Utente 259XXX
Salve Dottore, un'informazione, in un paziente che ha una crisi di iperkaliemia acuta, qual è il tempo massimo per intervenire prima che i danni diventino irreversibili? Nel senso gia' esistente irc, dopodichè anuria, paralisi, ecc. dovendolo sottoporre a emodialisi o a trattamenti tipo calcio o resine, ecc. qual è il tempo massimo per intervenire. Intervenire dopo 6/8 ore potrebbe già essere tardi secondo lei? I liquidi accumulati nel corpo (in quanto anurica) potrebbero causare danni forti all'organismo o vale la pena tentare? Inoltre vorrei sapere se è vero che ci può essere rilascio di potassio, dopo una ferita da urto. Grazie e complimenti per il sito.
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Dr. Remo Luciani
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Egregio Signore,
ho rivisto il precedente consulto e vedo che i dubbi in merito alla kaliemia continuano a darvi dei problemi;mi dispiace molto evidentemente le mie risposte ai consulti precedenti non sono state chiare.
Nello specifico: i tempi dipendono dalle condizioni del paziente (alterazioni ecg evidenti,anuria);di solito si interviene prima con terapia medica (resine,bicarbonati ev,calcio cloruro,furosemide ev,beta 2 agosnisti per via inalatoria);la terapia dialitica è l'ultima ratio visti i rischi correlati alla terapia extarcorporea e alla necessità di un catetere venoso centrale.Per finire: il danno muscolare esteso (tipo crush syndorme) può dare un aumento del potassio.
Cordiali saluti