Utente 218XXX
Salve,
tra qualche giorno sarò sottoposta ad intervento di ernioplastica inguinale dx, in merito a ciò volevo sentire la vostra opinione pur rendendomi conto che a distanza è difficile.

Qualche mese fa ho vissuto una situazione di forte stress emotivo che mi ha causato innapetenza, nausea, crisi di panico, meteorismo e più stipsi del solito. Un giorno ho cominciato ad avere dei dolori in zona che io localizzavo come fossa iliaca che si irradiavano alla gamba, avevo come la sensazione di avere "qualcosa in più" ed andavano aumentando. Nella paura di avere un'appendicite sono andata al ps dove facendomi i prelievi hanno scongiurato la cosa, mi hanno inviata dal ginecologo la cui visita è risultata negativa e mi hanno dimessa con diagnosi di "dolore addominale non differenziato a basso rischio". Nei giorni successivi la situazione non migliora, anzi, i dolori mi si irradiano fino all'ombelico ed in sede renale dx. Torno al ps dove ripetono gli esami anche stavolta negativi, mi effettuano un eco che non evidenzia nulla se non tanta aria finché la dott.ssa non mi palpa l'addome e mi invia in chirurgia con dubbio ernia inguinale.

Il chirurgo mi visita e stila il seguente referto: pz di 27 aa affetta da emocoagulopatia emorragica di Von Willebrand. Riferisce alvo tendenzialmente stitico; da circa 10 gg algide in sede inguinale dx con irradiazione alla faccia anteriore della coscia. No vomito, febbre. Valutata dal ginecologo (negativo). Inviata dal ps per sospetta ernia inguinale dx. La pz riferisce di essersi accorta della comparsa di un rigonfiamento in sede inguinale dx. Al momento addome diffusamente trattabile con Blumberg neg Murphy neg Giordano neg bilat. Lieve dolorabilitá alla palpazione profonda in fidx-sede inguinale con dolorabilitá significativa al tubercolo pubico. All'esplorazione del canale inguinale sembra apprezzarsi con i colpi di tosse piccola tumefazione compatibile con piccola ernia inguinale. Esami ematochimici nella norma. Si consiglia esecuzione ect parti molli ed ect addome. Rivalutabile.

Mi mandano subito a fare l'eco che risulta ok tranne che: In regione inguinale bilateralmente, medialmente alla vena femorale, si evidenzia durante la manovra di Valsava iniziale impegno di tessuto adiposo senza evidenza di impegno di anse intestinali.

Torno in chirurgia dove un altro chirurgo referta: Piccola ernia inguinale destra sintomatica in pz affetta da emocoagulopatia di Von Willebrand. Si consiglia il trattamento chirurgico d'elezione previo controllo specialistico presso la Ematologia di xxxxx dove la paziente è abitualmente seguita.

Allorché decido di rivolgermi direttamente all'ospedale di xxxxx anche per l'intervento.

Il chirurgo che mi visita, dopo aver esaminato il tutto, mi dice che non è una cosa urgente (lo sapevo) ma che capisce che ho un'urgenza lavorativa e mi mette subito in lista di attesa.
Ma secondo lui avrei anche potuto tenerla. Ho fatto bene a decidere di operarmi ugualmente?

Nel frattempo ho fatto anche tac addominale con contrasto risultata negativa a problemi renali.

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[#1] dopo  
Prof. Ugo Bertoldo
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Buongiorno Signora,

la presenza di un'ernia inguinale (o crurale) non comporta inevitabilmente l'indicazione all'intervento chirurgico immediato, tranne in quei casi in cui si va incontro allo strozzamento dell'ernia (ma non mi pare essere il suo caso)
Se esiste effettivamente una diagnosi di ernia inguinale, è comunque corretto procedere all'intervento chirurgico programmato se il paziente lo richiede, in funzione dei sintomi che accusa.
Ne discuta direttamente col suo chirurgo, che ha tutti gli elementi per risolvere i suoi giustificati dubbi.



[#2] dopo  
Utente 218XXX

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Gentile Dottore,

La ringrazio per la veloce risposta. Io non ho dolori terribili ma mi accompagnano comunque durante la giornata... Bruciore, pizzicore, male... Quando mi stendo non li sento più (tranne rare volte che si fanno sentire lo stesso). Certo ci sono dei giorni nei quali non li avverto, altri in cui li avverto di più ed altri in cui li avverto di meno. Sento fastidio anche quando spingo per l'evacuazione e da seduta. Spesso il dolore che non ce quando sono distesa, compare subito appena mi alzo.

I primi due chirurghi mi hanno fatto una visita molto accurata, una palpazione profonda e parecchio dolorosa, chiedendomi che lavoro faccio (faccio l'animatrice per bambini in un villaggio turistico, il che significa tenerli in braccio, giocare, correre, saltare, etc) e raccomandandomi di non fare sforzi, di portare degli slip contenitivi fino a quando non mi opererò e di stare attenta a non essere stitica perché anche questo influisce sull'ernia. Mentre il terzo chirurgo mi ha detto che gli sforzi non centrano nulla e che l'ernia peggiora molto lentamente, oltretutto la palpazione che ha effettuato è stata molto blanda e veloce e diceva che non era proprio così riconoscibile. Mi disse pure che non è obbligatorio operarla ma poi quando gli dissi di aver paura di aver fatto la scelta sbagliata, mi rispose che decidere di operare un ernia non è mai la scelta sbagliata... pero a quanto pare mi opera per richiesta mia.

Preciso che sia mio padre, che mia nonna materna e mio nonno paterno hanno l'ernia inguinale.
[#3] dopo  
Prof. Ugo Bertoldo
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La prima cosa da appurare è che vi sia effettivamente un'ernia che giustifichi i suoi sintomi. La diagnosi in genere avviene con un'accurata visita e , in alcuni casi, un'ecografia può supportare la diagnosi.
Nel suo caso probabilmente sui tratta di una cosiddetta "punta d'ernia", inguinale o crurale, cioè un' ernia in fase molto iniziale e spesso molto dolente.
Di più non saprei che cosa dirle, considerati i limiti di un parere dato a distanza, senza la possibilità di visitarla.
[#4] dopo  
Utente 218XXX

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Diciamo che io ho ragionato sia in merito al fatto che non è asintomatica, sia ho fatto il ragionamento (forse errato) che ormai che c'è è meglio operarla ora che è piccola... Diciamo che sono molto in ansia perché devo fare anestesia generale ed ho paura di "andarmela a cercare".