Utente 109XXX
Dieci anni fa, durante un'importante intervento chirurgico (anastomosi trachea-laringe) a causa di stenosi post-intubazione, psicologicamente molto sofferto ancorché desiderato perché rimuoveva l'odiato "Tubo a T", accadde, durante l'anestesia, l'apparizione di un forte bagliore centrale, l'ascolto di voci rimbombanti, dei vari medici dell'equipe, riconoscendole una per una, e ascoltandone le parole (che ancora ricordo: istruzioni per-operatorie, l'ordine di cominciare a tagliare, il ritardo del professore cardiovascolare...). Sentii persino i primi tagli sul torace, poi il primo sulla gola, poi..... tutto svanì all'improvviso nel terrore delle dita del chirurgo che, apprestandosi al secondo taglio sulla gola, avrebbe afferrato la trachea. "Morirò soffocato!!!", pensai! Allora fu l'oblio.
L'episodio è descritto in tutti i suoi particolari in un racconto scritto quasi nell'immediatezza, e io lo ricordo ancora a memoria.
Che cosa sarà successo? Esistono studi in merito?

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Dr. Stelio Alvino
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Buongiorno,
un risveglio intraoperatorio conosciuto come "awareness" (consapevolezza) è un' evenienza rarissima ma possibile. Esso è dovuto a una precoce metabolizzazione dei farmaci anestetici che portano ad una ripresa del livello di coscienza (non completa ovviamente) del paziente che a volte ricorda, successivamente nel post operatorio, l'evento quasi sempre con emotività e come una spiacevole sensazione (tipico di questi ricordi la forte luce bianca, la lampada scialitica sul tavolo operatorio e le voci distorte dall'ebbrezza dei farmaci anestetici appena iniettati.
Nel suo caso trattandosi dell'inizio dell'intervento probabilmente i farmaci da poco iniettati e inalati per l'AG non avevano raggiunto un livello efficace per determinare un piano anestesiologico profondo.
A volte i pazienti riferiscono transitorio dolore e/o soprattutto impossibilità totale a muoversi nonostante tutti gli sforzi fatti per... comunicare, fare vedere che son svegli. Ma tutto si risolve sempre con una perdita poi di coscienza fino al risveglio.
Ciò che, appena descritto, può sembrare un racconto dell'orrore in realtà non deve destare alcuna preoccupazione, soprattutto successivamente e nell'eventualità di doversi esporre in futuro ad altra anestesia. Perché anche nell'impossibilità di poter comunicare l'evento il nostro organismo attua tutta una serie di messaggi visualizzabili sul monitor che permettono poi all'anestesista di approfondire l'anestesia e quindi rendere il sonno più profondo e determinare... l' "oblio" del paziente.
E' importante però comunicare in sede di visita anestesiologica al Collega il precedente episodio perché si attuino precisi accorgimenti perché ciò non ri-accada.
Forse avrò rovinato il suo viaggio onirico banalizzandolo e me ne scuso ma questa è la spiegazione scientifica del suo racconto che, ricordando una vecchia serie televisiva degli anni 50/60, è stato ai "confini della realtà". ^__^
Cordiali saluti