Utente 266XXX
Buongiorno.
Ho letto le consulenze riguardanti l'impotenza eiaculatoria o la ritardata eiaculazione, ma credo di differenziarmi, almeno in parte rispetto alle descrizioni. Premesso che assumo Valsartan180 mg/die (non so se possa influire o meno), credo che la sintomatologia da me accusata possa ricondursi anche ad aspetto anatomico.
Sono circonciso in età adulta da più di 20 anni (sutura molto vicina al glande e glande completamente scoperto). Il mio pene è leggermente incurvato verso l'alto cosicché la parte ventrale distale (zona ex frenulo) che, per quanto mi riguarda, è la parte più sensibile, difficilmente trova "aderenza" in vagina durante il rapporto sessuale, nonostante posizioni e tecniche varie. Ritengo che il mio pene abbia una zona residua sensibile relativamente scarsa perché si limita alla base anteriore del glande). Ciò nonostante ho sempre avuto rapporti molto soddisfacenti fino a qualche tempo fa... Da circa tre anni ho difficoltà sempre maggiori ad eiaculare anche se ho sempre erezioni normali e durature ed eccitazione forte. L'eccitazione arriva allo stato in cui in passato sarebbe bastato un attimo a raggiungere l'eiaculazione. Ma ora, vicinissimo al culmine, in moltissimi casi non riesco a superare questa fase e a raggiungere l'orgasmo. Mi sembra di avvertire una sorta di "leggera anestesia" che diventa più seria con il prolungarsi dell'atto sessuale. Come a dire: più sono eccitato e meno ho probabilità di eiaculare. Questo accade anche con la masturbazione sia durante il rapporto sessuale di coppia, sia individuale, in condizioni private.
A peggiorare la situazione è intervenuto successivamente anche un farmaco (Citalopram) assunto su prescrizione di uno specialista medico per motivi collegati a stress. Ho assunto il farmaco in basse dosi, poi ridotte fino a completa dismissione per una durata complessiva di circa un anno. Durante l'assunzione ho avuto certamente un peggioramento della situazione (peraltro previsto dallo specialista) ed una maggior frequenza di erezioni spontanee. Ma a distanza di tempo dall'ultima assunzione (molti mesi) pur notando una remissione degli effetti indesiderati, la mia situazione sembra non cambiare. Pur consapevole che una valutazione de visu da parte di un andrologo sia indispensabile, e prescindendo dall'aspetto psicologico di coppia (che escluderei dalle cause, abbiamo provato anche tecniche eccitative più efficaci ecc.) chiedo a titolo di informazione preventiva: sono possibili terapie o altre soluzioni - anche chirurgiche- o ausili, in caso di situazioni anatomiche quali le mie, qualora fossero considerate le cause della mia problematica? Ringrazio per l'attenzione.

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Dr. Giorgio Cavallini
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Caro signore,
le cause del problema possono essere psicogene (anche non legate alla coppia), ormonali, p'rostatiche. Per ognuna delle cause vi è terapia adatta. La terapia della eiacuòlazione ritardata è medica, non chirurgica. Per cui non corre il rischio di bisturti.