Utente 180XXX
Buongiorno,
Ieri ho avuto un episodio di tachicardia (credo), con sensazione netta del battito molto accelerato al petto (non riuscivo nemmeno a contare i singoli battiti da tanto erano veloci), poco dopo pranzo, mentre stato giocando con mio nipotino di 2 anni: dopo averlo preso in braccio, ho avvertito questa sensazione, che è durata per circa 4/5 minuti anche dopo essermi seduto. E' cessata di colpo (senza una graduale diminuzione dei battiti), con la ripresa del battito regolare, anche se dopo ho avuto malessere, come agitazione e sudorazione fredda, penso dovuto allo spavento.
Mi sono coricato a letto, ma ho continuato ad avvertire singoli battiti più forti (penso extrasistoli, perché già in passato le ho avute di tanto in tanto, anche se non sono mai riuscito a "beccarle" con gli ECG e holter fatti).

Mio padre ha deciso di accompagnarmi al pronto soccorso, ma ormai di questa tachicardia non c'era traccia, mi hanno subito misurato la pressione e l'ossigeno nel sangue (ok), poi dopo circa 3h dall'entrata in PS mi fatto un ecg di 30'' e delle analisi del sangue ed non hanno rilevato niente di significativo, consigliandomi un (altro) holter e di andare dal medico di base.

Il medico di base dal quale sono andato questa mattina, ha detto che l'unica cosa per capire cos'è è riuscire a fare un ecg o holter, mentre si verifica, perché con queste poche informazioni potrebbe essere una semplice tachicardia, come un fibrillazione. Il problema è che dovrebbe durarmi almeno mezz'ora per arrivare nel posto più vicino dove potrebbero farmelo (sempre che non sia domenica come ieri).

Il fatto è che questa incertezza mi fa stare poco tranquillo, così vorrei chiedere un vostro parere, e se eventualmente sia il caso di procurarmi uno di quegli ecg portatili per poter "catturare" e registrare questi eventi quando capitano. Tra l'altro avendo fatto per diversi anni il soccorritore volontario ho seguito corsi ed aggiornamenti su manovre di primo soccorso, sull'uso degli ecg (tradizionali) e defibrillatori automatici quindi credo di essere in grado di utilizzare questi ecg palmari.

Vi ringrazio in anticipo per l'aiuto.

Cordiali saluti

[#1] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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Guardi non è semplice con le indagini strumentali di routine riuscire a documentare un problema aritmico di tipo parossistico e di breve durata, seppur ripetitivo e in ogni caso, ammesso che si riesca a farlo, è possibile stabilire se di aritmia si tratta e di che tipo (se sopraventricolare o ventricolare), ma nessuna informazione aggiuntiva o conclusiva è possibile trarre per ciò che riguarda meccanismo di innesco e sostenimento nè sul sito di origine dell'aritmia in questione (informazioni importanti ai fini di una terapia medica o interventistica). Occorre in questi casi, a mio giudizio, eseguire un test provocativo (è il cosiddetto studio elettrofisiologico intracavitario) che oltre ad avere un elevatissimo potere diagnostico e preliminare ad una eventuale ablazione transcatetere con RF (fattibile nella medesima seduta e in grado di eliminare completamente il problema). Oggi quest'ultima è una tecnica di prima scelta, che viene eseguita al posto della terapia medica.
Cordialità
[#2] dopo  
Utente 180XXX

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La ringrazio dottore,
Saprebbe indicarmi come trovare dei centri specializzati in questo studio nel nord est?

Glielo chiedo perché sino ad ora i medici che ho consultato non si sono spinti oltre a ECG e Holter 24h, perché non essendo in quelle occasioni risultate anomalie significative, hanno ritenuto di procedere così.
Purtroppo, però i disturbi persistono e l'episodio di ieri ne è la conferma, tanto più che nessun medico sembra voglia nel fare ulteriori indagini o una diagnosi esporsi: è tutto un "potrebbe essere", "ma anche no", ecc.
[#3] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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Nel Nord est del nostro paese ci sono tanti centri di eccellenza per l'aritmologia....personalmente ho lavorato in passato a Brescia e a Trento, ma mi risulta che anche a Vicenza ci sia un centro aritmologico...può chiedere informazioni .....