Utente 275XXX
Buongiorno,
da prove allergiche cutanee risulto da diversi anni allergica alla forfora del cavallo. (fondamentelamente rinite e asma) Da qualche mese su consiglio medico ho provato a riavvicinarmi piano piano all'animale, prendendo antistaminico AERIUS la sera prima di cavalcaare e non ho piu' avuto problemi, riesco a stare 3 ore a contatto con il cavallo, uso pero' una mascherina protettiva quando sono nelle stalle cosi' evito anche di tossire.
Non ho mai sofferto di bronchiti asmatiche, ora nell'arco di due mesi l'ho presa due volte, curata con abtibiotici e betelan, c'è qualche relazione secondo voi con l'allergia (che tengo sotto controllo) al cavallo? E' da questa estate che ho ripreso a cavalcare e non ho mai avuto problemi, con i primi freddi è arrivata la bronchite asmatica con febbre abbastanza alta! C'è una relazione?
Grazie infinite,
Stefania

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[#1] dopo  
156628

Cancellato nel 2015
Gentile utente,
stento a credere che un medico possa averLe consigliato di esporsi all'allergene in codesta maniera. Per lo stesso motivo si capisce invece benissimo perché stia sviluppando nuovamente problemi respiratori.
Lei crede di tenere "sotto controllo" un problema che non sembra esserlo affatto.
Io Le consiglio vivamente di evitare l'esposizione al cavallo e di rivedere nuovamente la situazione bronchiale (che potrebbe riconoscere anche altre cause) - ma non con il medico di prima.
Saluti,
[#2] dopo  
Utente 275XXX

Iscritto dal 2012
Buongiorno Dr. Marchi,
forse mi sono espressa male io. Di mia iniziativa ho voluto ritentare di riavvicinarmi al cavallo visto la grande passione, cosi' ho chiesto un parere al mio medico di famiglia.
Mi ha detto di provare prendendo per precauzione un antistaminico la sera prima, di portare con me sempre ventolin e di vedere che reazione avevo.
La domanda era: una volta che mi allontano dal cavallo non ho piu' problemi o anche una volta allontanata dalla fonte di allergia ho problemi secondari?

Grazie ancora,
Stefania
[#3] dopo  
156628

Cancellato nel 2015
Cambia poco: il Suo medico curante, di fronte alla storia clinica di un'allergia nota, avrebbe comunque dovuto semplicemente sconsigliarLe tale "prova" e non certo prescriverLe i farmaci per farla.
Le manifestazioni dell'allergia compaiono con l'esposizione, possono presentarsi nonostante una premedicazione e l'uso di barriere fisiche (come ha già sperimentato) imprevedibili nell'entità, e in teoria possono protrarsi anche per molte ore dopo l'allontanamento dalla fonte allergenica. Pertanto un'esposizione frequente equivale ad uno stimolo cronico in grado di determinare uno stato infiammatorio persistente di tutte le vie respiratorie, rendendole più "vulnerabili" da ogni punto di vista.
Saluti,