Utente 109XXX
Da circa 10 anni porto uno stent aortico al livrllo istmico post trauma (incidente stradale). Da qualche mese avverto dei disturbi, alcuni nuovi, altri già conosciuti ma più frequenti e dolorosi: fra questi ultimi, il forte intorpidimento improvviso del braccio sx, che mi impedisce di compiere qualsiasi azione. Prima si verificava una volta ogni tanto, adesso, invece, si presenta parecchie volte nella settimana, e dura diversi minuti in più. Poi avverto stranissimi capogiri, come se levitassi per aria, e che mi portano ad aggrapparmi a qualche sostegno per paura di cadere. Ancora, molto spesso riporto ematomi di forma circolare od ovaidale, soprattutto sulla parte superiore del braccio, ma amnche sull'avambraccio (ovviamente estranei a episodi traumatici). Spesso, ancora, avverto significativi dolori al petto, i quali, nonostante i miei tentativi di autotranquillizzarmi, mi procurano ansia e agitazione.... I controlli di routine che faccio non rivelano nulla di particolare, se non un c.d. furto di succlavia, che potrebbe essere all'origine dei dolori.
Ciò che vorrei, è conoscere la potenzialità di collegamenti tra tali disturbi e lo stent, succlavia compresa, e se si devono considerare preoccupanti. Grazie.

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[#1] dopo  
Prof. Ugo Bertoldo
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Buona sera,

Non abbiamo sufficienti elementi per giudicare, ma si presume che lo stent , o meglio l'endoprotesi, che le è stato posizionato 10 anni fa, verosimilmente ha "coperto" l'origine dell'arteria succlavia sinistra, per cui ora lei accusa i sintomi di "furto". Che cosa significa? Sicuramente chi l'ha operata le ha già spiegato il problema.
In ogni caso, la circolazione del suo braccio sinistro verosimilmente è sostenuta dall'arteria vertebrale sinistra che compensa la circolazione del braccio, ma sottrae sangue al cervello, che subisce quindi un "furto".
Molti dei sintomi che lei riferisce non sono da riferirsi allo stent, eccezion fatta per le vertigini.
Immagino che lei sia seguito da specialisti chirurghi vascolari, che le potranno spiegarle nel dettaglio il concetto e valutare il da farsi.

Visto che esiste una componente di ansia, si confronti , oltre che con i chirurghi vascolari, anche con il suo medico curante.

Buona serata
[#2] dopo  
Utente 109XXX

Iscritto dal 2006
La ringrazio per la risposta, e, per chiarirle il dubbio sul "furto" di succalvia e sulla sua origine aggiungo (chiedendole anticipatamente scusa, sia per il linguaggio atecnico, sia per eventuale confusione in genere, che mi è stato così detto:
1) durante l'intervento hanno preferito obliterare un'arteria, che, appunto, impedisce il normale passaggio di sangue, tant'è vero che la pressione sanguifgna del braccio sx è inferiore rispetto a quella del dx di 30 mg di mercurio;
2) il furto di succlavia è stato così definito in sede di ecodoppler TSA da un paio di specialisti, ma non ho capito se lo riferissero all'endoprotesi e a quell'obliterazione.
3) comincio ad avere sempre meno fiducia degli specialisti, per motivi che preferisco tacere.
Comunque,grazie per il servizio.
[#3] dopo  
Prof. Ugo Bertoldo
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TORINO (TO)
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Buona sera ,
innanzitutto il suo linguaggio è tutt'altro che scorretto.
E poi mi spiace che lei non abbia fiducia nei suoi curanti; sappia che l'intervento cui è stato sottoposto è di alta difficoltà e le ha salvato la vita dieci anni fa, in quanto la lesione dell'aorta è, come può immaginare, spesso mortale, se non diagnosticata e trattata tempestivamente
Per quanto riguarda l'aspetto tecnico dell'intervento, è stata chiusa l'origine della succlavia sinistra, (o meglio, ritengo che sia stata "coperta" alla sua sede di origine dall'aorta) per motivi anatomici della lesione traumatica, per cui è normale che la pressione degli arti superiori sia differente.
Per quanto riguarda il "furto", questo dipende dall'inversione di flusso dell'arteria vertebrale di sinistra, che compensa la sua arteria succlavia chiusa all'origine.

Considerando che lei mi sembra molto portato a seguire questi ragionamenti molto tecnici ed anche molto documentato, le consiglio vivamente di porre gli stessi quesiti ai suoi specialisti che le chiariranno di persona i suoi dubbi, giustificati, magari anche esemplificando i concetti, mostrandole schemi anatomici.

Cordiali saluti
[#4] dopo  
Utente 109XXX

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Grazie per la tempestiva ed esaustiva risposta.