Utente 914XXX
Gentile dottore,
vorrei avere dei chiarimenti e delle rassicurazioni in merito ad un intervento di varicocele a cui dovrò sottopormi. Mi hanno comunicato che l'intervento, in day surgery, sarà in anestesia generale.
Ho 42 anni e nella mia vita mi sono sottoposto più volte ad anestesia generale per interventi chirurgici di varia natura (colecistectomia, appendicectomia, tonsille, ecc) ed ogni volta ho reagito malissimo con forte senso di nausea, vomito abbondante, malessere, ecc. Volevo chiedere, essendo questo un intervento più semplice e di minore durata, se l'anestesia, pur essendo generale, sarà meno forte e più sopportabile al risveglio oppure avrò gli stessi effetti di sempre! Certamente un'anestesia generale, per un tipo ansioso come me, probabilmente è meglio rispetto ad un'anestesia spinale in cui, pur essendo addormentata la parte interessata, mi vedrebbe praticamente sveglio e vigile, ma sinceramente sopportare il post anestesia generale così come è sempre stato, mi fa pensare di chiedere all'anestesista (dovrò avere un colloquio con lui tra una decina di giorni) la possibilità di effettuare un'anestesia parziale. Lei cosa ne pensa in merito? Ci sono possibilità che, dato il tipo di intervento per altro in day surgery, l'anestesia generale sia più leggera e senza effetti fastidiosi al risveglio? La ringrazio anticipatamente. Liberato Russo

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Dr. Stelio Alvino
44% attività
16% attualità
20% socialità
MONTEPULCIANO (SI)
Rank MI+ 80
Iscritto dal 2008
Gentile Utente buonasera.
Spesso ci sentiamo rivolgere questo tipo di domande in cui si ritiene erroneamente che un intervento perché eseguito in day surgery o ritenuto chirurgicamente meno "impegnativo" dal paziente, debba necessitare di una anestesia più o meno "leggera".
Niente di più sbagliato. Una anestesia generale è uguale nelle fasi che caratterizzano l'addormentamento dell'operando.
Si basa sulla somministrazione di un cocktail di farmaci endovenosi e poi gassosi: ipnotici, analgesici, amnesici e curarizzanti che devono porre il paziente nelle migliori condizioni sia per il sonno anestesiologico e il collegamento al ventilatore, previa intubazione, sia per l'analgesia intraoperatoria e che vanno tarati nei dosaggi in base a caratteristiche somatiche del paziente.
Se mai ciò che cambia è la durata dell'anestesia in relazione alla maggiore o minore complessità dell'intervento che richiede maggiori o minori tempi chirurgici. E tale durata è regolata dalla somministrazione in continuo dei gas anestetici o di altri farmaci che ne prolungano il tempo.
Faccio un banale esempio:
Immagini di far decollare un Jumbo da Roma per Milano e uno per New York. Per far sollevare il bestione ci vorrà lo stesso quantitativo di carburante. Poi una volta in quota varierà il consumo totale di kerosene solo in base alla lunghezza della tratta (la durata dell'intervento)....
Ora, posto ciò, in relazione allo specifico intervento che deve fare effettivamente può farlo anche in anestesia spinale (subaracnoidea) se le precedenti anestesie generali le hanno dato tutti questi problemi di discomfort nel post operatorio.
Deve parlarne col suo Anestesista al momento della visita il quale valuterà la fattibilità o meno di una spinale in base agli esami che farà e alla eventuale anamnesi.
Il fatto che sia sveglio in questo modo non deve preoccuparla perché potrebbe chiedere anche una blanda sedazione in sala che le permetta di essere più tranquillo e magari fare un sonnellino durante l'intervento che però non può essere paragonato ad una anestesia generale.
Il momento del colloquio con l' Anestesista è fondamentale per concordare il da farsi con un tecnico professionista esperto e arrivare all'intervento con la consapevolezza che possa e debba essere fatta la scelta migliore per ciascun paziente.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 914XXX

Iscritto dal 2008
Gent.mo Dr. ALVINO, la ringrazio per le celere ed esaustiva risposta e le comunico che proprio stamattina sono riuscito a parlare con l'anestesista che, dopo aver valutato la mia cartella clinica e dopo un attento colloquio, ha inteso con me intervenire con anestesia spinale con eventuale somministrazione di blando sedativo, visto che a suo parere, pur non sentendo dolore, potrei provare una certa sensazione di fastidio (perchè dice che potrei sentire tirare durante le manovre chirurgiche...). Quindi ho chiesto all'anestesista, a prescindere da tutto e per una maggiore mia collaborazione, di somministrarmi comunque il sedativo dopo la spinale. Forse se dormo è meglio.
Che ne pensa? Io stamattina ho riferito, come già detto d'altro canto a lei, tutti i sintomi che in genere ho avuto quando ho dovuto subire interventi in anestesia generale... e l'anestesista mi ha proposto in alternativa la spinale con sedazione. Pensa che non avrò problemi? Posso stare tranquillo? E poi volevo chiederle, data la sua esperienza in materia e la mia non conoscenza di cosa sia una spinale (non l'ho mai fatta): fa male? E' dolorosa? Come avviene e cosa sentirò dopo l'iniezione? E la ripresa della sensibilità entro quanto avviene? La ringrazio anticipatamente e le porgo i miei più cordiali saluti. L.R.
[#3] dopo  
Dr. Stelio Alvino
44% attività
16% attualità
20% socialità
MONTEPULCIANO (SI)
Rank MI+ 80
Iscritto dal 2008
Buongiorno, quindi tutto come consigliato e previsto.
Ovviamente avendo fatto la visita con un Collega è lui che ha il quadro chiaro della situazione, più che il sottoscritto a distanza, per cui avendole dato l'idoneità per una spinale immagino che non vi siano controindicazioni.
Non è affatto dolorosa (esperienza personale oltre che professionale). Appena iniettato l'anestetico avvertirà una sensazione di calore ai piedi e successivamente lungo gli arti inferiori. Contestualmente avvertirà anche le classiche "parestesie" tipiche di un arto che si addormenta con una progressiva riduzione della sensibilità e anche della motilità fino a perdere completamente la motilità dell'arto. La durata dell'effetto è variabile circa qualche ora quindi ben oltre i tempi chirurgici ma va benissimo per non avvertire dolore nel post operatorio. Poi l'arto riacquisterà motilità (dapprima) e successivamente sensibilità come all'inizio. E' importante riprendere spontaneamente lo stimolo ad urinare e quando anche questa cosa si sarà "sbloccata" lei sarà definitivamente fuori dagli effetti anestesiologici della spinale.
La tecnica è assolutamente sicura se ben eseguita, rarissime le complicanze (cefalea da spinale oramai praticamente poco osservabile coi moderni presidii a disposizione).
La sedazione intraoperatoria penso sia veramente un optional superfluo se è stata ben fatta una premedicazione al mattino prima di entrare in sala con una banale benzodiazepina.
Cordialità.