Utente 166XXX
Salve vi scrivo perchè ho dei dubbi su un referto fattomi dal medico del lavoro.
Sono un metalmeccanico, ho già delle limitazioni date dalla sala medica per lavori medio-legeri per sollevare pesi inferiori ai 3-4 kg. Iperflessione 40° (lavoro con corsetto protettivo perché ho un’emisacralizzazione lombare con ernie e discopatia).
Il medico del lavoro appurando tutti i miei referti medici mi ha confermato tutte le problematiche fisiche solo che nel referto ha scritto “movimentazione di carichi eccedenti i 10 kg”.
Quando gli ho fatto notare che io dalla sala medica aziendale avevo dei sollevamenti di max 3-4 kg, lui mi ha spiegato che il suo limite è il max che posso sollevare( relativamente alla posizione della schiena), questo limite si abbassa se il lavoro diventa ciclico(cioè se in un ora devo fare 15 volte lo stesso sollevamento , il peso deve ridimensionarsi ritornando ai valori 3-4 kg). Per evitare fraintendimenti con il medico aziendale (che può interpretare diversamente il referto del medico) esiste una norma che specifica quello che mi ha detto il medico del lavoro [da allegare (solo se fosse necessario) al referto], potete aiutarmi?dove posso trovare questo allegato?
Vi ringrazio anticipatamente per il lavoro che fate quotidianamente.

[#1] dopo  
Dr. Mario Corcelli
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Gentile Signore,

Non mi sono chiari né la domanda che pone né i termini che usa circa "medico della sala medica" e "medico del lavoro"; vediamo di chiarire.

Qualsiasi medico specialista in medicina del lavoro può esprimere un parere sul tipo di mansioni che un lavoratore può o non può eseguire, ma per l'azienda vale soltanto il parere del medico del lavoro aziendale, che si chiama "medico competente".

Non esiste nessun allegato; quello che conta è solo il parere del "medico competente".
Se non si accetta il parere del "medico competente", si può fare ricorso al servizio di medicina del lavoro dell'ASL.
Se non si è d'accordo nemmeno col parere del medico del lavoro dell'ASL, si può ricorrere al Giudice del Lavoro.

Buona giornata.
[#2] dopo  
Utente 166XXX

Iscritto dal 2010
Grazie per la risposta. Vi ricontatto solo ora perché ho avuto qualche problema di salute.
Vorrei essere più chiaro e aggiornarvi sulla mia situazione lavorativa.
Attualmente sono stato sottoposto a visita periodica richiesta dall’azienda presso il medico competente (cioè per chiarezza il medico stabilito dall’azienda), esso rileggendo tutti i referti mi ha confermato le stesse limitazioni fisiche di cui ero in possesso. Successivamente il medico, sotto suggerimento del responsabile della azienda, mi ha collocato su una specifica postazione di lavoro (che non è quella in cui lavoravo precedentemente).
Ora. questa postazione sollecita molto la mia schiena costringendomi a ripetutamente strappi per sbloccare i pezzi messi a pressione in uno stampo dovendomi flettere e tirare con forza, causandomi fitte dolorose che mi costringono a iniezioni di antidolorifico come il “diclorem”.(le mie limitazioni vietano l’iperflessione e mi adibiscono a lavori medio leggeri).
Ho fatto notare questo problema sia al responsabile di stabilimento che al medico competente ma entrambi si rimbalzano la decisione della scelta della postazione, l’unica cosa che entrambi mi dicono è che il pezzo che devo lavorare ha un peso che rientra nel lavoro medio leggero ma loro non prendono in considerazione la forza (proporzionandola a peso) che devo mettere per estrarre il pezzo dallo stampo.
Come posso agire, mi sento male. La visita collegiale cosa può fare (oltre a valutare le mie condizioni fisiche) per la mansione lavorativa che mi viene assegnata in azienda?.
Grazie, cordiali saluti