Utente 103XXX
Gentili Dottori,

sono un ragazzo di 33 anni con partner fissa già da qualche mese, donatore di sangue ed in buona salute, a cui è stata diagnosticata, a seguito di accurata visita andrologica, una 'disfunzione erettile psicogena'. Vi contatto per avere anche un Vostro parere circa l'opportunità di intraprendere o meno un adeguato percorso psicoterapeutico.

Il tutto nasce oltre un anno fa quando inizio a presentare problemi nel raggiungimento e nel mantenimento dell'erezione, anche durante l’atto sessuale stesso. Ciò si accompagna anche ad un sensibile calo del desiderio ed alla scomparsa, quasi totale, delle erezioni mattutine. Il perdurare della situazione mi ha portato a far uso, per altro senza alcuna espressa prescrizione medica, di Cialis prima e Levitra poi. L'assunzione di questi farmaci ha certamente migliorato la condizione ma mai risolto del tutto il problema, anzi a volte anche la stessa assunzione del medicinale non era sufficiente per portare a termine un soddisfacente rapporto sessuale. Inoltre aggiungo che da un lato la durata media di quei rapporti che riuscivo a portare avanti era più lunga del passato (evidenziando a mio parere una difficoltà nel raggiungimento dell’orgasmo) e dall’altro (cosa però di cui ho sempre sofferto) un periodo di latenza tra un atto sessuale ed un altro piuttosto lungo. Buona invece è sempre rimasta l'erezione con masturbazione manuale.

Tutto ciò mi ha spinto a rivolgermi ad uno specialista. In sede di prima visita andrologica tutto è risultato nella norma ed il medico mi ha suggerito di sottopormi a prelievo per verificare i livelli di prolattina (esito 23,55 ng/ml contro valori di riferimento per uomo da 1,5 a 19) e di testosterone (esito 9,67 ng/ml contro valori di riferimento per uomo da 3,0 a 10,6). Il dottore non ritiene significativo l’alto livello di prolattina e buono quello di testosterone, mentre anche da ecocolordoppler penieno dinamico tutto risulta nella norma.
In sostanza lo specialista ritiene che da un punto di vista fisico non ci sono complicanze di alcun tipo e che quindi, per esclusione, la problematica è da ricondurre a fattori di ordine psicologico.

Spero di aver fatto un quadro sufficientemente chiaro della situazione perché ritengo utilissimo ricevere suggerimenti anche da parte vostra sulla diagnosi e sulla terapia da intraprendere. Qualora abbiate bisogno di ulteriori dettagli sarei ben lieto di poterveli fornire perché non vedo l’ora di poter tornare a fare sesso in maniera puntuale e serena.

Grazie e buon lavoro.

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[#1] dopo  
Dr. Carlo Maretti
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Gent.mo utente

da quello che ci racconta e dagli esami fatti effettivamente tutto rientra nella norma ed è abbastanza evidente che una componente psicologica giochi un ruolo importante. Quindi segua i corretti consigli del suo specialista e si affidi ad un buon psico-sessuologo e se poi avesse bisogno ci faccia sapere.

Un cordiale saluto
[#2] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
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Gentile Utente,
se la diagnosi andrologica è stata fatta, sarebbe utile seguire le indicazioni del Collega che l'ha visitata, fare latitare nel tempo un possibile intervento, concorre a mantenere viva e florida l'ansia, che non è una buona alleata sotto le lenzuola.

Il deficite rettivo, il successivo calo del desiderio e l'anormalità dei tempi eiaculatori, fanno tutti propendere per una problematica psicogena.
Dire psicogena, non equivale a dire che lei non abbia nulla, ma che sarebbe utile investigare tutte le cause ( psicogene, relazionali, diadiche, intrapsichiche, da cattivo apprendimento sesusale, ecc....), che concorrono al mantenimento della sintomatologia sessuale.

Per ogni disfunzione sessuale, dobbiamo analizzare:
i fattori predisponenti, fattori precipitanti ed i fattori mantenenti , più la “storia del disturbo”

Le disfunzioni sessuali maschili sono:
1-Disturbi eiaculatori: eiaculazione precoce, eiaculazione ritardata, anorgasmia.
2- Deficit erettivo
3- disordini della fase orgasmica.
4- disturbi del desiderio

nei pazienti giovani, spesso quando l'ansia prende il sopravvento, c'è una compromissione di tutte le fasi, in quanto c'è spesso un monitoraggio ossessivo( che noi psico-sessuologi chiamiamo" spectatoring", della funzionalità sessuale).
Le allego qualche lettura.

http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/1593/Mancanza-d-erezione-10-cose-da-sapere

http://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/1225-deficit-erettile-problema-coppia-ruolo-partner.html

http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/1929/Mancanza-d-erezione-il-sintomo-va-sempre-tolto-o-talvolta-mantenuto
[#3] dopo  
Utente 103XXX

Iscritto dal 2009
Gentili Dottori,

innanzitutto grazie delle vostre cortesi e preziose risposte.

Ho letto con attenzione le interessanti letture che mi avete allegato e preciso che non ho alcuna intenzione di far latitare nel tempo un possibile intervento, anzi ho già contattato una Dott.ssa psicologa, psicoterapeuta e sessuologa, per un primo incontro con lei, spero quanto prima, feste permettendo.

Ci sono solo due aspetti che mi lasciano perplesso: l'alto valore di prolattina da un lato e l'assenza di erezioni mattutine dall'altro. Da ignorante in materia ritengo improbabile che questi possano derivare da fattori psicogeni, per cui non sarebbe opportuno approfondire, prima o durante lo stesso percorso psicoterapeutico, questi due aspetti? E se sì, come?

Grazie ancora.
[#4] dopo  
Dr. Carlo Maretti
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La PRLe' normalissima tale innalzamento e' fisiologico, l 'erezione mattutina non e' un elemento diagnostico.