Utente 280XXX
salve,volevo porre un mio problema....lavoro in una grossa azienda e svolgo la mansione di magazziniere per la preparazione di ordini,maneggio 5-6 giorni a settimana per 8 ore al giorno scatole che arrivano a pesare anche 30 kg...arrivo al punto,sono a letto con un fortissimo mal di schiena e mal di gambe da più di un mese,ho svolto prima l'elettromiografia che dice in parole brevi: sofferenza neurogena al vasto mediano bileterale prevalentamente a destra!!ho svolto anche la risonanza magnetica che recita:
radicolopatia l2 l3 bilaterale prevalente a destra,lieve scoliosi sn convessa,conservata la fisiologia lordosi.
non si evidenziano alterazioni di segnale della spongiosi ossea dei metameri in iniziali note di spondiloartrosi,alterazioni di morfologia e segnale dei dischi intersomatici che risultano disuniformi,ridotti in altezza soprattutto a livello di l3-l4 ed l4-l5.canale vertebrale ai limiti inferiori di norma per ampiezza.
l2-l3 disco bulging
l3-l4 disco protruso a sede mediana e paramediana foraminale destra con segni di conflitto disco radicolare ed impronta su sacco durale
l4-l5 disco protruso ad ampio raggio a sede mediana
l5-s1 disco bulging
Angioma del corpo vertebrale di l4
nei limiti il segnale del cono cauda

ho svolto proprio ieri la visita neurochirurgica privatamente ed il dottore dopo la visione del cd della risonanza e dopo avermi visitato conferma sul suo referto la presenza di ernie l3/4 ed l4/5 e mi consiglia ciclo fkt ed infiltrazioni peridurali e se il risultato sia poco efficace si ricorre ad un intervento chirurgico in discectomia!!questo è la mia situazione al momento!!
adesso i miei pensieri o problemi sono:ho 32 anni è da questo momento in poi sono obbligato a fare una vita più tranquilla e stare molto attento ai movimenti,a lavoro come la mettiamo?posso avere un risarcimento del danno biologico e con quale percentuale?posso chiedere la malattia professionale anche se ci lavoro da 2 anni in questa azienda e a che percentuale arrivo?è meglio farsi operare se la terapia non funzionasse o è meglio di no ai fini di una valutazione di un medico legale specialista!!!sicuramente io non potrò fare il lavoro come lo facevo prima ma dovrò avere delle limitazioni perchè le ernie sono dovute sicuramente al lavoro che svolgo!!grazie
[#1] dopo  
Dr.ssa Susanna Borriero
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Gentile Utente,
sicuramente la sua condizione non è compatibile con un lavoro che prevede la movimentazione di carichi in via continuativa come lei ha descritto, fermo restando che la legge prevede che nel caso il rischio sia accertato e presente il datore di lavoro deve mettere in essere strategie tali da ridurlo (organizzazione del lavoro, attrezzature per la movimentazione dei colli ecc ecc).
Ciò detto lei dovrà, sicuramente richiedere al rientro una visita di idoneità al medico competente che dovra' valutare eventuali limitazioni per evitare un peggioramento del suo stato di salute. Per quanto riguarda il sospetto di malattia professionale, nel caso siano presenti i nessi di causa qualsiasi medico incluso il medico competente dell'azienda è tenuto a compilare il referto da consegnare all'inail. Se questo non è accaduto e lei ritiene che la sua patologia sia stata causata dal lavoro può rivolgersi al patronato dove potranno assisterla per tutti gli adempimenti del caso.
Infine sull'opportunità di ricorrere alla chirurgia ritengo che la scelta debba essere consigliata dal neurochirurgo e non dall'eventuale valutazione medico-legale di un eventuale danno.
Augurandole di rimettersi presto resto a sua disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 280XXX

Iscritto dal 2012
la ringrazio tanto per la sua tempestiva risposta,diciamo che per il lavoro che facciamo non ci sono molte possibilità di ridurre il rischio e lo sforzo in quanto noi lavoriamo in delle corsie dove con un muletto speciale saliamo e scendiamo per prelevare delle scatole quindi le scatole vanno movimentate manualmente mentre per i carichi a terra è diverso,usiamo già attrezzature,l'unica cosa secondo me da fare è quella di ridurre il peso delle scatole a scaffale,questo effettivamente è la cosa che nessuno prende in considerazione visto che i nostri mezzi sono omologati per una sola persona quindi non c'è nessuna possibilità di farsi aiutare e ci hanno suggerito in caso di scatole pesanti di dimezzarle noi a scaffale,ma se io devo prendere 10 scatole,come moltissime volte succede,posso prendermi tutto il tempo che voglio per farle diventare 20 scatole senza che nessuno mi dica niente?un'altra domanda,io adesso devo solo consegnare la mia documentazione che attesti la mia patologia o richiedere anche la visita? o mettere solo a conoscenza l'azienda e poi lasciare loro che decidono cosa fare?se io volessi fare una visita medico-legale di parte è da consegnare anche quella o posso decidere di non consegnarla?la ringrazio ancora DR BORRIERO
[#3] dopo  
Dr.ssa Susanna Borriero
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Gentile Utente,
sicuramente la riduzione del peso dei singoli colli è una delle soluzioni praticabili con poca spesa tuttavia esistono anche altri accorgimenti tecnici che in questo momento non ritengo utile annoverare e che dovrebbero essere oggetto di studio da parte dell'azienda con la collaborazione del responsabile del servizio di prevenzione e del medico competente. Se poi hanno suggerito di dimezzare il peso durante il prelevamento e questo suggerimento è giunto a voi addetti dalla dirigenza aziendale (che ben conosce le norme per la sicurezza) direi che lei deve seguirlo, altrimenti potrebbero anche contestarle di non attenersi alle direttive.
Veniamo a quello che lei dovrà fare:
1) richiedere una visita straordinaria per la verifica/revisione dell'idoneità al medico competente ai sensi dell'art.41 del D.lgs 81/08. All'atto della visita esibirà tutta la documentazione medica relativa alla sua situazione. E' possibile che le venga richiesto di motivare la richiesta. In tal caso formulerà la domanda di visita inserendo la motivazione "mutate condizioni di salute" ed allegherà in busta chiusa sigillata la documentazione medica o un certificato specialistico (riservandosi di consegnare il resto durante la visita) che attestino la patologia. Le ricordo che l'azienda non può e non deve essere informata sulle sue condizioni di salute, questo è prerogativa del medico che a sua volta è tenuto al segreto professionale.
La visita medico legale non ha alcun valore al di fuori di un contenzioso in tribunale e non le da alcun vantaggio forse semmai in questa fase sarebbe solo controproducente. Deve invece sottoporsi alla visita di idoneità, discutere con il medico competente la situazione che certamente saprà come gestire il suo caso. Nell'ipotesi in cui lei non concordi con il giudizio di idoneità emesso dal medico competente potrà tranquillamente richiedere una visita medica di idoneità alla commissione asl appositamente prevista dalla legge. Le consiglio tuttavia, prima di ogni azione discutere serenamente il suo caso con il medico del lavoro.
Cordiali saluti
[#4] dopo  
Utente 280XXX

Iscritto dal 2012
salve dottoressa rieccomi qua!!ho avuto un colloquio con il medico aziendale il quale controllando la mia documentazione clinica non mi ha rilasciato nessun certificato che attesti delle limitazioni i oltre cose ma si è basato solo a dirmi che da questo momento in poi dovrò cercare di stare più attento in modo che la mia schiena non peggiori!!arrivati a questo punto se io al rientro a lavoro noto che nulla è cambiato e dovessi farmi male alla schiena alzando un peso cosa dovrei fare oltre che andare in infortunio sicuramente??in questo caso penso che ci sia una grossa responsabilità dell'azienda nell'aver sottovalutato la cosa??grazie
[#5] dopo  
Dr.ssa Susanna Borriero
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Buonasera e bentrovato,
comprendo le sue perplessità però la informo che il medico competente non può emettere un giudizio di idoneità' senza una visita " ufficiale" e nessun lavoratore può essere convocato a visita se è in malattia o ferie. Probabile quindi che l'abbia ricevuta per un dovuto atto di cortesia ma dovrà nuovamente rivederla appena rientra al lavoro. Dunque le ribadisco la necessita' di chiedere la visita con le modalità che le avevo indicato. Quando avrà ricevuto il certificato di idoneità e solo allora sarà possibile fare ulteriori considerazioni. Ovviamente al rientro eviti di sollevare pesi manualmente perché avere un ulteriore problema e finire in infortunio non e' auspicabile e neanche il metodo giusto per risolvere il problema.
Mi consideri a sua disposizione per il futuro.
Cordiali saluti
[#6] dopo  
Utente 280XXX

Iscritto dal 2012
salve dottoressa,auguri di buon anno,eccomi qua!!!infatti era come diceva lei,ho avuto un secondo colloquio ma è stato peggio del primo!allora il medico aziendale mi ha detto che forse non c'è nemmeno bisogno della visita dato che non sono passati 60 giorni continuativi di assenza del lavoro,che lui non può farmi dei certificati di idoneità con limitazione altrimenti in azienda si creano dei malumori perchè io lavoro di meno e gli altri lavorano di più,mi ha detto che queste ernie non sono dovute al lavoro perchè io non ho fatto infortunio ma semplice malattia,che devo parlare con il mio responsabile per trovare una soluzione e cercare di aiutarci l'uno con l'altro insieme agli altri addetti al magazzino e che quando sto male con la schiena di ritornare in malattia!!secondo lei è un comportamento giusto questo!che medico è?arrivati a questo punto penso che ci siano delle grosse responsabilità da parte loro,se mi faccio male alla schiena dato che adesso dopo varie cure e soldi spesi sto bene,mi viene riconosciuto l'infortunio avendo fatto la malattia prima?devo dichiarare all'inal che nonostante sapevano la mia patologia non è stato fatto niente?ho il diritto di fare altro per salvaguardare la mia salute?la ringrazio ancora
[#7] dopo  
Dr.ssa Susanna Borriero
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Gentile Utente,
grazie per gli auguri che ricambio cordialmente. Mi fa piacere sapere che stà bene.
Per quello che leggo dalla sua lettera mi sembra di cogliere una certa titubanza del medico competente ad emettere un giudizio di idoneità con limitazioni forse perché, anche in considerazione dell'attuale congiuntura economica, teme che ciò possa danneggiarla in qualche modo.
Tuttavia lei è affetto da una patologia che potrebbe peggiorare con la movimentazione manuale di pesi di una certa entità per cui è indispensabile, dopo una attenta valutazione della sua mansione specifica, definire i limiti di peso e di tempo, per la movimentazione, compatibili con il suo stato.
Se non ha superato i 60 giorni continuativi di assenza per malattia, l'azienda non può convocarla a visita ma lei ha diritto a richiederne una ai sensi dell'art.41 del D.lgs 81/08 come le avevo già scritto. La richiesta deve inoltrarla direttamente al Datore di Lavoro e per conoscenza al Medico Competente. Se non lo ha fatto è bene che lo faccia per iscritto altrimenti i suo restano solo dei colloqui informali con il medico.
Dopo di che, una volta ricevuto il giudizio di idoneità, potrà eventualmente contestarlo richiedendo entro 30 giorni una visita medica collegiale presso la commissione apposita istituita nell'ASL competente per territorio.
Infine se lei ritiene che la sua patologia sia correlata al lavoro che svolge può, per semplicità, recarsi ad un Patronato dove riceverà tutta l'assistenza per le pratiche da inviare all' INAIL.
Faccia un passo alla volta, comprendo il suo malumore ma in questi casi è bene mantenere la calma e procedere in modo razionale secondo le regole stabilite per legge altrimenti potrebbero crearsi incomprensioni tali da incrinare i suoi rapporti con l'azienda e ciò sarebbe un vero peccato. Nel frattempo non escluderei un colloquio con il suo caporeparto per illustrare la situazione riuscendo così anche a saggiare la disponibilità da parte dell'azienda a venirle incontro.
Cordiali saluti