Utente 174XXX
Buongiorno.
Gentili medici, vi scrivo per indicare un problema riguardante la gestione della terapia anticoagulante con coumadin che mia moglie deve fare.
Mia moglie ha una fibrillazione atriale (eseguito anche intervento di commisutoromia mitralica nel 1996)da 16 anni, la terapia era fino al 2010, dico era questa,perchè nel 2010 viene operata a causa di un carcinoma ovarico (2 interventi in 3 mesi) tutt'ora in terapia chemioterapica mai sospesa e tutt'ora in corso.
dal giugno 2010 viene sospeso il Coumadin e trattata con seledie 0,6 1 al di.
Il suo cardiologo è molto perplesso e dice che è troppo tempo che la terapia in atto non è idonea per la sua situazione cardiaca, ma i Medici (IEO Milano) non possono permettersi di fargli riprendere il coumadin, perchè dopo ogni infusione , verso la 3 settimana circa , le piastrine scendono notevolmente (arrivate anche a 95) e per loro con la terapia con clexane diventa più semplice gestire il trattamento in questi casi.
Ora aggiungo : purtroppo per mia moglie nel 2011 tra una infusione e l'altra gli è stata eseguita una TEA e anche il chirurgo vascolare preme per il ritorno al coumadin e spiego il motivo, siccome la sfortuna la perseguita, dopo 6 mesi la carotide si restringe (recidiva) e quindi siamo in attesa per mettere uno stent, ma non è finita, nel frattempo l'altra carotide si presenta con una placca del 75% e quindi il chirurgo vascolare sta valutando che oltre mettere lo stent nel 1° intervento di metterlo anche nella carotide con la placca, oppure eseguire l'intervento chirurgico.
Quindi concludo dicendo che ora , contrario al seledie si aggiunge anche il vascolare, aggiungendo che con gli sent oltre al coumadin si aggiunge anche degli antiaggreganti.

La mia domanda sembra semplice : Cosa fare?
Cardiolgo, Vascolare,oncologici, Ok tutti hanno ragione e mia Moglie??
ringrazio e mi scuso se mi sono dilungato e magari spiegato male.

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[#1] dopo  
Dr. Pietrino Forfori
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gentile utente
sempre con i limiti di una consultazione a distanza:
a quanto sembra sua moglie, sul versante coagulativo presenta due esigenze :
- profilassi antitrombotica (per FA e neoplasia in atto)
- terapia antiaggregante piastrinica ( per arteriopatia carotidea)
La prima controindicazione alla terapia antiaggregante è la piastrinopenia con rischio emorragico quindi i farmaci che determinassero tale situazione sono da controindicare (nel suo caso sembrerebbe il coumadin).
In un pz con elevato rischio trombotico come sembra sua moglie (FA - neoplasia in atto) , laddove non si possa per un qualche motivo instaurare TAO con Warfarin (coumadin) , l'Eparina Basso peso Molecolare (Seleparina Seledie Clexane ....) rappresenta il trattamento più efficace se tollerato.
a sua disposizione per ogni ed eventuale
[#2] dopo  
174825

dal 2014
La ringrazio Dottore per la sua cortese risposta.
Per quanto riguarda la tollerabilità, si ci siamo, diciamo che la mia preoccupazione è stata creata dai medici a cui mia moglie è affidata visto che ognuno (parlo del Vascolare e della Cardiologa) ha espresso parere negativo per quanto riguarda la gestione della coagulazione cosi fatta, capisco benissimo gli oncologi che con la chemioterapia in atto la piastrionopenia è molto (scusi il termine) ballerina, quindi non di certo si possono permettere di sospenderla e passare al Warfarin.
Fino a quando si farà la Chemio (da oggi altri 6 cicli ogni 21 giorni_) sarà cosi, Incrociamo le dita.

di nuovo ringraziamenti e cordiali saluti.

Ps. l'unico problema per me e che non so più dove fare le iniezioni, le 2 braccia sono piene di ematomi, come le cosce delle gambe e l'addome.
Mi scuso per lo sfogo ma la consideri una battuta ironica.