Utente 587XXX
Egregi professori, davvero non so più a chi rivolgermi
per risalire al problema che mi affligge da ormai 3 mesi .
Il tutto è cominciato con un forte dolore al piede destro,
nel camminare, che presentava anche una discreta tumefazione .
Nessun trauma che io ricordi . Una lastra non ha evidenziato
nulla, mentre una RMN ha rilevato un quadro artrosico e
soprattutto una piccola lesione osteocondrale . Gli esami
ematici evidenziavano valori alterati della VES, della PCR,
e del Fattore reumatoide . I primi due sono poi rientrati da
lì a due settimane, mentre il FR è rimasto sopra i limiti
65 (valore normale >20).
Mi sono allora rivolta ad un reumatologo, ma le cure eseguite
non hanno portato a miglioramenti (soprattutto le infiltrazioni
con cortisone mi provocavano addirittura peggioramenti) .
Tutti gli esami eseguiti nel campo dei reumatismi sono risultati
negativi (anticorpi ENA, ANA, Anti-citrullina, epatite B e C,
HLA-27) .
Un ortopedico interpellato, mi ha consigliato una RMN lombo-
sacrale (negativa) e un ciclo di terapie laser e ultrasuoni
che hanno portato ad un lieve miglioramento del dolore al
camminamento (le ho terminate 3 giorni fa) .
La cosa che ancora non capisco, è il gonfiore al piede destro
che interviene quando sto in piedi o semplicemente col piede
in basso ; provo anche un formicolio e un fastidio crescente .
Trovo sollievo solo portando il piede in alto e in quel modo
poco alla volta il piede si sgonfia e torna quasi normale .
Ho eseguito un eco-doppler che non ha evidenziato nulla e anzi
mi è stato detto che ho un'ottima circolazione . La spiegazione
che mi è stata data dallo specialista angiologo è che avendo
usato poco la gamba destra in questo periodo, il muscolo si è
come "atrofizzato" (infatti poco tonico lo è) e quindi non
richiedendo sangue, questo scende tutto nel piede e questo crea
il gonfiore di cui soffro . E' plausibile questa spiegazione ?
Non voglio mancare di rispetto a nessuno, ma a me non convince
molto perchè mio cognata è stata ingessata per 2 mesi ad una
gamba 7 anni fa e quando ha tolto il gesso non ha avuto la
stessa reazione .
Potrebbe invece essere la lesione ossea che ho a causare l'infiam-
mazione all'arrivo massivo (con piede in basso) del sangue ?
Vi ringrazio molto per il tempo che vorrete dedicarmi nel
rispondermi . Cordiali saluti .

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[#1] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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Avendo preso visione anche dei quesiti precedentemente posti e con i limiti di una valutazione a distanza, prenderei in considerazione una rivalutazione della sintomatologia pelvica lamentata, ripetendo una ecografia più accurata, integrandola eventualmente con una TC dell'addome.
[#2] dopo  
Utente 587XXX

Iscritto dal 2008
La ringrazio molto per la sua risposta egregio Dottore, ma devo dire che mi ha un pò allarmata . Può per cortesia accennarmi quale è il suo sospetto ?
Anche se per la verità da circa una settimana il fastidio pelvico si è molto ridotto, quale tipo di altra ecografia devo eseguire ?
Grazie .
[#3] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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Lei stessa riferiva di una valutazione ecografica incompleta a causa della scarsa distensione della vescica.
Affezioni a carico degli organi pelvici possono comportare ripercussioni sul drenaggio linfatico degli arti inferiori.
[#4] dopo  
Utente 587XXX

Iscritto dal 2008
Grazie gentile Dottore per la sua delucidazione . Volevo ancora chiederle se un problema linfatico può affligere un singolo arto (oltre che limitatamente a un solo piede come nel mio caso) o se è più comune un interessamento bi-laterale . Ritiene possa essere utile una linfografia ?
Nel ringraziarla le invio i miei migliori saluti .
[#5] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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L'interessamento di un solo arto o di una sezione di esso è possibile.
La linfografia potrebbe fare parte eventualmente e se indicata di una fase di studio successiva.