione si ammorbidisce e si assottiglia molto lentamente (entro 6-8 mesi), ma raramente scompare del tutto.

Ritengo del tutto inutile fare accertamenti (ECO, TAC, ecc.).

Può rivolgersi indifferentemente a:

http://www.sicm.it/dett_centro.html?id_centro=15

http://www.sicm.it/dett_centro.html?id_centro=45

http://www.sicm.it/dett_centro.html?id_centro=2

http://www.sicm.it/dett_centro.html?id_centro=41

http://www.sicm.it/dett_centro.html?id_centro=17

Buon pomeriggio.