Utente 275XXX
salve sono una ragazza di 25 anni e soffro di esofagite da reflusso da 5 anni.Detto questo vi scrivo per spiegare il mio problema: oltre ad avere gia sofferto in passato gravi disturbi con le pastiglie di inibitori della pompa protoniaca ero riuscita a trovare un equilibrio...l'anno scorso è iniziato il tutto e cioè avevo rigurgiti gastrici anche solo bevendo un bicchiere di acqua, avevo dolori ovunque nel senso petto schiena pancia spalle e parlo di dolori forti, avevo la pancia gonfia sempre era come la sensazione di essere incinta nel senso che mangiavo un pocchino e bevevo qualche cosa che subito mi gonfiavo ma talmente tanto che mi risultava difficoltoso camminare e mi dovevo per forsa sedere per almeno tre ore con la schiena leggermente inclinata indietro perchè se stavo dritta o mi piegavo leggaremnte in avavnti soffrivo come una cane, oltre a tutto questo avevo pure una tosse continua infinita in ogni momento della giornata non c'era secondo che non tossivo sono andata da vari dottori pneumologi ottorini ecc ecc ma la tosse non passava con nessuna terapia ( ereosol,sciroppo ,pastiglie) essendo causata da reflusso, ho tossito ininterrotamente da settembre 2011 a giugno 2012 mentre da giugno ad agosto la tosse c era sempre asfissiante ma almeno riuscivo a parlare, mentre da agosto ad oggo ho cmq tpsse ma almeno riesco a uscire a fare qualche cosa senza il bisogno di tossire, devo aggiungere che tutto questo periodo la mia vita si è bloccata ho dovuto lasciar perdere l'università visto che non riuscivo neanche a leggere senza tossire 40 volte al secondo e non solo quella tutta la mia vita sociale e le mie relazioni si sono bloccate manco fossi tubercolosa. Ho fatto da poco tutte le visite : dunque dalla manometria risulta che l'esofago funziona bene, dalla gastroscopia risulta che non ho ernia iatale ma ho il cardias persistentemente beante e l'otorino mi ha detto che ancora un po di tosse mi rimarrà visto che lui dopo tutto questo tempo ha visto la gola lesionata dagli acidi.La mia terapia di oggi è pantecta 40 la mattina maalox plus dopo pranzo e dopo cena.mentre nell'inverno scorso per mangiare dovevo prendere una dose doppia quindi pantencta 40 prima di pranzo e di nuovo pantecta 40 prima di cena e facevo solo questi due pasti quando mi riuscivano...ho perso almeno 7 chili e a oggi nonostante faccia la cura da molto tempo trovo ancora difficoltà ad ingoiare qualche cibo solo ii solidi però....questo disturbo mi era venuto per brevi periodi anche in passato ma ora sinceramente non mi passa più.
Mi è stato consigliato l'intervento di plastica al cardias e l'ospedale di Padova...ora chiedo a voi dottori qualche chiarimento sull'intervento se possibile sull'ospedale di Padova e anche sulla durata post-intervento nel sonso quanto dura più o meno questa plastica? parlo di anni dopo l'intervento, o qualche possibilità di magiare tranquillamente e di tornare a vivere o sono condannata? l'intervento mi aiuta o peggiora? chi lo esegue?reparto?

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Dr. Felice Cosentino
60% attività
20% attualità
20% socialità
MILANO (MI)
Rank MI+ 100
Iscritto dal 2008
Prenota una visita specialistica
Gentile utente,
dalla sintomatologia riferita credo proprio che l'intervento sia necessario. È importante però che venga eseguito uno studio funzionale completo dell'esofago mediante pHmanoimpedenzometria e che venga escluso un problema di svuotamento gastrico. Bisogna inoltre capire il motivo della disfagia. Si affidi pure al centro di Padova. Saranno poi i colleghi a spiegarle nei termini adeguati, ed in base la sua patologia ed al suostato generale, gli effetti ed i rischi dell'intervento. Quello che conta è la corretta indicazione alla chirurgia.

In generale si può dire che in mani esperte il successo dell’intervento è dell’85- 90% a distanza di un anno, mentre a 5 anni il tasso di successo dell’intervento si attesta intorno al 75-80%. La maggiore causa di insuccesso dell’intervento è legata alla recidiva di ernia iatale. A distanza, inoltre, circa il 20% dei pazienti ritorna ad assumere farmaci antisecretivi.

Cordialmente