Utente 271XXX
Salve

Da molto tempo soffro di deficit erettile e prostatite.
Secondo il mio uroandrologo, visto che all' ecografia transrettale convex è stata evidenziata una ipervascolarizzazione alla ghiandola e perighiandolare (da lui definita piuttosto seria e indice di grave infiammazione della prostata) , potrebbe rappresentare la prostatite una causa del mio DE associata a componente psicogena che determina malfunzionamento dei corpi cavernosi.

Vorrei sapere in base ai sintomi (visto che i de non sono tutti uguali), se il mio potrebbe dipendere da un inadeguato funzionamento del sistema venocclusivo, oppure da un ridotto afflusso di sangue arterioso (sia funzionale che organico).
Avevo eseguito due volte l' ecocolordoppler ma il vecchio andrologo era un cafoide così tale che anche questo medico mi ha detto che è mal eseguito e di buttarlo nel secchio, ma non ha intenzione di effettuare indagini ulteriori.

DESCRIZIONE (PREGO DI LEGGERE ATTENTAMENTE):
1] Riesco a innescare l' erezione solo con stimolazione manuale, e questa è caratterizzata sempre da scarsa rigidità (tipo banana troppo matura).
Tuttavia mi sembra di stabilire che i soli stimoli erotici erano sufficienti per innescare l' erezione solo quando ero ragazzino e adesso anche se il pene fosse fisiologicamente funzionante non sarebbero comunque adeguati (anche la mancanza di liquido preeiaculatorio e di aumento del battito cardiaco ne è la dimostrazione).
2] Mantengo questa semierezione anche per più di un' ora se ritardo l' eiaculazione (ovvio con una tenace stimolazione manuale), tuttavia in genere l' eiaculazione subentra dopo circa un quarto d'ora.
3] Detumescenza del pene fino a ritorno allo stadio semiflaccido nel giro di 30 secondi / 1 minuto se cesso stimolazione manuale (tipo ruota bucata).
4] Senso di stanchezza, rigidità muscolare, tensione al volto e notevole sonnolenza durante l' atto sessuale sia con una donna che nell' autoerotismo (anche quest'ultimo atto carica i muscoli di tensione).
5] Occasionalmente percepisco erezioni mattutine di massima rigidità, ma solo nel sonnoveglia: appena alzato e sveglio completamente il pene ritorna immediatamente in stadio di quasi riposo, cosa che non faceva prima.
Tuttavia in genere le erezioni mattutine (a quanto percepisco) sono scarse anche se frequenti e si verificano verso le ore 4:00.
6] Deficit erettile complessivamente in lento, continuo e progressivo peggioramento anche se associato ad episodi di temporaneo miglioramento (una vera condanna).

Gli esami ormonali e del sangue generici sono regolari.

Con questa domanda vorrei solo sapere se alla luce di questi sintomi vi è un deficit arterioso oppure una incontinenza venosa, sia se fosse su base psicogena (funzionale) che organica.
Si tratta di fuga venosa? Si tratta di una inadeguata dilatazione delle arterie del pene?
Quali sono i sintomi dell' incontinenza venocclusiva? E quelli di una insufficienza arteriosa? Possono coesistere entrambi in caso di un disturbo anche funzionale?

Riferisco che secondo il mio specialista ho avuto delle prostatiti silenti, cioè scarsamente sintomatiche, ma devastanti che hanno calcificato diverse sedi della ghiandola in maniera incredibile, tanto che utilizzerà le immagini ecografiche, oscurando il mio nome ovviamente, ai fini di insegnamento e ne parlerà assieme a dei colleghi andrologi poiche in tantissimi anni di esperienza è il primo caso di una prostata con queste calcificazioni e questo fortissimo edema.

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[#1] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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Caro Utente,un disagio sessuale così datato e riferito con una così dettagliata descrizione,purtroppo,non può essere interpretato da noi che non abbiamo avuto il privilegio di visitarLa.Credo che sia arbitrario estrapolare delle conclusioni diagnostiche non legate alla perizia dello specialista di riferimento,quanto alle interpretazioni soggettive del Paziente.Ritengo che,aldilà delle concrezioni intraprostatiche,una introspezione psicosessuologica possa giovare...Cordialità.
[#2] dopo  


dal 2013
Grazie

Certo, e appunto secondo lo specialista la prostatite può determinare un malfunzionamento del sistema erettile associato a componente psicogena.
Le ho chiesto la causa dell' associazione e lui mi ha detto che non è chiaro il meccanismo per cui alcuni soggetti affetti da prostatite lamentano deficit erettile,
ma è stato provato, documentato e questo si osserva maggiormente quando vi è una congestione prostatica come quella del mio caso.
Secondo lui decongestionando la ghiandola si potrebbero ottenere dei miglioramenti, ma con l' uso del permixon (due cps da 320 mg/die) già da un mese non sta assolutamente migliorando il problema erettile, ma solo la sintomatologia urinaria (sgocciolamento post minzionale, getto ridotto) stanno migliorando sensibilmente.

Lui ha classificato questa prostatite infiammatoria di origine batterica (eschericia coli che non va via con niente e ritorna), e possibili postumi di una pregressa infezione da chlamydia risolta (ebbi anni fa una debole uretrite da clamydia, ma niente di certo visto che è stata solo eseguita una pcr che secondo i medici da falsi positivi).

Chiedo a Lei se realmente la prostatite può determinare una sintomatologia da fuga venosa (il rapido sgonfiamento del pene è indice che il sangue non resta intrappolato nei corpi cavernosi vero?).

Le auguro Buon Lavoro
Cordiali Saluti

[#3] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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...determinarla no ma associata ad una fuga venosa,rarissima in un uomo di 33 anni,precedentemente
in buona salute sessuale,è possibile.Comunque,segua le indicazioni dell0 specialista di riferimento che mi sembra correttamente orientato.Cordialità.
[#4] dopo  


dal 2013
Ancora grazie dottor Izzo

Diciamo che da ragazzino avevo spesso erezioni alla massimissima rigidità e quando era eretto stava a quel modo per minuti una volta cessato qualunque stimolo.
Non riesco a stabilire da quanti anni ho questo calo di erezioni perche spesso (scusate, ma è ovvio che debba descrivere) mi masturbo quando sono coricato e a differenza di una masturbazione manuale o di avere una donna (pochi rapporti avuti), capita di identificare il deficit erettile solo troppo tardi.

Credo che sia da circa 5 anni che ho un calo di erezione che si è fatto molto grave negli ultimi due anni da quando ho iniziato una sequenza di problematiche infiammatorie alle vie urinarie ancora "misteriose".
La mia salute purtroppo è stata perturbata da piccoli ma numerosi problemetti che fanno la sua parte.

Da quando soffro di questo problema erettile, ho avuto solo due episodi in un anno di una erezione ottimale che è persistita per qualche minuto dopo la cessata stimolazione.
Il problema è che se non raggiunge la massima erezione sgonfia subito mentre se (rarità) la raggiunge, allora si "impala" a quel modo e non si ferma a niente.
Questi episodi erano associati ad un inusuale senso di rilassamento muscolare.

A proposito: ho una vitamina D resistenza (non converto bene il 25OHD nel terminale attivo della vitamina D3) ed ho il calcio ionizzato a valori oscillanti di 3.9 - 4.1 mg/dl [valori normali 4.5 - 5.3], nonostante le terapie con calcio carbonato, ed anche il fosforo tendenzialmente verso il basso (2.5).
Tuttavia ho lo scheletro con caratteristiche tendenzialmente rachitiche e la rigidità muscolare con spasmi da tetania latente li avevo già da ragazzino (quando il pene funzionava), forse in maniera più accentuata di adesso.

Con questo: una ipocalcemia può determinare disfunzione erettile?

Purtroppo chiedo a Voi di questo sito sperando di non essere troppo "pesante", perche questo andrologo non vuole ripetere il colordoppler perche secondo lui le fughe venose non vengono identificate bene con questo esame ed occorre una cavernosografia (cosa che mi fa paura solo il nome!!!!!!).

CORDIALMENTE
[#5] dopo  


dal 2013
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