Utente 623XXX
Salve, mi chiamo Gianluca, ho 22 anni e soffro di ernia inguinale.

A riscontrarmi il tutto è stato il mio fisioterapista che, una volta sentita l'ernia, mi ha mandato a fare l'ecografia.

Il risultato è stato:
"Riscontro a livello del tragitto inguinale DX di minima erniazione di tessuto adiposo attraverso porta erniaria del diametro di 4 mm localizzata in corrispondenza dell'orifizio inguinale interno di DX.
Riscontro in corrispondenza dell'orifizio inguinale interno SX di iniziale impegno di tessuto adiposo attraverso porta erniaria del diametro di 2 mm."

In seguito a questo mi sono sottoposto a un controllo da un chirurgo, il quale in sintesi mi ha detto che posso continuare l'attività sportiva e che ancora è troppo presto per effettuare l'operazione.

A questo punto mi sorgono alcune osservazioni:
1) Dal giorno della visita ho riiniziato attività sportiva regolarmente (2 volte a settimana) dopo circa 2 mesi e mezzo di stop (ho sentito il male al l'inguine l'8/12/2007 nel riscaldamento di una partita di campionato di calcio e la visita l'ho fatta il 24/02/2008).
Il problema è che da quando ho riiniziato il male è molto forte. A metà allenamento devo quasi sempre smettere perchè fatico a camminare e a tirare su la gamba dx. Sicuramente in queste condizioni non riesco a continuare a giocare a calcio e ho paura in continuazione di farmi male seriamente.
2)Il chirurgo mi ha esplicitamente detto che potrò operarmi solo ed esclusivamente quando si noterà un gonfiore nella zona interessata, e che fino a quel momento l'unica cosa che posso fare è far peggiorare l'ernia, fino a quel fatidico giorno. Il problema è che io voglio continuare a giocare a calcio e in ste condizioni la vedo particolarmente grigia.
4) L'ernia mi esce e rientra in continuazione. Prima con un movimento del bacino in avanti riuscivo a farla rientrare per un pò di tempo. Adesso con l'attività fisica faccio fatica anche a farla rientrare e cmq durante l'allenamento devo fermarmi molte volte per fare questo movimento in modo da attenuare il male.

Le domande sono:
1) può essere che sia già peggiorata abbastanza e posso andare a operarmi?
2) è normale che devo soffrire così tanto e dover aspettare il giorno in cui mi viene fuori il gonfiore?
3) in ste condizioni non riesco a dare neanche il 60% a calcio e il male è diventato continuo. C'è il pericolo di farmi male in altre zone della gamba?
4) il male prosegue per minimo due giorni dal momento in cui mi alleno e non riesco a recuperare: c'è qualche rischio?
5) faccio parecchi esercizi tipo addominali: servono o sono inutili?
6) ho sentito parlare di CHIRURGIA LAPAROSCOPICA. Potrebbe risolvere il problema della riformazione di un ernia in seguito all'operazione?

Mi scuso per l'eccessiva lunghezza, ma ho cercato di essere il più possibile dettagliato per evitare ambiguità.

Ringrazio anticipatamente della disponibilità.

Gianluca

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[#1] dopo  
Dr.ssa Maria Morena Morelli
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Gentile utente, riporto testualemte il referto dell'esame ecografico da lei riportato:
"Riscontro a livello del tragitto inguinale DX di minima erniazione di tessuto adiposo attraverso porta erniaria del diametro di 4 mm localizzata in corrispondenza dell'orifizio inguinale interno di DX.
Riscontro in corrispondenza dell'orifizio inguinale interno SX di iniziale impegno di tessuto adiposo attraverso porta erniaria del diametro di 2 mm."
Ritengo vi possa essere una diretta correlazione tra le tumefazioni erniarie descritte ecograficamente e quanto da lei riferito(sintomi descritti)
Si faccia rivisitare dal suo medico di fiducia.
cordiali saluti
Maria morena morelli
[#2] dopo  
Utente 623XXX

Iscritto dal 2008
Domani provvederò subito a farmi visitare dal mio medico di fiducia.

Ma a me più che altro interessava sapere qualcosa di più in relazione alle domande poste (se possibile ovviamente).

Nel senso che comunque la relazione tra l'ernia e i sintomi erano piuttosto scontati...o per lo meno il fatto che si sente l'ernia salire o scendere a seconda del male era per forza dovuto a quello.

Forse i dati forniti sono troppo pochi?

Grazie mille





[#3] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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Gentile Utente,
stiamo parlando di rilievo ecografico di porte erniarie di 4 mm e 2 mm con impegno di tessuto adiposo (...!)
Tale dato contrasta con la sua affermazione "L'ernia mi esce e rientra in continuazione", che farebbe pensare ad un'ernia che già impegna il canale inguinale.
Nella mia esperienza per altro l'ecografia, cui faccio ricorso solo in casi selezionatissimi, tende a sovrastimare la presenza di ernie, poichè la zona presa in considerazione dalla esplorazione ultrasonografica rappresenta una "lacuna muscolare" (anello inguinale profondo) in genere fisiologicamente presente.
Anche se è vero che talvolta sono proprio le ernie in fase iniziale di evoluzione a generare i sintomi più eclatanti, devo anche ricordare che la regione inguinale rappresenta un punto al quale si irradiano sensazioni dolorose o parestetiche relazionabili alle più svariate patologie genitourinarie e muscoloscheletriche (queste ultime frequenti negli sportivi).
Sta di fatto che anche la presenza evidente di un'ernia non consente talvolta di attribuire ad essa con certezza assoluta i sintomi lamentati dal paziente.