Utente 221XXX
Sono una signora di 36 anni, madre dal 2004.
Nel settembre 2006 ho subito un importante intervento a causa di un’endometriosi vescicale.
Sono andata avanti 5 mesi prima che la mia ginecologa (peraltro un luminare in Ostetricia) si decidesse a darmi retta. Avevo dolori tremendi ogni qual volta menzionavo e, nonostante le urinocolture fossero negative, ho assunto mesi di antibiotici per scongiurare un’infezione vescicale.
Finalmente io mi decido ad eseguire una cistoscopia (di mia spontanea volontà!) e, durante l’esame vengo sottoposta a biopsia ‘a freddo’ . Esito: endometriosi vesciale. Vengo sottoposta a una Urotac che diagnostica due focolai di ben 6 cm di diametro sul trigono: vengo operata d’urgenza.
Mi viene effettuata una ampia cistectomia subtrigonale (lasciandomi solo la parte terminale della vescica per lo stimolo ad urinare), reimpianto degli ureteri, patch omentale ed enterocistoplastica sec. Clam. Rimasta in ospedale per 48 giorni (con un bambino a casa di 2 anni!), cateteri che uscivano da ogni dove! Praticato autocateterismo per un paio di settimane al rientro a casa.
Ora per svuotarmi assumo la posizione a torchio, ne elimino un goccino, aspetto un minuto, elimino altra urina, aspetto un altro minuto e si svuota la vescica. Però la notte almeno un paio di volte mi devo alzare, perché si forma un ‘tappo’ di muco e finchè non riesco ad espellerlo, non mi svuoto. Conseguentemente sono sempre molto stanca (lo ero anche prima di scoprire la mia malattia).
Da alcuni controlli ho scoperto per caso l’estate scorsa (8 mesi dopo l’intervento) di soffrire di una grave tiroidite autoimmune, con tutte altre malattie autoimmuni che ne conseguono: soffro di vitiligine da anni, ma non avevo mai preso in considerazione il problema. Mi è stata diagnosticata una sindrome di Raynaud e unasclerodermia.
Durante i rapporti avverto un intenso dolore alle pelvi sinistre, sembra dovuto ad un aumento di questa cisti oltre ad un aumento di consistenza tra vescica e parete anteriore dell’utero. Esiti cicatriziali?
Faccio presente che durante l’intervento, mi è stato ‘ripulito’ l’utero, ma lasciate libere le tube. Da subito dopo l’intervento ho iniziato ad assumere pillola in continuo, cerotto transdermico Evra (menopausa farmacologica). Nonostante ciò ho avuto ogni tanto qualche emorragia in corrispondenza del ‘falso’ ciclo, ritenute nella norma. Ad Agosto 2007 (un anno dopo l’intervento), Siccome i dolori aumentavano, ho ricominciato in dicembre con il cerotto Evra.
Da una TC con contrasto alle pelvi effettuata in Dicembre si nota in sede annessiale sinistra una ciste di circa 16mm. Entrambi gli annessi presentano dimensioni ai limiti superiori di norma (3X2 cm a destra e 4X3 a sinistra), contenenti multiple formazione follicolari con diametro massimo di 7mm a destra e 12 mm a sinistra.Spessore endometriale aumentato (10mm circa).Minima falda liquida in sede perivesciale e periuteroannessiale.
Ora, è da quando ho ricominciato la terapia ormonale che in determinati periodi del mio pseudo ciclo (generalmente la settimana prima e quella dopo le non mestruazioni) ho degli attacchi acuti di dissenteria, anche più e più scariche al giorno per più giorni. Anche prima ne soffrivo, ma non a questi livelli. Ho effettuato una ecoendoscopia al colon retto che non ha rilevato nulla.
Oltretutto a dopo l'intervento devo assumere OGNI GIORNO ALMENO 4 GR DI BICARBONATO altrimenti l mia ACIDOSI METABOLICA (PH 7,535) mi fa impazzire a livello di stomaco (inappetenza e un reflusso tremendo, per fortuna senza episodi di vomito finora.) Nessuno è in grado di dirmi a cosa può essere dovuta, potete aiutarmi per quest’ultimo punto?
Grazie anticipatamente.
[#1] dopo  
Dr. Agnesina Pozzi
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Gentile Signora,
mi permetto di risponderle vedendo il suo consulto ancora inevaso, sperando di fare cosa utile e gradita. Intanto le porgo tutta la mia solidarietà per i problemi di salute che l'affliggono; e che spero possano presto giovarsi di un miglioramento.

Lei chiedeva a cosa può essere dovuta l'acidosi metabolica?

Intanto le cause sono moltissime e tra queste, anche una disfunzione della vescica che determini ritenzione urinaria...

Vede, il metabolismo idro-elettrolitico, metabolico e minerale dell'organismo è come quello ormonale: complesso e sofisticato; con moltissime interrelazioni.

Tanti sistemi collaborano a mantenerlo in equilibrio (endocrino, respiratorio, renale, alimentare ecc ecc) e quindi lo studio va fatto presso strutture specialistiche, che non mancherà di trovare nella sua Regione, onde poter correggere, ove possibile, il problema.

Una delle cose da fare è determinare il cosiddetto "gap" anionico nell'acidosi metabolica. Ci sono acidosi con e senza aumento di quest'ultimo e le terapie variano, così come i punti di vista, in conseguenza. Al momento il suo valore di PH è superiore a 7,4 (fisiologico)..quindi tendente all'alcalosi.

Per inquadrare il problema bisogna fare uno studio accurato di tipo metabolico, per individuare problemi ormonali,renali, polmonari, nutritivi ecc, come le dicevo. Nel suo caso potrebbe essere dovuta alla ritenzione urinaria.

Vorrei darle un consiglio, chieda indicazioni nutrizionistiche, anche al suo medico. Ci sono delle tabelle, che indicano il grado di acidità ed alcalinità dei cibi: quali sono alcalini, quali acidi e quali neutri.
Anche l'alimentazione può aiutare sensibilmente a correggere disturbi nell'equilibrio acido-base potendo anche migliorare i sintomi a livello dell'apparato digerente.

Le porgo i miei migliori auguri
e cordiali saluti
Agnesina Pozzi


[#2] dopo  
Utente 221XXX

Iscritto dal 2006
E' stata veramente esauriente, ora in settembre (i tempi di attesa sono questi!) dovrò eseguire un Breath test al lattulosio. Pensa possa essere utile? Nel frattempo proverò ad informarmi per una tabella 'cibi' come da Lei consigliato.
Grazie ancora.