Utente 270XXX
Buongiorno,

vi chiedo un consulto perchè dopo aver visitato diversi specialisti ancora non ho le idee chiare sulla mia situazione.

Premettendo che ho 27 anni e non ho mai sofferto di disturbi circolatori, in data 24/07/2012 sono stato ricoverato in seguito ad una diagnosi di TVP all'arto inferiore sinistro (vena femorale e vena safena).
Dopo numerosi esami è stato scoperto che sono soggetto ad agenesia della vena cava.

Vorrei capire, però, perchè sia successo proprio ora, visto che il difetto me lo porto avanti dalla nascita.
Praticando io sollevamento pesi (a regimi molto bassi, niente a che fare con Mr Olympia!) vorrei capire se tale attività, accompagnato da una dieta iperpoteica (120-150g proteine al giorno, quasi il doppio del mio peso) possano aver influito negativamente.
I chirurghi ospedalieri sostengono di no, ma uno specialista a cui mi sono rivolto in seguito non ha escluso questa possibilità.

Inoltre, sempre ascoltando i chirurghi ospedalieri, posso tornare tranquillamente alla pesistica sebbene io abbia una trombosi ancora in atto.
Questo perchè l'agenesia impedirebbe la formazioni di emboli, insomma sarei immune all'embolia polmonare.
Mi posso fidare?

Infine, è proprio vero che non esiste alcuna soluzione chirurgica per correggere tale disfunzione?
Sarei a rischio di trombosi per tutta la vita?
I dottori minimizzano dicendo che se sono stato bene per 27 anni non mi devo preoccupare troppo, però la preoccupazione c'è sempre!

Grazie anticipatamente!

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[#1] dopo  
Dr. Pietrino Forfori
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gentile utente
bisognerebbe sapere se l'agenesia o ipogenesia della cava interessa tutto il tratto o quale segmento.
In attesa della precisazione potrei provare a fornire qualche elemento che possa esserle utile.
Anche in presenza di ipogenesia o agenesia della cava, comunque il sangue venoso sottodiaframmatico deve arrivare al cuore dx e quindi al polmone. Invece di percorrere "l'autostrada" vena cava, percorre strade secondarie sia il sangue che un eventuale embolo che si fosse formato negli arti inferiori. Ovviamente un voluminoso embolo femorale non passerebbe ma spesso le Embolie Polmonari sono causate da multipli microemboli.

Riguardo l'attivita sportiva di pesistica , proprio per le caratteristiche specifiche (sport statico con acuti ed intermittenti arresti del deflusso venoso causati dall'aumento delle pressioni toracoaddominali) rientra fra gli sport a rischio specie per le persone che presentano un problema di alterato deflusso venoso .

In corso di Trombosi bisognerebbe seguire una terapia anticoagulante orale, indossare calze terapeutiche , svolgere attività fisiche compatibili.
Purtroppo , sempre con i limiti di un consulto a distanza , lo sport che Lei pratica non sarebbe proprio compatibile.
a disposizione
[#2] dopo  
Utente 270XXX

Iscritto dal 2012
Ringraziandola per la cortese e solerte risposta, le riporto quanto dice il referto della TAC:

"La vena cava inferiore a livello del tratto sottoepatico è sostituito da un circolo collaterale con robusti gavoccili, il tratto sottorenale non è riconoscibile.Decorso retroartorico della vena renale destra,marcatamente assottigliata"

Mi può dunque confermare che non sono "immune" a embolie polmonari al contrario di quanto detto dai chirurghi vascolari che mi hanno tenuto in cura in ospedale?

E' possibile una qualche soluzione definitiva?
Qualche dottore sostiene che esistano interventi chirurgici in grado di compensare l'agenesia, altri invece propongono come unica cura il cumadin a vita...
[#3] dopo  
Dr. Pietrino Forfori
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Gentile utente
riguardo l'"immunità" da TEV (trombo embolismo venoso) non posso che confermare quanto già detto.
Riguardo la possibilità di una correzione chirurgica non credo che esista una possibilità che una eventuale protesi vascolare sia piu idonea delle sue vene collaterali!
In condizioni normali lei non è piu a rischio trombotico di altri, certamente certe attività anche sportive e certe condizioni patologiche aumentano il rischio.
riguardo la terapia anticoagulante orale, sicuramente la dovra seguire per circa un anno anno e mezzo poi, una valutazione presso un centro per la cura della trombosi le sapra indicare se proseguir e o meno.
Parimenti una valutazione Flebologica con Ecocolordopler valuterà se sarà residuata un'insufficienza profonda (SPT Sindrome Post trombotica) con indicazione o meno ad indossare calza elastica terapeutica.

a disposizione
[#4] dopo  
Utente 270XXX

Iscritto dal 2012
La ringrazio nuovamente per la risposta esaustiva.
Le espongo gli ultimi miei dubbi in modo da avere un quadro chiaro e completo della mia situazione.

Mi saprebbe citare quali attività e quali situazioni patologiche possono aumentare il rischio?
La dieta iperproteica che seguo può in qualche modo influire sui fattori coagulativi?
In fase di ricovero i medici mi hanno assicurato che l'attività di pesistica non può essere causa di trombosi (a meno di traumi che non ho subito) e lo stesso vale per la mia dieta.
Per completezza, le dico che assumo (assumevo ormai) un integratore proteico in bassa quantità, ad ogni modo ho portato la confezione ai chirurghi e mi hanno detto che non può causare problemi coagulativi.

Inoltre, qualche settimana fa, mi è stato consigliato da uno specialista di effettuare alcuni esami specifici che hanno evidenziato una carenza di proteina S (valore pari a 55)
In fase di ecodoppler, ho mostrato i risultati al il medico chirurgo che però mi ha consigliato di ripetere gli esami una volta finita la terapia anticoagulate orale che può alterare i risultati.
Mi conferma che il coumadin può alterare tali risultati o mi devo preoccupare anche di questo?

Infine, nel caso il trombo non si sciogliesse, ci sarebbe sempre il rischio di embolia polmonare o ormai sarebbe talmente sedimentato da non potersi staccare?

Grazie per la pazienza,