Utente 274XXX
Cari colleghi, ho 30anni e sono un odontoiatra che si è fratturato lo scafoide (sfortunatamente la parte più prossimale e meno vascolarizzata) in data 20 luglio di quest'anno. Mi hanno immobilizzato il 21 luglio con una stecca in gesso e operato il 06 agosto con l'inserimento di due fili di kirschner. Malgrado la posizione in cui mi hanno immobilizzato la mano ( sembra tutt'ora un cucchiaio o una mano da elemosina per intenderci) dopo aver rimosso la stecca in data 12 settembre (36 giorni dall'operazione e 51 dal primo gesso) sn riuscito a muovere la mano cn notevoli difficoltà e cn tanto dolore solo parzialmente; questo ovviamente ha reso il normale svolgimento della mia attività lavortiva ancor più dolorosa e precaria di quanto la crisi non stia già facendo.
Dopo diverse rx, e i fili di kirschner ancora in situ, sembra ke la frattura di stia recuperando, ma x problemi tecnici, (il collega ke mi ha operato mi sta rimbalzando ed quello su cui vengo rimbalzato nn si trova!!!) quindi pensavo di rivolgermo ad un altro collega, anke lui mi rimbalza e preferisce ke sia l'operatore a rimuoverli, e anke al più presto, visto ke a suo parere sn proprio i fili a bloccarmi la mano con l'epifisi del radio e a danneggiare la cartilagine e possibilmente i tendini!!
Ecco la mia domanda. In data odierna, 26 ottobre, dopo quasi 80 giorni dall'operazione è normale ke io abbia ancora sti benedetto fili in corpo, e ke nn riesca a dormire ne a lavorare il dolore?? Dopo quanti giorni si sarebbero dovuti rimuovere? E ultima ma importante domanda. Dopo il consulto cn entrambi specialisti della mano, visto il dolore, ho smesso di fare fisioterapia per nn accentuare possibili danni causati da sti fili; ma riprenderó mai le normali funzioni della mano? Nn ho forza, tonicità muscolare ormai ridotta a quella di un novantenne,la mano nn riesce a fare movimenti laterali o di abduzione, e se la pensione è diventato un mero sogno,figuriamoci arrivarci lavorando in queste condizioni!!! Distinti saluti, Claudio

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Caro Claudio,

i fili di K vanno rimossi il prima possibile, compatibilmente con la consolidazione dello scafoide, che, come tu stesso hai sottolineato, è più lenta e difficile nelle fratture polari prossimali).

La rimozione dei fili è indispensabile ai fini di una quanto più precoce possibile kinesiterapia, onde evitare le spiacevoli rigidità del polso.

In questo caso, a maggior ragione, se uno o entambi i fili fuoriescono dalo scafoide e creano un conflitto meccanico con la superficie articolare del radio, non è pensabile muovere il polso.

Va fatta pertanto una attenta valutazione delle condizione dello scafoide.

Buon pomeriggio.
[#2] dopo  
Utente 274XXX

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Innanzitutto grazie mille per la risposta così rapida quanto esaustiva, la moa preoccupazione inoltre deriva dal fatto che i fili non sono nemmeno visibile esternamente, e nella zona di inserzione noto come un gonfiore che , insieme ai fili, immagino comprimano un tendine o un nervo, da cui scaturisca appunto questo dolore ormai insopportabile!! Ma questa mancanza di manipolazione kinesiterapica per un mese puó comportare ulteriori danni ai presunti già provocati dai fili sull'articolazione? Grazie ancora!!
[#3] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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L'irritazione o la compressione di un ramo nervoso da parte di uno dei fili di K sottopelle è un'ipotesi più che possibile, soprattutto se percuotendo sul punto del gonfiore localizzato avverse una fastidiosa sensazione di "scarica elettrica".

In questo caso, motivo in più per sfilarli.

Con i fili in situ, bisogna valutare se è possibile muovere il polso: se uno di essi confligge con l'articolazione o irrita un ramo nervoso, diventa impossibile ma anche dannoso.