Utente 248XXX
Sono maschio, 44 anni, peso 75 Kg per 1,74 m.
Sono un libero professionista da appena 2 anni.
Mi é stata diagnosticata lo scorso aprile una leggera ipertensione e la dottoressa mi ha prospettato che prima o poi dovró iniziare a prendere la pillola contro la pressione.
Da allora o cominciato a monitorare la mia pressione, regolarmente ogni giorno. Questa ha raggiunto punte massime di 100/150 solo sporadicamente e in periodi devo riconoscere di particolare stress.
Non mangio salato e provo a fare regolare attivitá sportiva (circa 30 Km a settimana di jogging).
Mi sono accorto che nei periodi di vacanza, o quando sono particolarmente rilassato la pressione scende a valori normali (75/120).
Mi sono accorto anche di aver perduto l'abitudine a respirare correttamente specialmente quando sto a lungo davanti al PC, ho provato a ricominciare a respirare correttamente (respiri lunghi e profondi) anche durante le ore di ufficio e mi sono accorto di un leggero miglioramento anche durante i periodi di maggiore stress.

Le domande sono le seguenti:

Dovró in futuro necessariamente prendere la pillola?
Quali controindicazioni ha?
Ci sono delle strade alternative?
Ció che sto provando a fare con la respirazione ha un senso o mi sto solo illudendo?

Grazie anticipatamente per l'assistenza

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[#1] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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LA cosa importanrte sarebbe verificare tramite una registrazione ambulatoriale della pressione arteriosa (ABPM) i valori reali nella sua giornata e durante la notte.
Esegua anche un ecocolordoppler cardiaco per valutare gli spessori del ventricolo sinistro.
Se lei avesse familiarita' per ipertgensione e' possibile che in un futuro piu' o meno vicino dovra' inizare terapia. L'attivita' fisica , il controllo del peso e del sdale nella dieta ovviamente ritarderebberio in quel caso l'inizio di una eventuale terapia.
Detto questo non vedo alcuna preoccupazione ad inizare una terapia anti-ipertensiva, con i moderni farmaci a disposizione
Cordialita'
cecchini
[#2] dopo  
Utente 248XXX

Iscritto dal 2007
Terro in conto l'esame che mi consiglia e cerchero' di farlo quanto prima. La mia domanda era un po' piú mirata.

È vero che questi farmaci provocano degli sgradevoli effetti collaterali?

Dovró prenderli per il resto della mia vita?

Cambiando le mie abitudini, e quindi affrontando lavori meno stressanti ci sta la possibilitá di ridurre l'ipertensione?

Vivo in un paese del centro europa e sono originario del sud. Debbo mettere in conto di ritornare nel mio paese natale per riavere valori della pressione accettabili?

Infine volevo informarla che si mia madre e morta per problemi cardiaci, e mio padre é stato operato per la sostituzione della valvola mitralica.

Ci sono buone possibilitá di andare incontro agli stessi problemi?

Come posso evitarli?

Serve a qualcosa cominciare la terapia quando l'ipertensione e ancora a livello lieve?

Scusi se la tedio cosi' tanto ma come avrá capito é bene per me stesso togliermi tutti i dubbi in una volta.

Grazie ancora
[#3] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Lei fa molte domande alle quali e' possibile rispondere solo se ha eseguito gli esami consigliati.
Se lei fosse un ioperteso certamnente andrebbe curato in maniera cronica, e gli effetti collaterali sono pressoche' zero con i moderni farmaci. La valvulopatia di suo padre non ha alcuna pertuinenza con l'ipertensione, mentre la familiarita' materna per cardiopatia deve essere unoi stimolo per lei per ridurre il peso corporeo e gli altri fattori di rischio. Se lei poi risultasse iperteso sarebbe iperteso anche se ritornasse al al "suo paese natale", non vedo il nesso.
Esegua gli esami prescritti e poi ne riparliamo.
Arrivederci
cecchini