Utente 270XXX
Salve, espongo qui brevemente i miei quesiti facendo prima una piccola premessa.
Essendo risultata allergica agli acari della polvere che mi provocavano una forte rinite allergica, diversi anni or sono mi sono sottoposta a terapia immunosensibilizzante con iniezioni sottocutanee per circa 5-6 anni trovandone immenso giovamento anche per i 9-10 anni successivi (o forse anche più ma non ricordo ora le date precise). Questo fin quando incinta al 9 mese di gravidanza ho avuto forti difficoltà respiratorie causate (come poi si appurerà in seguito) dal riacutizzarsi dell'allergia. A seguito di nuove visite, dopo il parto, ho ripreso la terapia dapprima per via sublinguale per circa 10 mesi (troppo poco tempo per avere dei miglioramenti a detta dell'allergologo) non trovando quasi alcun miglioramento, e poi di nuovo per via sottocutanea (è oramai poco + di un anno) trovando invece degli eccellenti miglioramenti fin da subito.
Ora vi chiedo devo sospendere la terapia in concomitanza di una gravidanza che vorrei programmare a breve ?e nel caso, per controllare i sintomi (se ce ne fossero) posso utilizzare antistaminici,cortisonici o altri farmaci testati e non nocivi per la gravidanza (naturalmente sotto controllo medico)?o al contrario un eventuale prosieguo della terapia avrebbe effetti benefici nello "scongiurare" l'allergia agli acari nel nascituro?
In ultimo Vi chiedo se, essendo sia io che mio marito soggetti allergici, i nostri figli avranno tra virgolette il destino segnato dall'allergia e a quanti anni è consigliabile fare la prima visita dallo specialista.
Scusandomi molto per essermi dilungata e aver fatto mille domande, ringrazio in anticipo per il tempo dedicatomi e per le cortesi risposte

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[#1] dopo  
156628

Cancellato nel 2015
Gentile utente,
una volta raggiunta la dose di mantenimento (come nel Suo caso) non appare necessario sospendere l'immunoterapia, ma c'è comunque chi preferisce farlo per azzerare il rischio di reazioni (che potrebbero avere effetti negativi sul feto). Pertanto dovrà nuovamente determinarsi con il Suo allergologo e porgli il quesito specifico.
I figli di soggetti allergici ereditano dai genitori una forte predisposizione, per cui è molto probabile che sviluppino anch'essi problemi di carattere allergico; la visita dallo specialista è utile quando si manifestano i primi sintomi suggestivi di allergia; personalmente in bambini particolarmente "a rischio", poiché non sempre esprimono il malessere e non sempre i genitori se ne accorgono, eseguirei test anche in assenza di manifestazioni evidenti già prima dell'età scolare, approfondendo eventualmente il discorso a seconda dei risultati.
Saluti,
[#2] dopo  
Utente 270XXX

Iscritto dal 2012
Grazie mille per la cortese ed esauriente risposta!