Utente 280XXX
Il mio angiologo mi ha consigliato una terapia sclerosante per togliere una vena,non è la safena, e non so dirvi come si chiama, è superficiale e segue tutta la coscia. Ho letto l'articolo sulle recidive riportato in questo sito in cui si dice che in caso di sclerosanti il rischio di recidive è doppio. Sono preoccupata e vorrei sapere perchè il rischio è doppio, per quale principio medico questo avviene? Sono preoccupata perchè l'insufficienza venosa è un problema di famiglia e ho visto che i miei parenti hanno avuto problemi a distanza di 5 anni dall'operazione e mi chiedo se a me con una sclerosante mi si gonfieranno altre vene ancora prima. Ho già tolto una vena sull'altra gamba perchè mi faceva molto male, questa invece non fa male me è molto insestetica, ma mi chiedo se non sia pericoloso toglierla. spero di essere stata chiara, non lo sono quando sono preoccupata. Grazie
[#1] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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Potrebbe linkare l'articolo di questo sito cui fa riferimento?
[#2] dopo  
Utente 280XXX

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sono fortunata perché l'articolo è proprio il suo:

http://www.medicitalia.it/minforma/chirurgia-vascolare-e-angiologia/1143-varici-capillari-volte-tornano-problema-recidive.html

La parte che mi ha spaventata è questa:
Varici recidive: ricompaiono tardivamente nella stessa sede e la loro presenza a distanza di cinque anni è stimata nelle casistiche internazionali intorno al 20 – 30 % dei casi dopo un intervento chirurgico e nel 40 – 60 % dopo scleroterapia.

volevo aggiungere un'altra cosa io sono costretta a seguire una terapia ormanale perchè soffro di endiometrosi e la mia ginecologa ha detto che influisce negativamente sulle vene.suppongo che questo aumenti il pericolo....
[#3] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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Va innanzitutto chiarito che le indicazioni alle due procedure (chirurgia - scleroterapia) sono fondamentalmente diverse e solo in pochi casi rappresentano una scelta opzionale da parte dell'operatore.
Ciò premesso, la differenza circa l'incidenza di ricanalizzazione è largamente legata al diverso meccanismo d'azione che è ablativo o escludente per la chirurgia (asportazione della vena, obliterazione mediante legatura), infiammatorio-sclerosante per la seconda.
Quest'ultima azione resta largamente condizionata, oltre che dalla bontà della tecnica, dalla reattività individuale che è molto variabile.
Altri fattori entrano poi in gioco e sono strettamente legati ad un preciso studio emodinamico che miri ad eliminare il sovraccarico pressorio nei punti critici oggetto del trattamento: ma qui il discorso si farebbe troppo tecnico e difficile da esplicitare.

La somministrazione di preparati ormonali agisce negativamente sul sistema venoso, come già rammentato dalla Sua Ginecologa.