Utente 618XXX
Salve,
ho 46 anni ed il 14/02/2008 ho avuto l’intervento di quadrantectomia infero-esterna mamella destra con asportazione del linfonodo sentinella. Dalle risposte dell'esame istologico ricevuto il 01/03/2008 e emerso che:
Esame macroscopico
Mammella: frammento di cm 6,5x5,5x4 con losanga di cute di cm 5,5x1,3 con ferita tratenuta da punti di sutura di cm 3,5 e nodulo di cm 1,5x1x1 (A1-2 nodulo, A3 parenchima,B1 cute).
Linfonodo sentinella: un linfonodo di cm 1,3 (C1-2).
REPERTO MICROSCOPICO:
Tessuto fibroso con infiltrazione di cellule epiteliali neoplastiche, con grado moderato di atipia, organizzate in nidi ed in cordoni solidi; alcuni rari dotti ricolmi di cellule epiteliali neoplastiche, con grado moderato di atipia, con architettura solida (A1-2)
Tessuto fibroadiposo (A3).
Cute e tessuti lassi sottocutanei con normale morfologia (B1).
Un linfonodo con micrometastasi (C1-2).
DIAGNOSI:
Carcinoma duttale infiltrante (cm 1,5) moderatamente differenziato (di grado 2) associato a microfocolai di carcinoma duttale solido in situ, moderatamente differenziato.
Micrometastasi al linfonodo sentinella.
Il 07/03/2008 ho subito il secondo intervento chirurgico per linfoadenectomia ascellare destra. Dall'esama istologico dei linfonodi è emerso che:
ESAME MACROSCOPICO:
Tessuto ascellare di cm 9x7x2,5 da cui si isolano alcuni linfonodi (A1-4).
REPERTO MICROSCOPICO:
Tre linfonodi con iperlasia reattiva (A1); tre linfonodi con iperplasia reattiva (A2); tre linfonodi con iperplasia reattiva (A3); cinque linfonodi con iperplasia reattiva (A4).
DIAGNOSI:
Linfonodi del cavo ascellare (quattordici) indenni da infiltrazione neoplastica.
RECETTORE ESTROGENICO: Immunoreattività con clone Sp1 (Ventana Medical Systems). Cellule positive 30%.
RECETTORE PROGESTINICO: Immunoreattività con clone 1E2 (Ventana Medical Systems). Cellule positive 40%.
C-ERB-B2 neu: Immunoreattività con PATHWAY HER2 (CLONE 4B5), Ventana Medical Systems. Pattern di espressione 0.
INDICE DI PROLIFERAZIONE: Immunoreattività con clone MIB-1 (DAKO). Cellule positive 2%.
Ho già effettuato una visita con due oncologi, ma gradirei avere anche una vostra risposta circa la terapia da seguire e se questa deve essere inziata al quarantesimo giorno dall'intervento (e nel mio caso il quarntesimo giorno deve essere considerato dal primo o dal secondo intervento?); inoltre esiste la possibilità effettiva di guarigione ? Se si , nell'arco di quanti anni? e quante possibilità invece di contrarre recidive.? Ringraziando anticipatamente porgo distinti saluti














[#1] dopo  
Prof. Filippo Alongi
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NEGRAR (VR)
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Cara Signora,
lei E' GIA GUARITA!
La asportazione di quattordici linfonodi ha evidenziato la loro assenza di malattia. L'intervento chirugico parrebbe, da quanto riportato e letto, radicale, cioè senza residui locali apprezzabili clinicamente.
Per quello che riguarda il mio campo, lei è adesso candidata ad un trattamento precauzionale su tutta la mammella con radioterapia(50Gy+ 10Gy sul letto tumorale in 30 sedute) allo scopo esclusivo di ridurre il rischio di recidiva locale, essendo stata sottoposta ad un corretto intervento conservativo di asportazione solo del quadrante interessato.
Relativamente al trattamento farmacologico necessario dopo la chirurgia, si esprimeranno i colleghi oncologi medici del forum. Starei comunque cautamente tranquilla, vista la compromissione di 1 solo dei linfonodi e viste le caratterisitche istopatologiche non molto aggressive della neoplasia asportata(dimensioni relativamnte ridotte del nodulo di appena 1,5cm e grading moderatamente differenziato, nonchè MIB-2 quasi assente) .
[#2] dopo  
Utente 618XXX

Iscritto dal 2008
Gent. Dr. Alongi,
La ringrazio vivamente per la sollecita risposta e chiederei chiarimenti circa l'affermazione"Lei è già guarita" Non sa che gioia aver letto questa esclamazione!. Pertanto se ho ben capito il non avere coinvolto nessuno dei 14 linfonodi starebbe a significare che non sono "scappate" cellule maligne a livello osseo, polmonare, epatico.., e che il tutto sarebbe stato preso in tempo? Inoltre , (scusi la mia ignoranza), ma il Mib-2 quasi assente, sarebbe l'indice di proliferazione 2%?

Grazie.
[#3] dopo  
Utente 618XXX

Iscritto dal 2008
Gent. Dr. Alongi,
La ringrazio vivamente per la sollecita risposta e chiederei chiarimenti circa l'affermazione"Lei è già guarita" Non sa che gioia aver letto questa esclamazione!. Pertanto se ho ben capito il non avere coinvolto nessuno dei 14 linfonodi starebbe a significare che non sono "scappate" cellule maligne a livello osseo, polmonare, epatico.., e che il tutto sarebbe stato preso in tempo? Inoltre , (scusi la mia ignoranza), ma il Mib-2 quasi assente, sarebbe l'indice di proliferazione 2%?

Grazie.
[#4] dopo  
Prof. Filippo Alongi
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NEGRAR (VR)
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Iscritto dal 2007
Si signora,
naturalmente si tratta di statistiche indicative di rischio di ripresa di malattia e non è possibilie avere una sicurezza assoluta(solo Dio, se ci crede, conosce il nostro destino con sicurezza). Aggiungere comunque le terapie precauzionali suggerite (RT ed eventuale CT e/o terapia ormonale) contribuisce notevolmente a rafforzare questa probabilità di continuare ad essere senza "evidenza di malattia clinica accertabile" e quindi, fino a prova contraria, NON MALATA.
Cordiali saluti
[#5] dopo  
Dr. Salvo Catania
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LECCO (LC)
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Gentile utente,
buona parte dei fattori prognostici che ci ha descritto sono favorevoli- La micrometastasi al linfonodo sentinella l'ha già "pagata" con lo svuotamento ascellare e pertanto condivido pienamente il cauto ottimismo del collega Alongi:
[#6] dopo  
Utente 618XXX

Iscritto dal 2008
Egr. Dr. Catania, ringrazio vivamente anhe lei per l'interessamento al mio problema come ho già fatto con il suo collega Dr.Alongi ed al quale comunico di credere in Dio.
Io sono molto preoccupata perchè a novembre scorso è deceduta mia zia paterna per varie metastasi scaturite da un tumore al seno, preso però in una fase avanzata.
A quali cure ritenete più corretto che io mi sottoponga ?
a radioterapia? a radioterapia e cure ormonali , a radioterapia e chemio o a tutte e tre le terapie? chemioterapia, radioterapia e ormonoterapia?

[#7] dopo  
Dr. Salvo Catania
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LECCO (LC)
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Sicuramente alla radioterapia a completamento della terapia loco-regionale iniziata con la chirurgia.
Per la chemioterapia e/o ormonoterapia ci si deve affidare all'oncologo medico curante perchè non sarebbe deontologicamente corretta una prescrizione tramite Internet che presuppone un colloquio per valutare i benefici e gli svantaggi delle varie opzioni terapeutiche.
Cordiali saluti
[#8] dopo  
Utente 618XXX

Iscritto dal 2008
Gent. Dottore,
sono disorientata circa la cura da fare per il seguente motivo. Ho fatto una visita da due oncologi. Uno di questi ha prescritto un trattamento di chemioterapia secondo schema TC (taxotere e ciclofosfamide) per 4 cicli (una soministrazione ogni 21 giorni) , trattamento ormonale per 5 anni con LH-RH analogo in oni 3 mesi e Tamoxifene 20 mg/die (o in alternativa con inibitore dell'aromatasi in base allo stato menopausale) e da radioterapia adiuvante per circa un mese.
Un altro oncologo invece farebbe un trattamento di chemioterapia per sei mesi con taxotere ed antracicline seguite poi da radioterapia (sempre circa un mese) e cura ormonale e di queste ultime stabilirà in seconda visita le modalità di somministrazione. Quest'ultimo ha anche precisato che probabilmente dovranno essere anche adeguate le somministrazioni della chemio perchè non tutti gli organismi possono soportare gli stessi dosaggi.
Comunque prima di ogni trattamento entrambi gli oncologi farebbero la scintigrafia scheletrica la vista radioterapica e gli esami del sangue con i relativi marcatori tumorali.
Io sono ansiosa, perchè leggendo su internet ho capito che le antracicline sono un ottimo farmaco ad ampio spettro per le varie metastasi che potrebbero verificarsi sia a livello osseo,sia polmonare,sia epatico, ma che possono anche a distanza di anni causare danni irreversibi al cuore. (Io ho familiarità anche con le malattie cordiologiche: da parte di mamma tutti i parenti sono deceduti di morte improvvisa.) Credo poi aver capito, sempre tramite internet che le ciclofosfamide agiscano più a livello polmonare. Lei quale pensa sia la cura migliore anche in vista della possibilità di eventuali recidive ? é migliore il ciclo di durata maggiore?
Le confesso inoltre che mi dispiace parecchio, ma d' altra parte se è necessario .., perdere il ciclo mestruale in modo non naturale. Ho letto infatti che la chemio dopo i quaranta anni interrompe il ciclo in modo irreversibile. Lei cosa ne pensa di tutto ciò?
La ringrazio infinitamente per i suoi consigli e le porgo distinti saluti.
[#9] dopo  
Utente 618XXX

Iscritto dal 2008
Help me !!!! Per favore rispondetemi anche a questa richiesta, e successivamente prometto che non vi "stresserò" più.
Mi rendo conto di essere noiosa, ma ho tanta paura per il futuro, per questo vorrei sapere quale è la migliore terapia chemioterapica. Ringraziando di cuore porgo cordiali saluti.
[#10] dopo  
Utente 618XXX

Iscritto dal 2008
Egr. dottori ,
oggi ho iniziato la terapia con taxotere e ciclofosfamide per quattro cicli.(ctx+txt) ed ho scartato il trattamento fec di sei cicli ed il trattamento fec 3 + txt 3.

Non so se ho fatto la scelta giusta, avrei gradito anche un vostro consiglio che non so per quale motivo non mi sia arrivato, visto che alle mie richieste precedententi avete risposto con molta sollecitudine.
Comunque vi ringrazio vivamente e vi mando i miei più sinceri saluti.

[#11] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo
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FURCI SICULO (ME)
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Gentile Utente
intanto mi scuso per l'assenza di risposta in tempi brevi, ma alcune volte con la fretta che si ha qualcosa sfugge, e di ciò comunque ne faccio ammenda.
Un dato mi sfugge ed è se vi fosse o meno invasione vascolare peritumorale.
La seconda domanda è come mai abbia scartato, dopo quanto detto, l'utilizzo delle antracicline.
Ritengo comunque che i taxani (TXT) stiano aprendosi un buon varco nel trattamento adiuvante e che i dati da lei esposti (pur non sapendo quanto su chiesto), collocandola nel "rischio intermedio", la obblighino comunque ad un trattamento adiuvante.
Spero solo che la frase "l'ho scartato" sia invece "in corso di discussione con l'oncologo...".

[#12] dopo  
Utente 618XXX

Iscritto dal 2008
Genti.mo Dr D'Angelo ,
la ringrazio vivamente per avermi risposto e le premetto che capisco benissimo che talvolta può sfuggire qualcosa viste le numerose richieste che voi medici avete da parte di tutta Italia e che noi utenti impauriti ed ansiosi abbiamo fretta di consigli.
Comunque tornando al mio problema, le chiedo che cosa intenda per invasione vascolare peritumorale perchè nessun medico me ne ha parlato e nè mi fatto fare esami specifici a livello cardiocircolatorio. Se significa avere i marcatori tumorali negativi posso dirle che questi lo sono e lo sono stati anche prima dell'intervento e precisamente:
Intervento quadranctectomia + linfonodo sentinella del 14/02/2008+ intervento del 7/3/2008 per svuotamento cavo ascellare . Esami refertati il 06/02/2008 CEa 3,3 ng/ml val. riferimento 0,0-5,0 fumatori fino a 10. Ca 15-3 16,1 u/ml 0-31. Esami refertati il 28/03/2008 Cea 2,4 e Ca 15.3 16,9 U/ml. Altrimenti per cortesia mi indichi quali sono gli esami che mettono in evidenza invasione vascolare peritumorale. Risposta 2. L'inutilizzo delle antracicline è scaturito dalla seguente motivazione:
Il primo oncologo contattato, mi aveva illustrato vari tipi di chemio. CMF= troppo blanda- TC ed AC intemermedie e simili- Fec 3 cicli +txt 3 cicli ed altre. Visto che il mio problema è un caso intermedio, mi consiglia TC taxotere e ciclofosfamide per 4 cicli (una soministrazione ogni 21 giorni) , trattamento ormonale per 5 anni con LH-RH analogo in oni 3 mesi e Tamoxifene 20 mg/die (o in alternativa con inibitore dell'aromatasi in base allo stato menopausale) e da radioterapia adiuvante per circa un mese. Ritenendo tale terapia simile alle altre, ovvero con piccole percentuali forse inferiori rispetto alle altre, ma con migliori benefici a livello tossico. Indubbiamente privo di effetti collaterali per il cuore e pertanto migliore anche come benefici rispetto ad AC. Tutto ciò mi ha detto che era stato dimostrato da un esperimento americano. Avrebbe escluso le terapie successive poi sia per la presenza di antracicline sia perchè troppo forti per il mio caso.Ho successivemente contattato un altro oncologo che mi invece mi ha proposto terapia con taxotere ed antracicline seguite poi da radioterapia (sempre circa un mese) e cura ormonale e di queste ultime stabilirà in seconda visita le modalità di somministrazione. Quest'ultimo ha anche precisato che probabilmente dovranno essere anche adeguate le somministrazioni della chemio perchè non tutti gli organismi possono sopportare gli stessi dosaggi.
A questo medico ho chiesto se potevano esserci problemi con il cuore e la valutazione di rischio /beneficio.Ha risposto che i danni al cuore indubbiamnete sussistono da più a meno(talvolta sono ipercettibili) e che potevano anche manifestarsi a distanza i 18 anni con scompensi cardiaci non + riconucibili alla chemio. Ho iniziato ad impaurirmi ed ho scoltato un terzo oncologo che mi ha confermato quanto sopra detto dai due incologi e mi avrebbe sconsigliato la Tc perchè non sperimentata con la terapia Fec di 6 cicli e sconsigliato la terapia fec+3 cicli+ txt 3 cicli perchè tropo forte.Pertanto mi proponeva una FEC di 6 CICLI ( 5 fluoracile-epirubicina-ciclofosfamide). Sono uscita dallo studio contenta perchè avevo una via di mezzo che non aveva antracicline e che mi aveva convinto che fosse migliore rispetto alla TC. Arrivata a casa però e controllando su internet, ho scoperto che anche la FEC usa antracicline ed allora mi sono sentita presa in giro. Sono entrata a causa dell'ansia in un tunnel perchè ho consultato altri 2 oncologi. Uno proponeva CMF , ma questo l'ho scarto subito(visto che gli altri oncologi sono stati tutti contrari a questa terapia). L'altro oncologo invece ha fatto un ripilogo della situazione. Per lui non sarebbe stata necessaria la chemio perche in base agli esami visti per lui potrei essere gia guarità (cosa che gia mi è stata detta anche dai suoi colleghi qui nel sito dr Alongi e Dr .Catania). Purtroppo non esiste un esame che può rivelare questa garanzia, pertanto visto che sono ancora giovane consiglierebbe un ciclo chemioterapico per aggiungere un qualche cosa in più in prevenzione. Ha fatto pertanto un riepilogo della situazione scrivendo quanto riporto di seguito:
Proposta La sig.ra ha ricevuto diversi pareri con indicazioni terapeutiche che considera contrastanti ma che in realtà sono diverse solo per intensità e durata della chemioterapia. Si spiega che è opinione comune: a)che si tratta di malattia guaribile probabilmente guarita; b)che deve ricevere un trattamento radiante sulla mammella per ridurre il rischio di ricaduta locale. c) che deve ricevere un trattamento medico che comprende una chemioterapia per pochi mesi seguita da ormonoterapia per almeno 5 anni. Invece un po' di differenza c'è tra i regimi proposti e la mia opinione su questo è che sia sufficiente un trattamento chemioterapico breve (AC= Adriacimicina 60mg/m2 + endoxan 600mg/m2 ogni 21 gg x4 o TC x 4 cicli.) Personalmente preferirei AC perchè ci sono più informazioni in proposito, ma in realtà non ritengo che ci siano sostanziali differenze. Pertanto o iniziato la terapia fatta dall'oncologo più vicino a casa mia che è la TC. La prima seduta è di ieri 1/04/2008.Ma credo di capire dal suo scritto che è stata una scelta sbagliata. E? forse ancora in sperimentazione? ovvero faccio parte secondo lei di una sperimentazione? Se SI' Posso tornare indietro? avevano ragione gli altri oncologi? Lei quale terapia avrebbe consigliato? Ieri appena è iniziato ad entrare in vena il txt ho avuto una reazone allergica con rossore in viso e mancanza di respiro. Mi hanno somministrato del cortisone e dopo un pò hanno fatto ripartire il farmaco. Per la prossima che sarà a distanza di 21 gg. mi hanno detto di prendere la sera prima una puntura di cortisone La prego dottore mi risponda a tutto ciò con la massima sincerità . So di essere stata prolissa, ma le ho raccontato tutto il calvario che mi sta portando fuori di testa perche ad oggi pur avendo iniziato una terapia non sono ancora convinta di essermi affidata alla cura giusta per la malattia anch e se penso tra e " visto che le terapie si equivalgono con poche differnze di percentuali tra i vari tipi di chemio, posso risparmiare il cuore da una cardiotossicità visto che sussite familiarità di morti improvvise ed infarti nel mio ambiente familiare.Mi scuso dr per tutto questo poema la ringrazio vivamente ed in attesa di risposta le inoltro cordiali saluti.
[#13] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo
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FURCI SICULO (ME)
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Cominciamo dalla cosa più semplice: l'angioinvasività peritumorale è un dato non cardiovascolare ma che sarebbe dovuto emergere dall'esame istologico.
Capisco perfettamente le sua ansie in quanto è molto difficile spiegare ad un o una paziente di doversi sottoporre ad un trattamento con scopo solo e RIBADISCO SOLO precauzionale, non essendovi chiari segni di malattia a distanza dal tumore iniziale, sopportando delle tossicità non da poco.
Non è mia abitudine giudicare se una cosa è giusta o sbagliata, specie tramite mezzo mediatico (rischio cantonate statisticamente significativo molto alto!!); le scelte come già ribadito, vanno condivise medico (che informa) paziente (che valuta).
Sulla reazione del TXT si sà fa parte del gioco ed è molto frequente; la premedicazione con cortisone ed antistaminici riduce molto questo rischio.
Sulla prolissità ce la battiamo...
Non credo che Lei faccia parte di una sperimentazione in quanto per partecipare ad esse si deve essere adeguatamente informati = LEI DEVE SAPERLO!!.

[#14] dopo  
Utente 618XXX

Iscritto dal 2008
Egr. Dott. D'angelo ,
in riferimento alla sua risposta relativa alla angioinvasività peritumorale mi comunica che è un dato che sarebbe dovuto emergere dall'esame istologico . Invece capisco che non è emerso perchè ? E' stato fatto in modo superficiale?
Come faccio a sapere se esiste angioinvasività? Devo farlo ripetere?
E perchè spera che "l'aver scartato" il trattamento Fec sia in discussione con l'oncologo ?
La ringrazio di nuovo e le porgo cordiali saluti.
[#15] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo
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FURCI SICULO (ME)
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Forse mi sono spiegato male, ma la mia speranza è legata alla possibilità di avere uno specialista accanto a se che la supportasse in una scelta terapeutica e che non fosse stata lasciata sola in un momento così delicato.
Riguardo l'angioinvasività, basta solo rivedere i vetrini.
[#16] dopo  
Utente 618XXX

Iscritto dal 2008
Gent. Dr, ho appena ritirato le risposte degli esami del sangue e devo dire che sono preoccupata per il numero alto delle piastrine. Piastrine (PLT) 527 x 10^3/ul Val. Riferimento 150-400 e Vol. piastrine medio (MPV) 7,4 Val. rif. 8,0-11,9. Ho notato che nel giro di pochi mesi si innalza il valore: il 06/02/2008, prima dell'intervento il n. delle piastrine era di 375 Vol.piastrine medio 7,7 ed il 28/03/2008 (intervento del 14/02/2008 e del 07/03/2008) il numero delle piastrine era di 459 con volume 7,3. Ooggi è ancora più alto, ripeto è a 527. Cosa succede? può essere un effetto collaterale della chemio? Ho fatto il primo ciclo di taxotere e ciclofosfamide il 01/04/2008 e domani dovrei avere il secondo. Ma di solito con la chemio non si abbassa sia il numero delle piastrine che dei neutrofili? Il fatto che io l'abbia in aumento significa forze che c'è ancora un carcinoma in giro? C'è il rischio di Leucemia? Ho notato inoltre soprattutto in questa ultima settimana che soffiando il naso talvolta esce quando più e quando meno del sangue e poi muco. Può significare qualche cosa? Dalla scintigrafia scheletrica è emersa una ipercaptazione di verosimile origine apecifica a carico delle regioni mascellari e sterno claveare dx. Speriamo che questo aumento di piastrine non significhi niente di grave. Io attendo con ansia una sincera risposta e ringraziando anticipatamente porgo cordiali saluti.
[#17] dopo  
Dr. Salvo Catania
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LECCO (LC)
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Iscritto dal 2005
Non c'è nulla di preoccupante e di nuovo.
Ne parli ovviamente con il Suo oncologo che la tranquillizerà.
[#18] dopo  
Utente 618XXX

Iscritto dal 2008
Gentili dottori,
tutta la mia indecisione e la mia preoccupazione per la TC è stata risolta stamattina quando all'inizio del secondo ciclo mi sono ancora una volta sentita male e i dottori hanno detto che si trattava di allergia al farmaco e hanno immediatamente sospeso tutto, dicendoi che trattandosi di prevenzione non possono rischiare un collasso.
Ho comunque fatto 1100 CTX e dopo qualche minuto dall'inizio del TXT 140N1, ho sentito salire qualcosa dallo stomaco per arrivare a strozzare la gola, nojn respiravo e nello stesso tempo ho iniziato a vedere dei puntini neri.
È subentrato anche dolore alla vita comne quando mi inizia la sciatica, è stata fatta l'iniezione di antistaminico e dopo è passato tutto.
Il disturbo repiratorio è passato non appena hanno chiuso il passaggio del taxotere.
Mi hanno detto che domani mattina mi chiameranno per farmi sapere cosa hanno deciso.
Secondo Voi esiste un farmaco che possa sostituire il taxotere, ma a questo punto mi conviene sempre continuare con questa TC con il farmaco sostituito, oppure cambiare?
Cambiare schema significa partire da zero oppure il primo ciclo fatto e valido?
E il ciclo di stamattina fatto solo per metà con Ciclofosfamide a cosa è servito e che danno o beneficio può portare se cambio il tutto?
Comunque e domani lo dirò anche ai medici, tornata a casa ho ancora il respiro affannato (e sono le ore 21.20 circa) per qualunque movimento e la pressione a 140 - 90 e la mia età è di 46 anni.
Le palpebre sono ancora rosse e un pò gonfie.
Sarà mica per caso che sono allergica al ciclofosfamide e non al TXT visto che lo avevo appena iniziato?
Esistono esami preventivi su allergia per trattamenti chemioterapici?

ringraziandoVi ancora per tutta la VS attenzione, porgo Cordiali Saluti.
[#19] dopo  
Utente 618XXX

Iscritto dal 2008
Gentili Dottori,
il mio oncologo ha cambiato terapia, vista l'allergia al TXT.
Così il 1/04/2008 ho fatto un ciclo di TC, il 22/04/2008 solo ciclofosfamide per spspenzione taxotere, il 23/04/2008 ho fatto Adriamicina 60mg/m3 e continuerei ogni 21 giorni con lo schema AC per tre cicli ai quali verrebbero aggiunti sempre ogni 21 giorni 3 cicli di tassolo.
Questa terapia ha detto che sarebbe simile allo schema TC iniziale e forse sarebbe anche leggermente migliore della Fec. Il mio dubbio è quello che lo schema AC di solito è programmato per quattro cicli ed io in questo caso ne faccio tre perchè il quarto viene preso per buono il primo TC somministrato.
Imoltre qualora dovessi risultare allergica anche al tassolo e la chemio fosse interrotta dopo il terzo ciclo di AC, avrei una cura meno efficace ? oppure in qualche modo potrebbe essere in aggiunta ad altri farmaci portata alla FEC?
Grazie per l'ascolto ed in attesa di risposta porgo distinti saluti.
[#20] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo
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FURCI SICULO (ME)
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Iscritto dal 2007
Gentile utente,
credo di aver già risposto a tale quesito nella email da lei inviatami.
Magari se le fosse possibile utilizzi solo il sito per porre i suoi quesiti, dando l'opportunità agli altri di trarre giovamento dalle varie esperienze e sollevare la discussione sui vari casi.
Grazie
[#21] dopo  
Utente 618XXX

Iscritto dal 2008
***ATTENZIONE!***
Questo consulto risulta aggiornato a più di DUE MESI fa:
valuta attentamente se la tua risposta può ancora essere utile all'utente!

Se ritieni opportuno inviare comunque il tuo consulto all'utente allora CANCELLA TUTTO QUESTO AVVISO e scrivi qui di seguito, grazie.

Gent.li medici, il 27 agosto , se tutto andrà bene, farò l'ultimo ciclo di chemioterapia che a seguito di allergia al taxotere, anzichè quattro cicli di questo farmaco, ne ho fatto uno in associazione con ciclofosfamide + 3 AC+ 4taxoli.
La cura successiva sarà la RT. Nel frattempo ho sentito parlare di vari tipi di radioterapia: rt a 4 dimensioni ; rt intensità modulata Imart); RT guidata dalle immagini (Igrt) RT randomizzata; RT standard (Acceleratore lineare ) . Mi chiedevo a seguito del mio problema, che ho descritto in modo dettagliato in prima pagina, (e che non sto a ripetere e per non annoiarvi e per non essere prolissa) quale radio è più indicata per la guarigione totale dalla malattia?

Vi ringrazio anticipatamente ed in attesa di risposta porgo distintinti saluti.
Inoltre ringrazio di nuovo il dott.Filippo Alongi che già in data 25/03/2008 mi aveva comunicato la cura con radioterapia(50Gy+ 10Gy sul letto tumorale in 30 sedute) allo scopo esclusivo di ridurre il rischio di recidiva locale . A quale radio intendeva dovessi sottopormi? inoltre che differenza c'è tra radio e radio su lettini? Ringrazio di nuovo per la disponibilità e professionalità ed in attesa di risposta porgo sinceri saluti.
Non sapete quanto riuscite ad aiutare noi miseri paurosi perchè combattuti, a causa di una malattia importante, da un lato con la valontà di guaririe ed allo stesso tempo la forte paura della morte, e della sofferenza.Io inoltre da parte mia sono in continua depressione per il non voler accettare la menopausa precoce. Ho accettato la perdita dei capelli e delle sopracciglia perchè effetti reversibili, ma non riesco ad immedesimarmi con una menopausa irreversibile, visto poi che ho eriditarietà familiare di menopause tardive (mamma e zia a 55-56 anni in assenza dei sintomi che tutti conoscono come ipercolesterlomia ,vampate , battiti accelerati etc. Pertanto ero serena nella speranza di affrontare in via ereditaria una menopausa come la loro: inolre sarei rimasta giovane per altri 10 anni) Ciò mi porta spesso a piangere ed a sentirmi vecchia ed inutile). Volesse il cielo se nel frattempo fosse stata scoperta un nuova cura in sostituzione della ormonoterapia!!!!!!!