Utente 233XXX
Salve, ho 25 anni, poco più di dieci anni fa mi si è rotto il primo molare inferiore sinistro, un dentista me lo devitalizzò e dopo aver "appianato" la superficie (mi scuso con i termici poco tecnici, ma sono un semplice chimico non un dottore) lasciò solamente la base del dente chiusa da un'otturazione. A distanza di dice anni circa, esattamente Dicembre 2010, il dente iniziò a farmi male, molto male, con comparsa di febbre alta, quando prima di allora non s'era mai fatto sentire. Sono subito ricorso ad una visita odontoiatrica, da un diverso dentista, il quale, dopo aver diagnosticato un granuloma sotto la radice del dente, mi aprì un canale, e nell'arco di qualche mese riuscì a farmi regredire l'infezione (anche se non del tutto) iniettando sostanze mediche. Così, dopo ben 6 mesi, mi costruì una capsula e mi chiuse il dente. Morale della favola, il dolore persistette, anche se di minore intensità. Ora però, dopo quasi un anno e mezzo, e che il dentista non sapeva darmi risposte e non sapeva come comportarsi davanti le mie continue lamentele, ho cambiato medico. Quest'ultimo alla prima visita e dopo aver visto la lastra, concluse che il dente era da estrarre, la radice era compromessa, vuoi per causa dell'infezione durata troppo allungo, vuoi per un lavoro curativo non svolto alla perfezione... la radice era danneggiata e il dente dava principi di deterioramento (si stava marcendo). Così, la settimana scorsa, il dente è stato tolto, una radice è venuta via in breve tempo, la seconda invece il dentista ha impiegato un'ora, è stata molto tosta. Mi ha prescritto amoxicillina 1000mg, 2al dì per 6 giorni, comunicandomi che per i primi 3 giorni avrei avuto dolore, poi sarebbe andato calando, invece non è stato così. Il dolore sfociò dal 4o giorno, molto intenso, interessando i denti vicini e sfociando in una nevralgia generalizzata, alla quale ho dovuto ricorrere a compresse da 600mg di ibuprofene X 3 volte al dì per calmarla. Dopo 7 giorni mi sono presentato alla visita di controllo, segnalando il problema, dopo una breve occhiata con lo specchietto, nonostante esternamente la situazione sembrasse buona, il dentista mi ha detto che ho contratto l'alveolite, infiammazione dell'osso sotto a dove stava il dente... (brutta cosa pensai...) allora, via di nuovo, compresse di amoxicillina+acido clavulanico 875mg+125mg.
Vitamine e fermenti lattici a iosa, e poi visita di controllo... mi ha anticipato che se non funzionerà nemmeno così, sarà costretto ad iniettarmi gli antibiotici in vena, cosa di cui non vado allegro al pensiero. Ipotesi del dentista io potrei avere un'insufficienza di globuli bianchi, le cui analisi, però fatte di recente non segnalano, oppure l'infezione è li da talmente tanto tempo che la guarigione potrebbe essere altrettanto lunga. Ora, io mi rivolgo al vostro illustre parere medico, per approfondire ciò che mi si sta verificando. Ringraziandovi per l'attenzione, porgo cordialissimi saluti.

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[#1] dopo  
Dr.ssa Marta Parodi
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Buon giorno

L'alveolite secca è una complicanza frequente ,succede,.
L'alveolite secca non ha origine batterica per cui l'antibiotico non serve assolutamente a nulla .
NON SI FACCIA INIETTARE NIENTE ENDOVENA.
Le passerà col tempo lentamente indipendentemente dall'aso dell'antibiotico
[#2] dopo  
Utente 233XXX

Iscritto dal 2011
Grazie dottoressa per la sua risposta... stamattina sono stato alla visita di controllo, avendo comunicato al dentista che il dolore persiste, mi ha fatto l'anestesia ed ha raschiato l'osso, ha detto che era necessario provocare il risanguinamento, nella speranza si formi un "tappo", perché evidentemente nel momento dell'estrazione ciò non era accaduto. Mi ha detto di andare avanti con gli antibiotici fino ad esaurimento della confezione per evitare rischi di infezione. Forse gli antibiotici me li ha prescritti come prevenzione più che per curare l'alveolite... possibile?

Secondo Lei, la procedura di raschiamento dell'osso, può essere utile? o mi ha scomodato inutilmente secondo lei?

Altra domanda, ho letto (oltre alla sua risposta) che l'alveolite è appunto frequente, se come dice Lei è destinata a passare col tempo, quanto tempo in genere è necessario? Il dolore non è proprio trascurabile, io ho un'elevata sopportazione al dolore, eppure lo stress che mi provoca sopportare il dolore nell'arco della giornata mi costringe e prendere l'ibuprofene... ma non posso prenderlo continuamente... cosa mi consiglia?
[#3] dopo  
Dr. Cataldo Palomba
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TARANTO (TA)
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Gentile Utente,
per maggiori informazioni sull'alveolite post-estrattiva può leggere questo articolo specifico.
http://www.medicitalia.it/minforma/odontoiatria-e-odontostomatologia/304-alveolite-post-estrattiva-secca.html

L'alveolite p.e. viene curata con medicazioni locali, un'attenta igiene orale e l'uso domiciliare di spray disinfettante alla clorexidina. Ovviamente divieto assoluto di fumare.
Cordiali Saluti
[#4] dopo  
Dr. Alessandro Francini
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MESSINA (ME)
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Gentile utente,
in caso di alveolite secca la terapia di elezione è far formare il coagulo di sangue che chiude il "foro" lasciato dall'estrazione.Infatti si instaura questo tipo di alveolite quando al momento immediatamente successivo all'estrazione questo tappo non si forma.

Se il suo dentista ha proceduto al raschiamento dell'alveolo, evidentemente ci troviamo di fronte a questo tipo di alveolite.

Di solito il primo giorno (e talvolta anche il secondo) successivo al raschiamento i sintomi sono più o meno gli stessi, o addirittura aggravati, per il trauma del raschiamento stesso. Ma poi il dolore decresce nettamente, fino a scomparire nel giro di circa una settimana.
Cordiali saluti