Utente 258XXX
Buonasera,
dopo aver letto un post in angiologia vorrei poter ricevere informazioni generali relative alle calze antritrombo: io sono stata sottoposta a quattro interventi in tempi successivi dal 2011 al 2012 (mastectomia sx, linfonodo sentinella dx, mastectomia dx, ricostruzione seno con protesi + isterectomia), SEMPRE mi hanno fatto indossare le calze antitrombo; prima di iniziare l'intervento il chirurgo faceva controllare se le indossavo (dopo che anche l'infermiera aveva controllato prima di farmi uscire dalla camera di degenza). E' sempre necessario indossarle, per tutti gli interventi chirurgici? A me sembrava un'ossessione. Ho inoltro trovato nella richiesta postata dall'utente in angiologia che le calze le aveva dovuto acquistare in proprio, durante le mie degenze le calze antitrombo facevano parte del kit vestizione per la sala operatoria che le infermiere preparavano sul letto, se dovessi andare in un ospedale dove queste sono aggiuntive chi le deve controllare preventivamente per essere sicura che siano quelle adatte all'eventuale operazione chirurgica da fare?
Ringrazio anticipatamente per l'eventuale risposta.

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[#1] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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Il consulto cui si fa riferimento è http://www.medicitalia.it/consulti/Chirurgia-vascolare-e-angiologia/316724/Calze-elastiche-mediche-e-calze-antitrombo-quale-la-differenza

L'uso di specifica elastocompressione rappresenta una delle metodiche di prevenzione della malattia tromboembolica nei pazienti chirurgici, con un grado di raccomandazione B-C, basato cioè su una evidenza clinica di efficacia inferiore a quella della somministrazione di Eparine a Basso Peso Molecolare (raccomandazione di grado A).
Di fatto l'uso di calze "antitrombo" è meno frequente rispetto alla profilassi farmacologica, che viene ormai routinariamente e obbligatoriamente osservata quando indicata.

Cionondimeno esso potrebbe rappresentare di una raccomandabile pratica aggiuntiva soprattutto in condizioni di rischio elevato e sempre in associazione alla soministrazione di Eparina.

Le condizioni di rischio sono individuate sulla base della tipologia dell'intervento, della sua durata e delle specifiche condizioni cliniche del paziente (fattori specifici di rischio).

La disponibilità di questo presidio dovrebbe avvenire a cura della struttura ospedaliera, anche se non è escluso che l'attuale condizione di dissesto amministrativo potrebbe in taluni casi ostacolare un adeguato approvvigionamento e comportare la deprecabile necessità che il paziente provveda in proprio all'acquisto, che dovrebbe in ogni caso avvenire sotto adeguata prescrizione specialistica.
[#2] dopo  
Utente 258XXX

Iscritto dal 2012
La ringrazio per la sua celere ed esauriente risposta. Spero che l'attuale condizione di dissesto non si protagga ed aggravi al punto da costringere i pazienti a fornire al SSN i presidi per la cura! Buona serata, grazie per la disponibilità.