Utente 271XXX
Buongiorno
avrei bisogno di alcune delucidazioni sull’intervento di scleroembolizzazione
retrograda per varicocele:

- ho letto che in alcuni casi, per peculiarità anatomiche, vi è
l'impossibilità di procedere all'esecuzione della scleroembolizzazione
retrograda, per cui l'operazione non può essere conclusa: si può quantificare
l'incidenza statistica di questo rischio, e in quali casi anatomici si verifica ?

- quali sono i tempi tipici e massimi di esposizione radiologica, e l'intensità delle
radiazioni ?

- esistono studi clinici che permettano di valutare i rischi che tali radiazioni possono comportare e su quali organi ?

-cosa riporta testualmente a riguardo la nota di consenso che il paziente deve firmare prima dell'operazione ?

grazie molte
cordiali saluti

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Dr. Gino Alessandro Scalese
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Gentile utente,
1) La percentuale di insucesso durante la manovra di scleroembolizzazione è variabile da casistica a casistica, comunque è quantificabile intorno al 10%. Essa si verifica qunado l'albero vascolare venoso non consente l'accesso alla vena spermatica per angolature restringimenti ecc. e non è prevedibile pre-operatoriamente
2)Non esistono tempi massimi di esposizione in quanto il tutto è correlato alla durata della procedura che può essere più o meno lunga.
3)In genere non ci sono pericoli per la salute in quanto la esposizione è occasionale e non reiterata nel tempo
4)Nel consenso informato è riportata in maniera dettagliata la tecnica radiologica utilizzata e le possibili complicazioni compresa la posssibilità di insuccesso o recidiva.