Utente 270XXX
buonasera, vi sottopongo una questione che riguarda mia mamma, che per una serie di eventi fortunosi è uscita viva da un brutto infarto che le ha occluso un' arteria per il 70%. E' stata sottoposta ad un intervento di angioplastica dopo due giorni dall' infarto, ci tengo a precisare che il giorno prima dell' intervento era lucida e scherzava con me nonostante la gravità della situazione; ad angioplastica avvenuta la sua reazione è stata di forte vertgine, nausea (infatti ha vomitato più volte) e impossibilità a tenere gli occhi aperti tanto erano forti i capogiri. La prima spiegazione che mi hanno dato i medici era da attribuire all' anestesia, ma il giorno successivo mi sono accorta che l' occhio dx (che non riusciva ancora a tenere aperto) non seguiva affatto l' occhio sx nei movimenti e accusava forti capogiri non appena cercava di usarlo per guardarmi! Spaventata l' ho detto ai medici che non se ne erano accorti, anzi davano la colpa delle vertigini ad una labirintite, interpellato immediatamente il neurologo è stata sottoposta ad una tac e risonanza magnetica delle quali ancora non conosco l' esito. La mia domanda è: può l' intervento di angioplastica provocare tale effetto o la causa è da cercare in un ischemia che non poteva arrivare in un momento migliore?? Ma è soprattutto curabile? Grazie per l' attenzione, sono molto preoccupata

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Dr. Maurizio Cecchini
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Sara' importante verificare l'esito della TC cranio e della RM, cosi' come effettuare un ecocolordoppler dei vasi cerbroafferenti.
Non e' impossibile, da cio' che lei racconta , che la paziente abbia presentato una trombosi cerebrale od un 'embolia cerebrale.
Solo dal risultato diei suddetti esami potrei essere piu utile.
Cordialita'
cecchini